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Fratture nei bambini: cosa sono e come intervenire

di Simona Bianchi - 07.12.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Le fratture nei bambini si verificano frequentemente e sono spesso causate da banali traumi. Come riconoscerle, cosa fare e quali sono le più comuni

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Fratture nei bambini

Spesso in casa o al parco si possono verificare delle fratture nei bambini. I motivi possono essere banali, come una caduta accidentale o un trauma mentre si gioca su un tappeto elastico. Proprio quest'ultimo, insieme ai giochi gonfiabili, è tra le principali cause di fratture. Il bimbo che ha iniziato da poco la deambulazione può farsi male anche cadendo da fermo. Dopo i 3 anni, invece, i traumi si verificano di solito durante l'attività ricreativa nei parchi gioco o nelle strutture sportive. Le parti del corpo più soggette a subire colpi sono la testa e gli arti superiori e inferiori. Rispetto a un adulto, i piccoli vanno trattati con un approccio terapeutico diverso a causa della presenza della cartilagine di accrescimento e della diversa capacità di rimodellamento scheletrico variabile con l'età.

Fratture nei bambini: le più comuni

Negli arti superiori le tipologie di fratture più comuni sono quelle delle dita, del polso e del gomito. Seppur più rare rispetto alla parte alta del corpo, negli arti inferiori si possono verificare più frequentemente fratture di tibia e perone. Le fratture si suddividono usualmente in complete ed incomplete. Nella seconda categoria quella più frequente è detta "a legno verde", facendo riferimento alla caratteristica forma di rottura del tessuto osseo, per esempio quello tibiale. Le fratture sono anche suddivise in composte o scomposte, in semplici e comminute. Sarà il medico a individuare il tipo di trauma del bambino, il genitore deve solo essere in grado di riconoscere che il problema del proprio figlio può probabilmente essere legato a una frattura. 

Fratture nei bambini: come riconoscerle

I segnali che permettono di far accendere un campanello di allarme su una sospetta frattura sono:

  • tumefazione con o senza ecchimosi
  • dolore localizzato, spontaneo o provocato, dall'impotenza funzionale o dal rifiuto di appoggiare l'arto indolenzito.

Il sospetto diviene quasi certezza in presenza di una deformità del profilo scheletrico.

Se nel bambino si è verificata una frattura incompleta (a legno verde), il trauma può non essere così evidente in quanto la tumefazione può essere scarsa o assente e il dolore presente solo alla palpazione. Per questo, anche in presenza di scarsi segni clinici se il bambino zoppica o assume degli atteggiamenti di difesa è opportuno rivolgersi a un medico ortopedico. Un gesto a cui fare attenzione è la palpazione della parte che fa male, bisogna praticarla con cautela e delicatezza, cercando sempre di preservare l'integrità dei vasi sanguigni.

Fratture nei bambini: cosa fare

Se si sospetta che il proprio figlio possa essersi fratturato un arto, la prima cosa da fare è portarlo in un Pronto Soccorso. Se il piccolo ha bisogno di immobilizzare per esempio la gamba, si consiglia di non fasciare la parte fratturata, ma l'area superiore o inferiore rispetto al punto di frattura. Una soluzione temporanea può essere usare del materiale morbido, come potrebbero essere dei cuscini, da avvolgere attorno all'arto e da tenere fermi con del nastro adesivo medico. Molto importante è non stringere eccessivamente per non ostacolare la circolazione. Mentre si trasporta il bambino in ospedale o dal medico, è utile tenere la parte colpita leggermente sollevata. In ogni caso, se ha subito fratture esposte o comunque più gravi di una banale caduta, è sempre preferibile chiamare uno specialista o il 118 e lasciare intervenire una persona con una preparazione adeguata.

Fratture nei bambini: cosa non fare

Per evitare di peggiorare la situazione, in caso di sospetta frattura ci sono alcune cose che non si dovrebbero fare:

  • Non massaggiare l'area per alleviare il dolore
  • Non tentare di ridurre la frattura
  • Non far battere il piede o far compiere operazioni complesse col braccio per valutare la funzionalità dell'arto
  • Se il problema è alla colonna vertebrale, non far muovere il bambino ma tentare di farlo restare immobile

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