Home Bambino Salute

Covid-19 e scuola: perché bisognerebbe stare il più possibile all'aperto

di Valentina Murelli - 25.09.2020 - Scrivici

coronavirus-e-scuola-all-aperto
Fonte: Shutterstock
Quest'anno più che mai è importante far stare più tempo possibile i bambini all'aperto o, almeno, aerare spesso i locali. In questo modo, i rischi di contagio si abbassano (e non vale solo per il coronavirus)

Far stare i bambini il più possibile all'aperto, anche nella stagione fredda, è importante per varie ragioni. Come abbiamo raccontato in questo articolo, trascorrere tempo all'aperto favorisce lo sviluppo psicofisico e cognitivo dei bambini: anche per questo già un paio d'anni fa la pediatra di famiglia Laura Reali proprio dal nostro sito aveva lanciato un appello ai servizi educativi (nidi, scuole d'infanzia) e alle scuole perché lascino uscire i bambini all'aperto anche nella "brutta stagione".

L'invito è più valido che mai ai tempi della Covid-19, perché tra i tanti benefici dell'aria aperta ci sono anche quelli per la salute. Ne abbiamo parlato con Stefano Prandoni, pediatra di famiglia a Valdagno (Vicenza) e amministratore della pagina Facebook L'influenza, questa sconosciuta, che dall'inizio dell'emergenza si sta occupando in modo approfondito e competente della questione coronavirus.

In questo articolo

Perché anche nelle ore scolastiche stare il più possibile all'aperto fa bene alla salute

La scuola è un luogo chiuso per eccellenza, con classi spesso piccole, affollate e super riscaldate: condizioni che favoriscono alla grande la diffusione di microrganismi (virus e batteri) responsabili di infezioni respiratorie. E' una delle ragioni per le quali durante la stagione brutta i bambini sono spesso ammalati, tra raffreddore, tosse, otite, influenza e simili. "Anche il coronavirus Sars-Cov-2 è un virus respiratorio con caratteristiche analoghe, anche se si sta ancora dibattendo sulla modalità di diffusione, se tramite goccioline o aerosol" spiega Prandoni. Per questo tanta preoccupazione sulla riapertura delle scuole. 

Quest'anno in realtà le restrizioni anti-Covid - dimezzamento di classi numerose, distanziamento tra i banchi, uso delle mascherine e di soluzioni igienizzanti ecc - dovrebbero attenuare i fattori di rischio legati alla scuola "classica", ma resta il fatto che all'aperto la concentrazione di virus e batteri è minore di quella che si può trovare in un ambiente chiuso. Dunque, se c'è modo di far stare i bambini all'aperto, anche con qualche sforzo organizzativo in più, vale sicuramente la pena farlo. "Ricordandosi che non è necessario coprire troppo i bambini che stanno fuori" sottolinea Prandoni. "Basta coprirli il giusto, tanto sono sempre in movimento". 

L'importanza di aprire le finestre

Altra regola importante di prevenzione delle infezioni respiratorie - e dunque anche della Covid-19 - riguarda l'aerazione degli ambienti. Spesso le finestre a scuola vengono aperte a fine mattina, ma oggi più che mai è importante controllare anche questo aspetto: "Se non si cambia mai l'aria, aumenta la concentrazione di particelle virali e batteriche presenti, come pure quella di eventuali inquinanti ambientali che possono a loro volta favorire l'azione virale" spiega Prandoni. "Viceversa, più facciamo entrare aria esterne, più si diluisce il numero delle particelle presenti riducendone l'impatto in termini di contagiosità".

Secondo il pediatra, con temperature autunnali classiche si possono tranquillamente tenere le finestre aperte tutto il giorno. "Quando farà proprio freddo si potrà lasciarle socchiuso o spalancarle per almeno cinque minuti almeno una volta all'ora". E questo, naturalmente, vale anche per le abitazioni.

Altro punto su cui si può intervenire è il riscaldamento: spesso nella stagione fredda a scuola - ma anche negli ospedali, negli uffici e in molte case - fa troppo caldo. "Non è un bene - sottolinea Prandoni - non solo perché così aumentano le bollette energetiche e i costi ambientali, ma anche perché troppo caldo significa meno umidità, e un'umidità più bassa favorisce la contagiosità dei virus respiratori".

Attività sportive e Covid-19

Oltre alla scuola, spesso i bambini hanno i pomeriggi pieni di attività, dallo sport alla musica alle lingue straniere. Che fare in quest'anno di pandemia da coronavirus? Servono restrizioni particolari? Prandoni si sofferma in particolare sulle attività sportive: "Le attività nelle quali c'è un impegno fisico possono essere a rischio di contagio, perché l'impegno fisico comporta un mggiore volume respiratorio con una conseguente maggiore emissione di virus. In questi casi bisogna stare molto attenti al discorso delle distanze, verificando che le attività siano svolte in spazi ampi, nei quali viene spesso cambiata l'aria. E se ci sono impianti di climatizzazione, attenzione che non siano quelli con ricircolo, a meno che non abbiano filtri specifici in grado di bloccare le particelle virali).

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli