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Covid e bambini, perché tanti contagi durante la seconda ondata?

di Sara De Giorgi - 12.04.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Secondo uno studio tedesco il numero maggiore di contagi da Covid19 tra i bambini durante la seconda ondata sarebbe dovuto a un'esposizione più elevata al virus in autunno e in inverno, alle aperture scolastiche e a varianti di virus più infettive.

L'andamento dei contagi da SARS-CoV-2 nei bambini in età prescolare e in età scolare è un punto di riferimento importante per decidere se aprire o tenere chiusi asili e scuole.

Lo studio tedesco che si chiama "Fr1da", condotto dalla ricercatrice Anette-Gabriele Ziegler, era stato inizialmente svolto su bambini in Baviera per individuare la fase iniziale del diabete di tipo 1, attraverso la raccolta di campioni di sangue. In seguito alla pandemia legata al Covid-19, altri ricercatori tedeschi hanno deciso di utilizzare la preziosa modalità di studio infrastrutturale di "Fr1da" per rilevare anche le infezioni da SARS-CoV-2 e hanno dunque sviluppato un test per rilevare gli anticorpi SARS-CoV-2 che ha un'accuratezza particolarmente elevata.

Dai risultati sono emerse informazioni interessanti. Il numero maggiori di contagi tra i bambini durante la seconda ondata sarebbe dovuto a un'esposizione generalmente più elevata al virus in autunno e in inverno, alle aperture scolastiche e a varianti di virus nuove e più infettive. Per controllare meglio le infezioni nei bambini, secondo gli esperti è importante stabilire misure adeguate per contenere la diffusione del virus negli asili e nelle scuole.

In questo articolo

Molti contagi tra i bambini rilevati durante la seconda ondata in Germania

Durante la prima ondata di contagi in Germania nella primavera del 2020, gli scienziati hanno rilevato nei bambini che hanno partecipato alla ricerca "Fr1da" una frequenza di anticorpi SARS-CoV-2 dello 0,87%. Ciò significa che i bimbi in Baviera sono stati infettati dal coronavirus circa sei volte di più rispetto a quanto riportato tramite i test PCR.

Dopo la prima ondata lo studio "Fr1da" è andato avanti e i ricercatori hanno riscontrato un aumento significativo degli anticorpi SARS-CoV-2 nei bambini della Baviera durante la seconda ondata della pandemia nell'autunno 2020 e nell'inverno 2020/2021.

In particolare, i bambini in età prescolare hanno mostrato una frequenza di anticorpi del 5,6% durante il periodo di test da ottobre 2020 a febbraio 2021. Inoltre, tra i bambini in età scolare sottoposti a screening tra novembre 2020 e febbraio 2021, la cifra raggiungeva l'8,4%.

Nel complesso, la frequenza degli anticorpi alla fine della seconda ondata (gennaio e febbraio 2021) è risultata circa otto volte superiore rispetto a quella della fine della prima ondata (da aprile a luglio 2020).

Dai risultati è emerso che il numero di bambini in età prescolare e in età scolare in Baviera infettati da SARS-CoV-2 è tre o quattro volte più grande rispetto a quello riportato tramite test PCR sempre durante la seconda ondata.

Le cause

Markus Hippich, primo autore dello studio e ricercatore presso l'Helmholtz Zentrum München, ha affermato: «Il fatto che abbiamo riscontrato più infezioni nei bambini rispetto ai casi segnalati potrebbe essere dovuto ai numerosi casi asintomatici».

Tra i 446 bambini risultati positivi nella seconda ondata, il 92,6% ha svolto un questionario sui sintomi. Ecco i risultati: la percentuale di bambini positivi agli anticorpi e senza sintomi era del 68% tra i bambini in età prescolare; tra i bambini in età scolare, invece, era del 51,2%.

Cosa significa tutto ciò? I ricercatori suggeriscono che il significativo aumento delle infezioni da SARS-CoV-2 durante la seconda ondata sia il risultato di una combinazione di eventi, tra i quali

  • un'esposizione generalmente più elevata al virus in autunno e in inverno,
  • aperture scolastiche
  • e varianti di virus nuove e più infettive.

Anette-Gabriele Ziegler ha affermato «Spesso si dice che i bambini siano meno soggetti all'infezione rispetto agli adulti. Tuttavia, i dati per questa ipotesi sono scarsi. I risultati del nostro studio mostrano chiaramente che sia i bambini in età prescolare sia quelli in età scolare sono suscettibili all'infezione da SARS-CoV-2. Per controllare meglio le infezioni nei bambini, potrebbe essere importante stabilire misure adeguate per contenere la diffusione del virus negli asili e nelle scuole».

Gli anticorpi possono essere rilevati per diversi mesi

I bambini risultati positivi agli anticorpi SARS-CoV-2 hanno avuto la possibilità di fornire un altro campione di sangue per verificare lo sviluppo del loro stato anticorpale.

I ricercatori hanno osservato che gli anticorpi sono aumentati nel periodo medio di tre mesi dopo il primo test. Complessivamente 64 bambini su 66 sono rimasti positivi agli anticorpi SARS-CoV-2. I ricercatori pensano che l'aumento degli anticorpi non sia dovuto alla riesposizione al virus, ma piuttosto al corso naturale nel tempo delle risposte anticorpali.

Nessun associazione tra diabete di tipo 1 e Covid-19 nei bambini

I ricercatori non hanno trovato un'associazione tra diabete di tipo 1 pre-sintomatico e Covid-19, né durante la prima né la seconda ondata.

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