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Covid-19 e bambini, i dati aggiornati della situazione italiana

di Elena Cioppi - 27.11.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Covid 19 e bambini in Italia, i dati aggiornati in arrivo dal convegno "La Pediatria italiana e la pandemia da SARS-CoV-2" della SIP per fare il punto.

Covid 19 e bambini in Italia, i dati aggiornati a novembre 2020

Il Covid-19 ha ridisegnato molti confini, oltre a quelli familiari e sociali. In tanti, durante questi mesi di pandemia, si sono chiesti "Perché il Covid sembra risparmiare i bambini?". E i piccoli, quanto sono contagiosi? Con la riapertura delle scuole poi, l'esigenza principale è stata quella di capire che impatto può avere la malattia: considerato il controllo e il tracciamento che viene fatto negli istituti scolastici, a 10 mesi e più dallo scoppio della pandemia sappiamo che il Covid-19 non ha provocato danni ingenti sulle fasce d'età più basse: lo confermano anche i dati preliminari presentati nel Congresso Straordinario Digitale della Società Italiana di Pediatria che ha come focus proprio "La Pediatria italiana e la pandemia da SARS-CoV-2" in programma tra il 27 e il 28 novembre 2020 su canali digitali.

I primi dati emersi arrivano dal monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità: sono 126.622, pari a circa il 12% dei contagiati, i bambini e gli adolescenti che in Italia durante la pandemia sono risultati positivi al Covid-19, di cui 36.622 nella fascia 0-9 anni e 90 mila nella fascia 10 -19 anni.

In aggiunta, uno studio dell'Università Statale di Milano pubblicato sulla rivista Emerging Infectious Diseasesha confermato l'esistenza del caso di un bambino col Covid già a novembre 2019, ampliando gli scenari della pandemia in Italia. Un ulteriore studio del San Matteo di Pavia ha confermato la positività di un bambino al Covid-19 grazie a tampone congiuntivale, la prima volta al mondo che l'infezione viene rilevata nelle lacrime.

Anche sul fronte dei decessi di bambini per Covid-19 i numeri sono molto consolanti: l'ISS ha riportato che sono stati 8 i decessi per Covid-19 registrati nei bambini e nei ragazzi da 0 a 19 anni dall'inizio della pandemia a marzo 2020, a fronte degli oltre 52.000 decessi registrati tra gli adulti solo in Italia.

Alberto Villani, Presidente della SIP, ha detto anche che tra le fasce d'età più basse (da 0-1 anno) i bambini asintomatici sono più di 6 su 10 (64,3% dei casi), mentre ci sono stati diversi casi di bambino paucisintomatico: più di 3 su 10 (32% dei casi) quelli con sintomi lievi. Solo il 3,4% manifesta sintomi severi.

Nella fascia di età tra i 2 e i 19 anni gli asintomatici crescono: sono più di 7 su 10, mentre rimane una grossa fetta di bambini e adolescenti lievemente sintomatici, ovvero l'8,6% di paucisintomatici e il 15,2% di lievemente sintomatici nella fascia 2-6 anni; 10% paucisintomatici e 19,4% lievemente sintomatici nella fascia 7-19 anni.

I rischi collaterali della pandemia

Alberto Villani ha anche aggiunto che ci sono delle conseguenze indirette sul benessere dei bambini e dei ragazzi, anche se non si ammalano. Eccoli:

  • ritardi sulle vaccinazioni
  • ritardo diagnostico di patologie anche gravi
  • terapie interrotte i bambini fragili
  • aumento delle disuguaglianze tra famiglie

Ma non sono solo quelli elencati dal presidente della SIP le conseguenze indirette della pandemia sui bambini e sulle loro famiglie. Nei mesi di emergenza abbiamo esplorato anche gli altri, come:

In generale però diversi studi hanno dimostrato il basso impatto del Covid-19 sui bambini, perché la loro risposta immunitaria sembra più efficace di quella degli adulti. A farne le spese sono i bambini fragili, che, per motivi variegati, hanno interrotto o si sono visti interrompere le cure salva-vita. Secondo un sondaggio condotto da SIMGePed, Uniamo e Associazioni amiche di Telethon ci sono tanti bambini, quasi il 40% dei bambini 'fragili' e sotto terapia, che ha interrotto i controlli durante e dopo il primo lockdown spesso su indicazione stessa dei centri in cui erano in cura.

Fonti articolo: Congresso straordinario digitale La Pediatria italiana e la pandemia da SARS-CoV-2 - novembre 2020

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