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Covid-19 e variante inglese, i bambini sono più contagiosi?

di Elena Cioppi - 28.12.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Covid 19, variante inglese e bambini: come sono legate e quali sono le conseguenze sulla salute e la contagiosità dei bambini della nuova variante?

Più del Natale 2020 e delle sue restrizioni è stata (purtroppo) la news dell'avanzare di una variante inglese del Covid-19 con impattanti modificazioni nel grado di contagiosità a tenere banco nei giorni festivi. Variante, che, in patria, sta facendo registrare un'impennata di casi (come riporta la BBC) e si è già ampiamente diffusa in Italia con conseguenze sulla curva dei contagi. Tra le ultime news su Covid 19, variante inglese e bambini c'è quella per cui, questi ultimi, colpiti da questa variante, sarebbero più contagiosi. Facciamo il punto di cosa sta succedendo e di cosa dicono gli immunologi sull'eventuale reazione del sistema immunitario dei più piccoli che si ammalano di Covid-19. Anche in relazione al vaccino anti-Covid, che al momento non può essere somministrato ai bambini e alle donne in gravidanza per mancanza di dati e analisi a supporto.

Covid-19, variante inglese e bambini: facciamo chiarezza

Diverse riviste di settore si stanno chiedendo se i bambini sono più suscettibili a questa nuova variante di Covid-19 isolata lo scorso 18 dicembre 2020 (si chiama B.1.1.7 or VUI 202012/01). Secondo i primi studi riportati da The BMJ, questa variante sarebbe il 71% contagiosa delle altre varianti che, fino a ora, hanno modificato il SARS-COv- 2. In realtà la variante è stata individuata già in casi di settembre e ottobre 2020 e si è quindi già ampiamente diffusa in Europa e probabilmente nel mondo. In dicembre sono stati messe in atto restrizioni molto severe in merito all'uscita e all'entrata in UK, così da evitare l'ulteriore diffusione di questa variante.

Secondo l'OMS il virus ha già subito diverse variazioni ma questa è la più forte e contagiosa di tutte: la nuova variante infatti contiene 14 mutazioni tra cui quella che aumenta la sua trasmissibilità tra gli umani. Ovviamente le ricerche stanno tutte virando sull'analisi di come il vaccino anti-Covid - che ha esordito in Europa con il Vaccine-Day storico del 27 dicembre 2020 e l'arrivo delle prime dosi che anticipano il piano vaccinale del 2021 - potrebbero reagire (o no) alla nuova variante.

Ma cosa succede ai bambini? Sebbene le risposte siano ancora nebulose, la risposta dei Governi è quella della massima prudenza. Con un virus che si trasmette più velocemente del già aggressivo Covid-19 della primavera 2020, l'apertura delle scuole in UK a gennaio 2021 al momento è in forse: lo ha detto il premier Boris Johnson che vuole procedere con molta cautela, sebbene non ci siano evidenze che questa variante sia più aggressiva delle altre che girano nel mondo.

In Italia, come nel resto d'Europa, si sta facendo largo un approccio alla prudenza, anche grazie alle restrizioni legate al periodo natalizio che stanno cercando di prevenire la terza ondata. Gli immunologi, come Paolo Rossi direttore del dipartimento di pediatria all'ospedale Bambino Gesù intervistato dal Corriere, sono concordi col dire che il Covid-19 nei bambini rimane circostanziato a sintomi poco gravi, ma col dubbio che questa nuova variante inglese possa renderli super-diffusori, è meglio accelerare gli studi su vaccini adatti anche ai più piccoli.

Quelli attualmente in commercio, infatti, sono indirizzati solo a una popolazione adulta. Secondo Rossi questa nuova variante "è più infettiva ma al momento non ci sono evidenze che provochi sintomi più gravi, anche nei bambini". La sua maggiore trasmissibilità deriva dalla mutazione della proteina Spike che serve al virus per proliferare nel corpo umano. Se il virus si diffonde, è chiaro che i bambini non saranno esentati dall'ammalarsi, sebbene con sintomatologia meno grave di quella che compare negli adulti. 

Neil Ferguson, direttore del Medical Research Council's Centre for Global Infectious Disease Analysis at Imperial College London and NERVTAG member, ha detto che l'osservazione della diffusione del virus in UK nel mese di novembre 2020 ha trasmesso sia la variante conosciuta che quella britannica appena isolata. Con le scuole aperte entrambe le varianti si sono diffuse allo stesso modo con grande facilità. Ma questo non vuol dire che sui bambini sia più aggressivo di prima. Molti studi hanno confermato, in questi mesi di pandemia, che "il SARS-COv-2 non è efficiente nell'attaccare il sistema immunitario dei bambini come fa con gli adulti". E questo vuol dire che la nuova variante colpisce, al momento, tutti indistintamente per via del suo alto grado di trasmissibilità a non incide su quanto sappiamo fino a ora delle reazioni dei bambini e della loro salute al Covid-19.

Fino al vaccino pediatrico, che l'EMA sta studiando in queste settimane al fine di produrre un vaccino sicuro ed efficace anche per gli under 16, l'unico modo per evitare che questa nuova variante si diffonda e tocchi la salute delle fasce più a rischio è la prudenza.

Covid-19 nelle lacrime di un bambino: caso a Pavia

Uno studio dal titolo "Identification of SARS-CoV-2 RNA in the conjunctival swab of an Italian pediatric patient affected with COVID-19: A case report" ha evidenziato un caso di infezione da Covid-19 dopo tampone congiuntivale in un paziente di 11 anni. Non è ancora dato sapere se le lacrime o altro materiale congiuntivale possano essere ritenuti responsabili di una maggiore diffusione del Coronavirus dai bambini agli adulti. 

Fonti per questo articolo: The BMJ, "Covid-19: What have we learnt about the new variant in the UK?"; BBC, "Coronavirus: Impact of new variant on children investigated"; WHO, "SARS-CoV-2 Variant – United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland"

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