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Le differenze tra tra crema solare per bambini e adulti

di Giulia Foschi - 11.07.2024 - Scrivici

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Cosa cambia tra crema solare per bambini e adulti? Ci risponde Beatrice Mautino, divulgatrice e saggista, autrice del libro “La scienza dei cosmetici. Dalla skincare allo shampoo. Ingredienti, bufale & istruzioni per l’uso"

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Crema solare per bambini e adulti: che cosa dobbiamo assolutamente sapere?

Sull'utilizzo dei solari possono nascere dubbi e perplessità, specialmente quando si tratta della delicata pelle dei bambini. Come comportarsi e a quali aspetti porre attenzione sul tema "crema solare per bambini e adulti"? Ne parliamo con Beatrice Mautino, divulgatrice e saggista, autrice del libro "La scienza dei cosmetici. Dalla skincare allo shampoo. Ingredienti, bufale & istruzioni per l'uso". (Gribaudo Edizioni).

Perché è importante mettere la crema solare?

"I raggi ultravioletti di tipo A e B fanno abbronzare, ma l'abbronzatura non è altro che un meccanismo di difesa: la pelle produce melanina per proteggere le cellule dello strato sottostante, filtrare i raggi UV e tutelare così il DNA dai danni che questi possono causare. Esistono due tipi di raggi  UV: A e B. Gli UVB sono i più superficiali e sono quelli che provocano le scottature; gli UVA entrano più in profondità, non provocano scottature ma fanno venire le rughe e sono pericolosi anche per la formazione di tumori della pelle. Ecco perché occorre proteggersi dai raggi solari stando all'ombra, utilizzando abiti coprenti o, se si decide di esporsi al sole, applicando la crema solare".

Caratteristiche di una crema solare per bambini: cosa devo verificare sull’etichetta?

"Ormai quasi tutte le creme solari in commercio proteggono sia dai raggi UVB sia dai raggi UVA ("ampio spettro"). Il numero che vediamo indicato, l'SPF, ovvero il fattore di protezione, si riferisce però soltanto agli UVB, mentre è raro che per gli UVA venga indicato un numero. Per legge, la protezione dai raggi UVA deve corrispondere ad almeno un terzo del fattore di protezione indicato, relativo agli UVB. Questo va ricordato perché se ad esempio applichiamo una protezione 50, filtreranno comunque dei raggi UV: la protezione non è mai assoluta. Per quanto riguarda i bambini occorre fare ancora più attenzione perché le scottature che avvengono durante l'infanzia sono maggiormente correlate al rischio di sviluppare tumori da adulti.

C'è poi un altro discorso legato al surriscaldamento del corpo e alle insolazioni: i bambini piccoli non vanno esposti al sole troppo a lungo anche per questa ragione e quando si può è bene privilegiare protezioni fisiche come vestitini con filtri solari, cappello, occhiali da sole".

Spray o spalmabile?

Spray o spalmabili vanno ugualmente bene?

"Sì, nel senso che il fattore protettivo è quello indicato, indipendentemente dalla tipologia e dalla marca. Però quello a cui occorre prestare molta attenzione è la quantità. Occorre infatti utilizzare 2mg di prodotto per centimetro quadrato di pelle. Cosa vuol dire? Tendenzialmente, per i bambini, un cucchiaino di prodotto per ogni parte del corpo: uno per il viso, uno per ogni braccio, uno per ogni gamba, uno per la schiena, uno per il torace. Per gli adulti la misura è di un cucchiaio perché ovviamente c'è più superficie da coprire. Il problema degli spray è che rendono più difficile misurare  la quantità che si utilizza e quindi si rischia di applicare poco prodotto. Nel dubbio è sempre meglio abbondare, perché se si applica una quantità minore rispetto a quella indicata la protezione crolla drasticamente. Mettete sempre più prodotto di quello che pensate possa bastare: pensate che un adulto dovrebbe finire una confezione con circa 5/6 applicazioni. Poiché, come dicevo, non ci sono differenze tra le marche in termini di fattore protettivo, non importa acquistare solari spray o spalmabili costosi: meglio comprare un prodotto dal prezzo accessibile – vanno bene anche quelli da supermercato - e usarne tanto, piuttosto che comprare una costosa crema da farmacia e lesinare al momento dell'applicazione".

Cosa cambia tra crema solare per bambini e adulti?

"Non c'è differenza, la legge non fa distinzioni. Tutti i cosmetici devono essere sicuri per tutti. Quindi di base possiamo applicare la nostra crema solare anche ai bambini.

Le differenze riguardano alcuni elementi secondari non legati al fattore protettivo, che è quello che ci interessa veramente. Ad esempio le creme per bambini di solito hanno meno profumi, hanno ingredienti poco allergizzanti e quindi per queste ragioni possono essere privilegiate per i bambini, ma ci tengo a sottolineare che l'importante è applicare il prodotto in quantità e non esagerare con l'esposizione al sole dei bambini, soprattutto se sono molto piccoli".

Che cos’è l’INCI e che cosa devo sapere su INCI e creme solari dei bambini?

"Niente. Se ne parla sempre, ma in verità l'INCI è l'ultima cosa che bisogna guardare. Quando si parla di INCI si intende in genere la lista degli ingredienti presenti nel prodotto, elencati in ordine decrescente di concentrazione. Tuttavia, è praticamente impossibile risalire alle origini dei singoli ingredienti. Quello che bisogna ricordare è che tutti gli ingredienti devono essere stati testati e approvati da enti di sicurezza internazionali: dunque se il prodotto è in commercio, per la legge deve essere sicuro".

L'intervistata

Beatrice Mautino è  divulgatrice e saggista, autrice del libro "La scienza dei cosmetici. Dalla skincare allo shampoo. Ingredienti, bufale & istruzioni per l'uso". (Gribaudo Edizioni).

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