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Cos'è l'encopresi nel bambino: quando non riesce a trattenere la cacca

di Francesca Capriati - 04.06.2024 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Encopresi nel bambino: cosa si intende per encopresi e cosa fare in caso di encopresi? Quali sono le cause e quando preoccuparsi

In questo articolo

Encopresi nei bambini

Il bambino è ormai ben abituato ad avere il controllo dei suoi movimenti intestinali: va in bagno quando deve fare la cacca, ma volte non riesce ad arrivare in tempo in bagno e si sporca la mutandina. Si chiama encopresi e colpisce dall'1% al 4% dei bambini di 4 anni (soprattutto i maschi), con una frequenza che diminuisce con la crescita. Ma perché capita e cosa dobbiamo fare noi genitori?

Qual è il significato di encopresi?

Il termine encopresi deriva dal greco ἐν = in e κόπρος = sterco: letteralmente, quindi, si traduce con "defecare dentro"

L'encopresi è un disturbo caratterizzato dall'emissione involontaria e ripetuta di feci: il bambino normalmente ha superato la afse del pannolino ed è ormai abituato al vasino o al water, ma involontariamente sporca la mutandina di cacca.

Cosa si intende per encopresi?

Poiché ogni bambino raggiunge il controllo intestinale al proprio ritmo, i medici non parlano di encopresi a meno che il bambino non abbia almeno 4 anni e il problema non si ripeta per almeno 3 mesi. Può essere primaria o secondaria:

  • Primaria: il bambino non ha mai acquisito il controllo degli sfinteri, vuoi perché per pigrizia non vuole andare in bagno vuoi perché ha solo bsogno di oiù tempo per imparare a gestire le feci;
  • Secondaria: il bambino inizia a non riuscire più trattenere le feci, pur avendo dimostrato di saperlo fare.

Quali sono le cause?

Le cause possono essere sia di natura anatomica che psicologica.

Nella maggior parte dei casi l'encopresi è provocata da una stitichezza prolungata nel tempo che implica non solo movimenti intestinali poco frequenti , ma anche difficoltà o dolore nel farlo.

Cosa accade?

Il bambino è stitico e probabilmente quando deve fare cacca soffre e prova un notevole dolore perché le feci sono voluminose e dure. Si instaura così un circolo vizioso: il bambino ha paura di fare la cacca e trattiene per non sentire dolore e questo comportamento si prolunga nel tempo, anche se la stitichezza dovesse risolversi.

Con l'accumularsi delle feci nel colon questo si dilata progressivamente (megacolon) e man mano che il colon si dilata, il bambino perde il naturale stimolo a evacuare.

Alla fine, le feci più morbide e parzialmente formate provenienti dalle parti superiori dell'intestino scendono intorno alla massa di feci dure e compatte situate nel fondo del colon e fuoriescono dall'ano.

Inizialmente fuoriescono solo piccole quantità di feci, che lasciano strisce sulla biancheria intima del bambino, ma con il tempo il bambino perde sempre più il controllo della defecazione, aumentando le perdite fecali.

Siccome le feci non passano normalmente attraverso il colon, diventano molto scure, appiccicose e possono avere un odore molto sgradevole.

Quali sono le conseguenze?

Col tempo, il bambino affetto da encopresi potrebbe sviluppare una mancata coordinazione dei muscoli utilizzati per i movimenti intestinali. In molti bambini, lo sfintere anale si contrae anziché rilassarsi quando cercano di espellere le feci. Questo disturbo della coordinazione muscolare, che provoca ritenzione fecale, è una chiave per la diagnosi ed è noto anche come anismo o contrazione paradossa del pavimento pelvico durante la defecazione.

Le cause psicologiche

Relazioni disfuzionali in famiglia, eccessiva severità o al contrario lassismo educativo, stress, ansia, difficoltà a scuola: sono tutti fattori che possono giocare un ruolo nello sviluppo dell'encopresi secondaria. Trattenere e rilasciare le feci può essere, quindi, un segno di disagio emotivo o psicologico nei bambini. 

L'encopresi è una condizione molto frustrante per i genitori: molti si arrabbiano perchè sono costretti continuamente a lavare e cambiare il bambino e lo accusano di farlo apposta o di non andare in bagno per semplice pigrizia. Nella maggior parte dei casi non è così. I bambini con encopresi non hanno maggiori probabilità degli altri di avere problemi comportamentali o emotivi importanti.

L'encopresi dopo i 6 anni

L'encopresi può manifestarsi in diverse fasce d'età, ma diventa motivo di preoccupazione soprattutto tra gli 8 e i 12 anni e durante l'adolescenza. In questi periodi, l'autonomia e il controllo delle funzioni corporee sono aspetti decisamente importanti per lo sviluppo sociale e personale del bambino.

La persistenza dell'encopresi oltre i sei anni può essere un segnale di un problema che non andrebbe sottovalutato.

Cosa fare in caso di encopresi?

Il medico eseguirà una visita, analizzerà la storia medica e porrà delle domande, in qualche caso può prescriverà degli esami, come delle radiografie addominali che servono anche ad escludere cause organiche.

Il trattamento

Tre gli step importanti:

  • Svuotare il colon dalle feci
  • Stabilire movimenti intestinali regolari, morbidi e indolori
  • Mantenere abitudini intestinali molto regolari.

Si inizia svuotando completamente l'intestino con lassativi, in qualche caso con clisteri: potrebbe essere necessario un trattamento per diversi giorni per evacuare completamente il colon. 

Dopodichè si passa alla seconda fase, somministrando lassativi ogni giorno per produrre movimenti intestinali morbidi. Il lassativo deve essere somministrato in dosi sufficientemente grandi da produrre uno o due movimenti intestinali molli ogni giorno. Le feci molli verranno espulse facilmente e senza dolore, e questo incoraggia il bambino a fare la cacca regolarmente invece che trattenerla.

La terza fase è quella di mantenimento:

  • Stabilire orari regolari per il bagno: il bambino dovrebbe sedersi sul water per 5-10 minuti dopo la colazione e di nuovo dopo cena ogni giorno. Sedersi sul water subito dopo un pasto sfrutta il "riflesso gastrocolico", le contrazioni intestinali che si verificano naturalmente dopo aver mangiato.
  • Offrire rinforzi positivi adeguati all'età. Per i bambini piccoli vanno bene stickers oppure un cartellone con le stelline, per i bambini più grandi, può essere utile ricompensare con tempo extra per la televisione o i videogiochi.
  • Insegnare ai bambini l'uso appropriato dei muscoli e altre risposte fisiche durante la defecazione. Questo li aiuta a imparare a riconoscere il bisogno di andare di corpo e a defecare in modo efficace.

Encopresi o enuresi?

L'encopresi non deve essere confusa con l'enuresi, che è l'incontinenza urinaria, comunemente nota come "pipì a letto": mentre l'encopresi riguarda la difficoltà di controllo delle feci, l'enuresi si riferisce alla difficoltà di controllo della minzione.

Fonti

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