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Durata della quarantena da Covid nei bambini

di Luisa Perego - 12.07.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Quanto dura la quarantena da Covid nei bambini? Quando bisogna fare il tampone? E il tampone di uscita? Con la variante Omicron che cosa cambia?

Quarantena da Covid nei bambini

Il nasino che cola, tosse, febbre. Il dubbio. Non sarà Covid? E poi l'esito del tampone: positivo. Che cosa fare a questo punto? Come comportarsi quando il tampone del bambino è positivo? Se invece il bambino è un contatto stretto di un positivo? Vediamolo insieme.

Differenza tra quarantena, sorveglianza attiva e isolamento

  • La quarantena si attua ad una persona sana (contatto stretto) che è stata esposta ad un caso COVID-19, con l'obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l'identificazione precoce dei casi.
  • L'isolamento consiste nel separare quanto più possibile le persone affette da COVID-19 da quelle sane al fine di prevenire la diffusione dell'infezione, durante il periodo di trasmissibilità.
  • La sorveglianza attiva è una misura durante la quale l'operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza.

Non ci sono cambiamenti nella gestione di quarantene o sorveglianze dovute alle diverse varianti del Covid (Delta, Omicron...)

In questo articolo

Durata quarantena e isolamento nei bambini

I bambini che risultano positivi al test diagnostico (molecolare o antigenico) per SARS-CoV-2 devono stare in isolamento. Questo significa che dovrete isolare il piccolo tenendolo solo con voi (per esempio stando in una camera insieme a lui e non condividendo i pasti con gli altri fratellini), continuare ad allattarlo se lo allattate al seno, indossare la mascherina e controllare regolarmente la febbre. Mettetevi anche in contatto con il pediatra per farvi seguire nella cura (se necessaria, anche solo per abbassare la febbre) in base ai sintomi che presenta.

Tenetelo idratato e a contatto con la vostra pelle: diversi studi hanno provato che il contatto pelle a pelle aiuta i più piccoli nella guarigione.
Per quanto stare isolati? Valgono le indicazioni contenute nella Circolare n. 60136 del 30 dicembre 2021

  • Almeno dieci giorni di isolamento dal primo tampone positivo di cui gli ultimi tre senza sintomi (esclusi perdita di gusto e olfatto).
  • I giorni di isolamento sono ridotti a sette per i chi ha ricevuto la dose booster e ha completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni.

In questo caso quindi si fa differenza tra bimbi vaccinati e bimbi non vaccinati.

Quando si può uscire dall'isolamento?

Si può uscire dall'isolamento soltanto dopo un test negativo. Se il test molecolare o antigenico è ancora positivo, ma il bimbo non ha sintomi da almeno 7 giorni (esclusi perdita di gusto o perdita di olfatto) si potrà interrompere l'isolamento al termine dei 21 giorni.

C'è isolamento o quarantena per i genitori di un bambino positivo?

Chi è vicino al bambino è considerato un contatto stretto.

Ai contatti stretti con soggetti confermati positivi al SARS-CoV-2 è applicato il regime dell'autosorveglianza: consistente nell'obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2, al chiuso o in presenza di assembramenti, fino al decimo giorno successivo alla data dell'ultimo contatto stretto.

Quindi no, non bisogna isolarsi, si può andare a lavorare (basta tenere la FFP2), si possono prendere mezzi di trasporto, fare visite e andare a fare la spesa.

Se al contatto stretto compaiono sintomi?

Se durante il periodo di autosorveglianza si manifestano sintomi di Covid è raccomandata l'esecuzione di un test antigenico o molecolare. Se il test è negativo va ripetuto, se ancora sono presenti sintomi, al quinto giorno successivo alla data dell'ultimo contatto.

E se il bambino è un contatto stretto?

In tutte le scuole di ogni odine e grado, nonché negli asili nido e nei servizi educativi per l'infanzia in presenza di almeno quattro casi di positività tra i bambini e gli alunni presenti nella sezione o gruppo classe, l'attività educativa e didattica prosegue in presenza per tutti e i docenti e gli educatori, nonché gli alunni che abbiano superato i sei anni di età, utilizzano i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2 per dieci giorni dall'ultimo contatto con i soggetti positivo al COVID-19.

Alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo all'ultimo contatto, va effettuato un test antigenico rapido o molecolare, anche in centri privati abilitati, o un test antigenico autosomministrato per la rilevazione dell'antigene SARS-CoV-2. In questo ultimo caso, l'esito negativo del test è attestato con una autocertificazione.  

Esistono ancora i congedi per genitori con figli ammalati di Covid?

Il Decreto Legge 24 dicembre 2021, n. 221 aveva prorogato alcune misure di tutela per genitori lavoratori/lavoratrici dipendenti a fronte del perdurare dello stato di emergenza sanitaria.

Tra questi, la possibilità di astensione dal lavoro fino al 31 marzo 2022 dei genitori in alcune circostanze riconducibili agli effetti della pandemia da Covid (art. 17 c. 3) come quarantena/isolamento da contatto del figlio o per sospensione dell'attività didattica o educativa in presenza e l'avvio della DAD.  

Con la cessazione dello stato di emergenza, sono però scomparsi anche i "Congedi Parentali SARS CoV-2". In caso di figlio ammalato e a casa con il Covid, per i lavoratori dipendenti è però possibile richiedere il congedo per la malattia del figlio.

Il congedo per malattia del bambino è regolamentato dal Decreto Legislativo n° 151 del 2001 e permette a entrambi i genitori lavoratori di assentarsi dal lavoro per i periodi corrispondenti alla malattia di ciascun figlio. Le malattie del piccolo devono essere documentate con certificato di malattia rilasciato da un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato. 

Per maggiori info:

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