Home Bambino Salute

Disturbi del neurosviluppo infantile

di Francesca De Ruvo - 30.06.2023 - Scrivici

disturbi-del-neurosviluppo
Fonte: Shutterstock
I disturbi del neurosviluppo compaiono generalmente nelle prime fasi della vita di un bambino e perdurano per tutta la vita

In questo articolo

Disturbi del neurosviluppo

I disturbi del neurosviluppo, come l'autismo, i disturbi del linguaggio e l'ADHD, sono aumentati negli ultimi anni, ma rimangono ancora poco conosciuti dalla maggior parte delle persone. Questi disturbi possono manifestarsi fin dalla prima infanzia o diventare evidenti nell'adolescenza con disturbi psichiatrici come la schizofrenia e la depressione. Vediamo in dettaglio quali sono i disturbi del neurosviluppo, quanto sono frequenti e come si diagnosticano, grazie all'aiuto della Prof.ssa Michela Gatta, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria infantile dell'Azienda Ospedale Università di Padova.

I disturbi del neurosviluppo

Stando a quanto riportato dall'Istituto Superiore di Sanità, con il termine "disturbi del neurosviluppo" ci si riferisce a tutta una grande varietà di categorie diagnostiche, tra cui la disabilità intellettiva, i disturbi del linguaggio, i disturbi dello spettro autistico, i disturbi specifici dell'apprendimento, i disturbi da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) e i disturbi del movimento. Queste condizioni sono caratterizzate da un rallentamento o da un deficit dello sviluppo neurologico che causa una compromissione del funzionamento relazionale, personale, sociale, scolastico e successivamente anche lavorativo. Più in particolare, come spiega la Prof.ssa Gatta dell'Università di Padova, "I disturbi del neurosviluppo sono caratterizzati da atipie del funzionamento personale, sociale, comunicativo, e di attività/interessi, in base a cui poi si configura il comportamento e l'adattamento della persona nell'ambiente".

Tali disturbi, che dipendono da alterazioni dello sviluppo neurologico durante le prime fasi dello sviluppo (gestazione e primissimi anni di vita), si manifestano con difficoltà di apprendimento e/o di comportamento, già evidenti in età prescolare, ma più chiaramente espresse in età scolare. Più in generale, i disturbi del neurosviluppo sono correlati a un deficit delle "funzioni esecutive", ovvero quelle capacità cognitive che ci permettono di pianificare adeguatamente le attività quotidiane, di controllare le funzioni e di adattare il nostro comportamento in base ai cambiamenti dell'ambiente circostante.

La gravità del deficit può variare di molto, dalle limitazioni dell'apprendimento fino alla compromissione dell'intelligenza o delle abilità sociali.

Quali sono i disturbi del neurosviluppo?

Secondo la classificazione DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, V edizione) i disturbi del neuro sviluppo comprendono:

  • la disabilità intellettiva: è caratterizzata da un deficit delle capacità mentali generali che influenza il ragionamento, il problem solving, la pianificazione, il pensiero astratto, la capacità di giudizio, l'apprendimento scolastico e l'apprendimento dell'esperienza;
  • i disturbi dello spettro autistico: caratterizzati da deficit dell'interazione sociale e della comunicazione. La diagnosi di disturbo dello spettro dell'autismo richiede la presenza di un repertorio di comportamenti/interessi/attività limitato e ripetitivo;
  • il deficit di attenzione e iperattività: caratterizzato da impulsività, ipermotricità e incapacità di fissare l'attenzione in maniera continuativa;
  • i disturbi della comunicazione: comprendono il disturbo del linguaggio, il disturbo della comunicazione sociale e il disturbo della fluenza;
  • i disturbi specifici dell'apprendimento: il deficit riguarda una o più abilità scolastiche come la lettura, la scrittura e/o il calcolo;
  • i disturbi del movimento: come i disturbi da tic, il disturbo dello sviluppo della coordinazione e il disturbo del movimento stereotipato.

