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Test molecolari, sierologici e antigenici, conoscere le differenze per vederci chiaro

di Elena Cioppi - 26.10.2020 - Scrivici

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Differenze tra test molecolari, sierologici e antigenici per vederci chiaro in questo periodo di emergenza e seconda ondata di Covid-19.

Gli ultimi sviluppi dell'emergenza sanitaria raccontano un quadro preoccupante rispetto alla diffusione del coronavirus in tutte le regioni d'Italia. Il binomio Covid-19 e scuola aveva già aperto scenari impattanti sulla vita delle famiglie con bambini rientrati nelle scuole di ogni genere e grado e nuove procedure da seguire per il rientro sicuro in classe degli studenti: in questo momento diventa importante distinguere le differenze tra test molecolari, sierologici e antigenici per capire come muoversi e ottimizzare i passaggi. Se il DPCM del 19 ottobre aveva già modificato l'esperienza scolastica dei ragazzi delle superiori (con un periodo di scuole chiuse in Campania nella loro totalità), oggi lo scenario appare ancora più frastagliato: con il DPCM del 25 ottobre 2020 che aumenta le limitazioni professionali e personali, vederci chiaro rispetto alle possibilità di tracciare il virus è quanto mai vitale. Con uno sguardo allo status dell'integrazione dei cosiddetti test antigenici rapidi salivari: l'arrivo dei tamponi rapidi a scuola (procedura ancora in corso di validazione e diffusione su scala nazionale) potrebbe modificare e snellire l'attuale situazione test.

In questo articolo

Differenze tra test molecolari, sierologici e antigenici: una panoramica

Test molecorare (faringeo o naso-faringeo)

Sin dallo scoppio dell'emergenza Covid in Italia nel febbraio 2020, il test molecolare ovvero il tampone faringeo o naso-faringeo ha rappresentato l'unico modo efficace per contrastarne la diffusione, individuandolo in modo sicuro nei pazienti positivi. Il materiale biologico raccolto dall'indagine tramite esplorazione della cavità buccale e in quella nasale assicura un risultato tra i più attendibili possibile rispetto ai metodi di tracciamento integrati successivamente.

Spiegare ai bambini la differenza tra tampone e test sierologico è importante quasi come spiegare il tampone ai bambini e prepararsi per eseguirlo in modo tale da verificare la presenza o meno del virus.

I test sierologici

I test sierologici sono stati integrati per snellire le procedure di tracciamento e sono stati un utile strumento in vista della riapertura delle Regioni a giugno 2020 e del ritorno a scuola di insegnati e personale scolastico. L'indagine, effettuata su un prelievo di sangue, non è attendibile come quella del test molecolare ma è utile per verificare la presenza di anticorpi nel fluido sanguigno. Nel caso di positività ai test sierologici, il Ministero della Salute raccomanda di effettuare il tampone. 

I test antigenici

I test antigenici sono la novità dell'autunno 2020 e sono destinati a cambiare radicalmente l'approccio al tracciamento: questo metodo di analisi (effettuata tramite tampone o saliva) indaca la presenza di proteine virali (antigeni) in grado di legarsi agli anticorpi e restituisce la risposta con un segnale univoco, Sì/No. Sono test facilmente analizzabili anche dal farmacista, veloci ed efficienti, da cui si ottiene un risultato in 15 minuti. Potrebbero essere la svolta per il tracciamento in ambienti scolastici oppure in quelli aeroportuali e professionali.

Infine, i test antigenici salivari: anche questi antigenici ma declinati solo sull'analisi di un campione salivare, che può presentare (anche se in quantità minore del tampone molecolare) la presenza del virus. Anche se esistono già test efficienti in commercio, non sono ancora stati integrati nel sistema sanitario e tra i metodi di tracciamento veloci in modo massivo, ma alcune scuole dal 29 settembre 2020 le hanno inserite nelle loro prassi di tracciamento, e così anche gli aeroporti.

