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Le dieci cose che devi sapere prima di dare un antibiotico ai bambini

di Giulia Foschi - 20.03.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Dare l'antibiotico ai bambini è sicuramente una pratica utile, ma è essenziale farla nel modo corretto, con un'attenzione ancora maggiore quando si parla dei più piccoli. Una guida in dieci punti per imparare come e quando somministrarli.

Dare l'antibiotico ai bambini: le cose che devi sapere

L'Italia è il Paese europeo con il maggior numero di bambini che assumono antibiotici, con un picco nelle regioni del Sud. Sono questi i dati registrati dall'Osservatorio sull'impiego dei Medicinali (anno 2017) e analizzati dal dott. Silvio Garattini, fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, nel suo ultimo lavoro di divulgazione scientifica, scritto con Antonio Clavenna: "Gli antibiotici spiegati bene" (Edizioni Lswr). "Le differenze osservate tra nazioni e tra le regioni italiane non sono causate da una differente epidemiologia delle malattie – spiega l'autore – ma sono causate innanzitutto da fattori socioeconomici e culturali riguardanti la famiglia e anche dall'attitudine alla prescrizione".

Antibiotici al neonato di 1 mese: gli effetti a lungo termine

Se gli effetti indesiderati sono spesso di lieve entità, il problema di un utilizzo eccessivo degli antibiotici è l'aumento della resistenza ad essi: questo significa che aumenteranno i fallimenti delle terapie antibiotiche e sarà necessario utilizzare antibiotici più potenti, si prolungherà la durata della malattia e aumenterà il rischio di complicanze. Oltre a questo rischio, numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato come la somministrazione di antibiotici nei primi mesi di vita potrebbe avere effetti a lungo termine sulla salute del bambino (per esempio aumentando la probabilità di sovrappeso o di obesità).

Dare l'antibiotico ai bambini: i dieci consigli del dottor Silvio Garattini

  1. GLI ANTIBIOTICI SONO UTILI SOLO SE USATI CORRETTAMENTE. Gli antibiotici sono sostanze prodotte naturalmente da muffe o batteri o sintetizzate artificialmente capaci di impedire lo sviluppo di microrganismi patogeni inibendone la moltiplicazione o uccidendoli. Sono caratterizzati da un elevato indice terapeutico, e quindi, pur essendo letali per certi microrganismi patogeni, non danneggiano le strutture e le funzioni dell'ospite; in altre parole sono poco tossici per l'uomo. È importante, però, usarli nel modo corretto.

  2. GLI ANTIBIOTICI DEVONO ESSERE PRESCRITTI DA UN PEDIATRA. Non bisogna mai decidere autonomamente di dare l'antibiotico sulla base dei sintomi o sulla base della presenza di mal di gola con placche. Gli antibiotici devono essere usati solo se i dati clinici e di laboratorio suggeriscono un'infezione batterica: per questo, la decisione di somministrarli deve essere presa dal pediatra o, nel caso di un bambino più grande o di un adolescente, dal medico di medicina generale.

  3. LA TERAPIA NON VA INTERROTTA PRIMA DEL TEMPO. Occorre evitare di interrompere la terapia prima di quanto raccomandato, anche se il bambino non ha più la febbre o non prova più dolore: i sintomi possono scomparire prima che i batteri siano completamente eliminati e non continuare l'antibiotico potrebbe favorirne nuovamente la crescita con una ricaduta dell'infezione.

  4. LA DURATA DELLA TERAPIA E' DECISA DA UN MEDICO, NON DAI GENITORI. È importante seguire le raccomandazioni del medico per quanto riguarda la frequenza di somministrazione giornaliera e la durata della terapia: l'intervallo con cui deve essere somministrato l'antibiotico è calcolato perché la sua concentrazione sia sufficiente per uccidere i batteri causa dell'infezione ed è importante rispettarlo.

