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Covid-19 nel tampone congiuntivale di un bambino: scoperto caso a Pavia

di Elena Cioppi - 30.12.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Uno studio italiano ha evidenziato il primo caso di presenza dell'infezione da Covid-19 nelle lacrime grazie a un campione congiuntivale di un bambino.

Ha fatto molto discutere lo studio tutto italiano in cui si presentava il primo caso di positività al Covid-19 nelle lacrime di un bambino di 11 anni a Pavia, amplificando il dibattito su quanto sono contagiosi i bambini, ma anche su come si trasmette il virus oltre le modalità classiche già confermate. Lo studio si chiama "Identification of SARS-CoV-2 RNA in the conjunctival swab of an Italian pediatric patient affected with COVID-19: A case report" ed è stato pubblicato sullo European Journal of Ophthalmology per raccontare l'episodio scoperto alla clinica pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia. La positività al Covid-19 del bambino è stata accertata grazie al tampone naso-faringeo, nonostante fosse praticamente asintomatico. All'insorgenza di sintomi di irritazione oculare (bruciore e lacrimazione) i medici hanno effettuato un tampone congiuntivale, che ha altrettanto indicato la positività al Covid-19 del bambino. 

In questo senso i ricercatori ammettono che tracce dell'infezione potrebbero essere ricercate (e trovate) nelle lacrime dei pazienti, ma, come riporta una nota del San Matteo, non è ancora dato sapere ed è da approfondire se questo impatti sulla diffusione dell'infezione.

Covid-19 nelle lacrime di un bambino, facciamo il punto

Lo studio, come è stato evidenziato dalla nota del San Matteo riportata da AdnKronos, non provano che le lacrime siano un canale di diffusione e neanche che i tamponi congiuntivali come quello fatto al bambino siano attendibili come quelli oro-faringei molecolari e antigenici. In questo caso però l'approfondimento era obbligato, considerati i sintomi del bimbo che, senza lamentare altra sintomatologia tra quelli del Covid-19 ha invece patito una leggera irritazione oculare. Pur non essendoci segni di congiuntivite, il tampone congiuntivale ha identificato l'infezione (già in precedenza confermata da tampone molecolare). E questo, per i ricercatori, è un segno che il Sars Cov-2 potrebbe essere ricercato non solo nella mucosa oro-faringea ma anche in campioni oftalmici, non solo negli adulti ma anche nei bambini.

Uno studio sempre pubblicato sull'European Journal of Ophthalmology che si chiama "Evidence-based of conjunctival COVID-19 positivity: An Italian experience: Gemelli Against COVID Group" già confermava a maggio che uno dei sintomi del Covid-19 poteva essere la congiuntivite e quindi campioni di infezione potevano essere ritrovati anche grazie ai tamponi congiuntivali. Anche al San Matteo di Pavia erano già stati fatti degli studi in merito, come riporta sempre AdnKronos: in particolare tra marzo e maggio 2020 sono stati valutati 8 casi di persone sottoposte a tampone congiuntivale, ma in quel caso solo uno su 8 aveva dato risultato positivo (nonostante la positività al tampone molecolare su tutti e 8 i pazienti tenuti sotto osservazione). Il caso del bambino di Pavia è, secondo i medici del San Matteo, il primo caso di identificazione di Sars-CoV-2 in campioni oculari ma con sintomi lievi, dunque senza vera e propria infezione come ad esempio la congiuntivite. 

Covid-19, variante inglese e bambini

Lo studio del San Matteo di Pavia arriva in un momento di grande analisi dell'evoluzione dell'infezione, soprattutto dopo la proliferazione di casi in tutto il mondo derivanti dalla variante inglese del Covid-19, più contagiosa. Questo elevato grado di contagiosità ha provocato una seconda ondata più drammatica in tutto il mondo e ha ovviamente più capacità di infettare i bambini, anche se non è dato ancora sapere, perché gli studi sono ancora in corso, se la loro capacità di diffondere il virus sia più elevata se vengono colpiti dalla variante inglese.

Capire come si diffonde il Covid-19 è il primo passo per limitarne la diffusione, per questo studi come quello degli esperti del San Matteo contribuiscono ad allargare i punti di vista sulla pandemia, ampliando il range d'azione e identificando nuovi sintomi dai quali partire per cercare di vederci chiaro.

Fonti dell'articolo: European Journal of Ophthalmology, "Evidence-based of conjunctival COVID-19 positivity: An Italian experience: Gemelli Against COVID Group"; European Journal of Ophthalmology,  "Identification of SARS-CoV-2 RNA in the conjunctival swab of an Italian pediatric patient affected with COVID-19: A case report"

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