Distinguere i test usati per il tracciamento del Covid-19

Come funziona il tampone molecolare

Grazie a un bastoncino flessibile (cotto-fioc) viene effettuata un'indagine a livello rino-faringeo o faringeo per un prelievo di muco e saliva. L'obiettivo del tampone è verificare la presenza di materiale genetico virale (RNA del virus). Attualmente è il test considerato più efficace in tutto il mondo, ma ha anche i suoi limiti, per via della lentezza necessaria alla validazione dei risultati che può essere effettuata solo in laboratorio. 

Come funzionano i test sierologici

In questo caso si effettua un prelievo di sangue (o una goccia di sangue del polpastrello) per ottenere tre tipologie diverse di risultati. Un sierologico positivo può dimostrare la presenza di anticorpi IgM e indicare che l'infezione è recente; la presenza di anticorpi IgM negativi e anticorpi IgG positivi, che indicano un'infezione avvenuta in passato ma già terminata. Un test sierologico negativo invece può indicare tre status del paziente: una non infezione del paziente da virus SARS-CoV-2 oppure un'infezione troppo recente per lo sviluppo di anticorpi. L'ultima è anche quella più controversa e indica una persona infettata ma con livelli di anticorpi troppo bassi per poter essere riconosciuti dal test. I test sierologici sono considerati test ottimi per lo screening e l'analisi epidemiologica del Covid-19 in uno o più settori.

Come funzionano i test antigenici rapidi

In comune col tampone, il test antigenico può essere effettuato tramite tampone naso-faringeo ma cambia il metodo di anali e di ricerca rispetto a quello molecolare. Se nel primo caso si cerca l'RNA del virus, nel caso dei test antigenici rapidi si vanno a cercare gli antigeni del virus, le proteine virali che sono in grado di legarsi agli anticorpi e di essere riconosciute come potenzialmente pericolose per il sistema immunitario. La velocità con la quale viene effettuata l'analisi di questo tipo di test antigenico è il vero valore aggiunto: i risultati sono verificabili in 15 minuti e non c'è bisogno che vengano effettuati in laboratorio, come riporta un documento dell'ISS dedicato alle differenze tra i vari metodi di tracciamento delle positività attuali.

Come funzionano i test salivari

I test salivari sono stati già introdotti in alcune scuole dal 30 settembre 2020, come riportato sul sito del Ministero della Salute. Sono considerati efficacissimi per il tracciamento precoce in tutti quei casi in cui la rapidità diventa fondamentale per l'ottimizzazione delle procedure (ad esempio aeroporti o appunto nelle scuole). Fanno sempre parte della famiglia dei test antigenici, solo che in questo caso il prelievo salivare non si effettua tramite tampone naso-faringeo ma via bocca, prelevando un campione di saliva. Come riportato sempre dal Ministero della Salute, i risultati di questi test sono meno attendibili degli altri ma rimangono un valido sostegno per "accelerare la diagnosi di casi sospetti di COVID-19. E questo perché "la frequenza di episodi febbrili nella popolazione scolastica nel periodo autunnale e invernale sarà infatti presumibilmente molto elevata e sarà necessario ricorrere spesso alla pratica del tampone per escludere in tempi rapidi la possibilità che si tratti di COVID-19 e per individuare rapidamente i casi, isolarli e rintracciarne i contatti, facilitando la decisione di applicare o meno misure quarantenarie in tempi brevi e con un risparmio notevole di risorse, evitando un eccessivo sovraccarico dei laboratori di riferimento". Il SalivaDirect prodotto dalla Yale School of Public Health è stato approvato in agosto 2020 dalla FDA (US Food and Drugs Administration) ed è attualmente uno dei kit ritenuti più attendibili sul mercato.

Fonti per questo articolo: Ministero della Salute Scuola, via libera ai test antigenici rapidi come strumento di prevenzione; US Food and Drug Administration Coronavirus (COVID-19) Update: FDA Issues Emergency Use Authorization to Yale School of Public Health for SalivaDirect, Which Uses a New Method of Saliva Sample Processing; ISS Epicentro ISS Rapporto ISS Covid-19 n.11/2020. 

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