  5. COSA FARE SE IL BAMBINO VOMITA L'ANTIBIOTICO. La via di somministrazione orale è in generale sicura e rapida, soprattutto nelle infezioni di gravità lieve e moderata. Il farmaco va somministrato lentamente per evitare che vada di traverso o che provochi tosse. Se subito dopo il bambino vomita o sputa la medicina, va somministrata nuovamente la quantità rigettata; se vomita dopo mezz'ora dalla somministrazione, non è necessario ripetere la dose.

  6. ANTIBIOTICI: COME CONSERVARLI. La maggior parte dei farmaci è già pronta per l'uso, ma spesso le sospensioni degli antibiotici devono essere preparate al momento. Se l'antibiotico si presenta in polvere, va aggiunta una precisa quantità d'acqua fino al livello indicato sul flacone. Prima della somministrazione è necessario agitare bene il flacone in modo da mescolare il farmaco. Spesso gli antibiotici, una volta "ricostituiti", devono essere conservati in frigorifero per un massimo di 7-10 giorni: il foglietto illustrativo riporta le informazioni su durata e temperatura di conservazione.

  7. LE DOSI VANNO MISURATE SCRUPOLOSAMENTE. Per calcolare la dose dei farmaci in forma liquida va utilizzato il dosatore (cucchiaio, bicchierino o siringa) contenuto nella confezione del medicinale. Se non è presente, si può chiedere al pediatra o al farmacista in che modo va misurata la dose. È importante controllare bene che il volume da somministrare sia quello giusto.

  8. GLI EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTIBIOTICI. Gli antibiotici possono alterare l'equilibrio dei batteri naturalmente presenti nel tratto gastrointestinale, nell'apparato respiratorio, nel cavo orale o sulla cute. Se dopo aver assunto l'antibiotico il bambino presenta mal di pancia, vomito, diarrea, macchie sulla pelle o è particolarmente irrequieto o se, al contrario, ha molto sonno, occorre valutare con il pediatra se questi sintomi sono effetti collaterali della terapia.

  9. PARLARE CON I BAMBINI DELL'ANTIBIOTICO. Assumere un farmaco per un bambino spesso è un'esperienza spiacevole: a seconda dell'età e della sua capacità di comprendere e di comunicare, si può cercare di capire quali sono le sue paure e tentare, per quanto possibile, di coinvolgerlo, spiegando perché è importante assumere quel medicinale e chiedendo quali sono le sue preferenze, per esempio quale dosatore utilizzare, o se preferisce stare seduto o in piedi durante la somministrazione.

  10. COME DARE ANTIBIOTICO AI BAMBINI CHE LO SPUTANOLe coccole, avere vicino un giocattolo preferito o i giochi di ruolo, per esempio fingere di dare il giocattolo anche alla bambola, possono aiutare a diminuire l'ansia. È importante far capire al bambino che la medicina non è una punizione perché è stato cattivo e che la medicina non va sputata.

SILVIO GARATTINI E IL CORONAVIRUS: "DOBBIAMO RIPENSARE IL MONDO DELLA SALUTE

Il dottor Garattini ha recentemente rilasciato delle interviste anche sul tema Covid-19. "Tutto dipende da noi, dalla nostra capacità di evitare il contagio. Quanto più ci atteniamo alle disposizioni, quanto più rimaniamo in casa ed evitiamo contatti, prima ne usciremo - afferma Silvio Garattini, intervistato a Radio Capital sull'emergenza Coronavirus -. Per la settimana prossima (23-29 marzo ndr) ci aspettiamo il picco, poi dovrebbe iniziare a calare; teniamo conto che le persone contagiate sono molte di più di quelle determinate dai numeri, perché molti presentano sintomatologia molto ridotta o assente. Se tutti avessero stili di vita adeguati e ci fosse un'adeguata prevenzione, forse saremmo più resistenti – aggiunge -. La diffusione di virus e batteri continuerà a esserci, per questo dobbiamo ripensare il mondo della salute".

 

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