"Prendendo come riferimento la letteratura scientifica, scopriamo che l'incidenza di questi disturbi in età evolutiva è variabile a seconda degli studi analizzati, andando circa dall'1-3% per quanto riguarda la disabilità intellettiva e i disturbi dello spettro dell'autismo, fino al circa 6-8% per quanto riguarda i disturbi della comunicazione-linguaggio, il deficit di attenzione e iperattività e i disturbi dell'apprendimento e del movimento" riferisce la Prof.ssa Michela Gatta, che poi precisa "Spesso i disturbi del neurosviluppo si presentano in concomitanza, per cui un bambino può presentare il disturbo dello spettro autistico e la disabilità intellettiva, oppure il deficit di attenzione e iperattività e il disturbo specifico dell'apprendimento e/o disturbo da tic".

È importante, quindi, essere consapevoli del fatto che spesso sono presenti nello stesso bambino più disturbi del neurosviluppo. 

Le cause

Le cause dei disturbi del neurosviluppo non sono ancora del tutto chiare. Tutti i disturbi del neurosviluppo, però, poggiano su determinanti multiple e possiamo identificare due macrogruppi:

  • fattori genetici;
  • fattori acquisiti o ambientali come, per esempio, la nascita pretermine, il consumo di alcol in gravidanza, infezioni acute materne, malattie croniche materne, intossicazioni, esposizione al fumo, traumi avvenuti durante il parto.

Attenzione ai campanelli d'allarme

Esistono alcuni campanelli d'allarme che potrebbero far sospettare la presenza di un disturbo del neurosviluppo nel bambino. "I segnali variano a seconda del disturbo e dell'età. Sin dai primi anni di vita possono manifestarsi alcune atipie comunicative, cognitivo-comportamentali e socio-relazionali come, per esempio, il mancato aggancio dello sguardo, alcuni movimenti stereotipati, il non girarsi se si viene chiamati, oppure reazione abnormi o atipiche agli stimoli ambientali, e ancora ritardo o anomalie del linguaggio, iperattività" spiega la Prof.ssa Gatta. "Vi sono poi altri campanelli d'allarme che possono comparire successivamente, tra cui la difficoltà a interagire e a socializzare con i propri pari, le difficoltà scolastiche e di apprendimento, atipie del movimento, oppure, come avviene spesso nel caso dei disturbi dello spettro autistico, interessi e attività ristretti e ripetitivi".

Nel caso in cui si verificassero alcune delle situazioni elencate fin qui, magari anche con segnalazioni da parte degli insegnanti, è il caso di contattare il pediatra che potrà indirizzare la famiglia verso uno specialista.

La diagnosi

"La diagnosi di un disturbo del neurosviluppo è clinica e solitamente deriva da una valutazione di più professionisti, tra cui il neuropsichiatra infantile, lo psicologo e il neuropsicologo" spiega la Prof.ssa Michela Gatta, che poi aggiunge "A integrazione della valutazione clinica è molto utile la somministrazione di materiale testale come questionari e/o interviste strutturate con il bambino, i genitori e gli insegnanti in modo da avere un quadro completo della situazione.

Nella valutazione vengono inoltre coinvolti anche altri operatori della riabilitazione come il logopedista, il terapista, l'educatore". A seconda del caso, si valutano poi approfondimenti specifici come la visita otorino-laringoiatrica, la risonanza magnetica cerebrale o altri esami di tipo genetico ed ematochimico.

 I disturbi del neurosviluppo vengono solitamente diagnosticati in età precoce, prima che il bambino inizi la scuola materna o elementare, ma non sono rare diagnosi più tardive che compromettono il trattamento e quindi la qualità di vita della persona.

I disturbi del neurosviluppo, per alcuni dei quali è stato riscontrato un aumento nell'ultimo decennio, comporta un elevato carico sanitario, sociale ed economico. Per questo motivo l'Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con le regioni italiane, sta portando avanti lo sviluppo e il potenziamento della sorveglianza attiva della popolazione per la diagnosi e l'intervento precoce dei disturbi del neurosviluppo su tutto il territorio nazionale.

Cosa succede dopo la diagnosi

Una volta identificato il tipo di disturbo, è indispensabile l'intervento di un team multidisciplinare che strutturi un percorso di riabilitazione adatto a ciascun bambino/ragazzo al fine di migliorare la sintomatologia. Tra i vari tipi di trattamento troviamo:

  1. Terapia comportamentale
  2. Terapia farmacologica
  3. Terapia cognitivo-comportamentale
  4. Riabilitazione neuropsicologica
  5. Terapia occupazionale
  6. Parent/Teacher training per formare genitori e insegnanti

TAG:

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli