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Giornata mondiale della poliomielite: si festeggia il 24 ottobre 2023

di Luisa Perego - 23.10.2023 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Il 24 ottobre si celebra la Giornata mondiale della poliomielite, una malattia infettiva che colpisce le cellule del sistema nervoso

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Giornata mondiale della poliomielite

Ogni anno, il 24 ottobre, il mondo si unisce per celebrare la Giornata Mondiale della Poliomielite, un'occasione importante per riflettere sul progresso raggiunto nella lotta contro questa malattia debilitante e per rinnovare l'impegno verso l'obiettivo di un mondo senza polio. Questa giornata è un momento di sensibilizzazione e di mobilitazione globale, finalizzata a porre fine a una malattia che ha segnato dolorosamente (e continua purtroppo a segnare) la vita di milioni di persone in tutto il mondo. La polio colpisce prevalentemente i bambini sotto i i cinque anni d'età. Si tratta di una malattia ormai quasi debellata in Italia grazie ad una capillare campagna di vaccinazione: l'ultimo caso diagnosticato nel nostro Paese risale al 1982. Purtroppo due paesi, Afghanistan e Pakistan, rimangono ancora endemici: non hanno mai smesso di registrare casi di poliomielite.

Questa giornata è un'opportunità per riflettere sull'importanza della vaccinazione e sulla necessità di estendere l'accesso ai vaccini in tutto il mondo, specialmente nelle regioni in via di sviluppo dove la polio è ancora una minaccia. Continuare a lavorare insieme è fondamentale per raggiungere l'obiettivo di un mondo senza polio.

La poliomielite, conosciuta anche come polio, è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce principalmente i bambini sotto i cinque anni di età. Questo virus può causare paralisi irreversibile e, in alcuni casi, persino la morte. Prima dell'introduzione del vaccino, la polio era una delle malattie più temute al mondo. Fortunatamente, grazie agli sforzi congiunti di governi, organizzazioni internazionali e volontari, progressi significativi sono stati fatti per debellare questa malattia.

La malattia è causata da tre tipi di polio-virus (1,2 e 3), appartenente al genere enterovirus, che invade il sistema nervoso nel giro di poche ore, distruggendo le cellule neurali colpite e causando una paralisi che può diventare, nei casi più gravi, totale.

La trasmissione della poliomielite avviene principalmente attraverso il contagio oro-fecale. Questo significa che la malattia può essere contratta attraverso l'ingestione di acqua o cibi contaminati, nonché tramite la saliva e le piccole goccioline rilasciate nell'aria durante colpi di tosse e starnuti da individui infetti o portatori sani del virus.

Il poliovirus ha la capacità di replicarsi nella mucosa orofaringea, nell'intestino e nei tessuti linfatici sottostanti del corpo. Inoltre, può essere rilasciato anche attraverso le feci prima che i sintomi della malattia diventino evidenti. È importante notare che l'uomo rappresenta l'unico serbatoio naturale del virus della polio.

I sintomi iniziali della malattia includono febbre, stanchezza, vomito, irrigidimento del collo e dolori agli arti. Secondo i dati dell'OMS, solamente una piccola percentuale delle infezioni, approssimativamente una su duecento, conduce a una paralisi irreversibile. Inoltre, tra il 5% e il 10% dei pazienti affetti dalla malattia perde la vita a causa della paralisi dei muscoli dell'apparato respiratorio. Sebbene la paralisi sia il sintomo più evidente della polio, si verifica solo nell'1% dei casi, mentre nel restante 90% dei casi...

A livello mondiale, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l'UNICEF, il Rotary International e la Fondazione Bill e Melinda Gates sono alcune delle organizzazioni che hanno svolto un ruolo fondamentale nella campagna globale contro la polio. Attraverso la vaccinazione di milioni di bambini e la sorveglianza costante, hanno contribuito a ridurre i casi di polio in tutto il mondo in modo significativo.

In Italia, il Ministero della Salute gioca un ruolo fondamentale nella lotta contro la polio. Grazie a programmi di vaccinazione efficaci e campagne di sensibilizzazione, il paese ha raggiunto il traguardo dell'eliminazione della polio nel 1982. Tuttavia, la vigilanza e l'immunizzazione continuano a essere priorità per garantire che il virus della polio non faccia ritorno sul suolo italiano.

La storia

La poliomielite, descritta per la prima volta nel 1789, ha fatto la sua prima comparsa epidemica in Europa all'inizio del XIX secolo e poco dopo negli Stati Uniti. In Italia, nel 1958, si sono registrati oltre 8.000 casi. Il nostro paese ha reso obbligatoria la vaccinazione antipolio nel 1966, e l'ultimo caso endemico di poliomielite si è verificato nel 1982.

Nel 2002, la Regione OMS Europa, che comprende l'Italia, è stata dichiarata una Regione polio-free.

Attualmente, non esistono cure specifiche per la poliomielite, ma solo trattamenti sintomatici che possono alleviare parzialmente gli effetti della malattia. La prevenzione attraverso la vaccinazione rimane l'unica strada per evitare potenziali conseguenze.

Per garantire il mantenimento dello stato polio-free, i programmi di sorveglianza devono continuare fino a quando la poliomielite sarà eradicata a livello globale. In Italia, dal 1996, è in vigore una rete di sorveglianza delle Paralisi Flaccide Acute (PFA), gestita dal Ministero della Salute in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità (ISS). Questo sistema è considerato il gold standard secondo le linee guida dell'OMS per la certificazione dello stato polio-free. Inoltre, l'ISS ospita il Regional Reference and Collaborating Centre for Polio, coinvolto in tutte le attività per il mantenimento dello stato polio-free.

I soggetti a rischio

La polio colpisce principalmente i bambini al di sotto dei cinque anni di età. Anche le persone che sono state immunizzate possono contrarre il virus senza sviluppare sintomi evidenti, ma possono comunque trasmetterlo ad altre persone. Poiché la probabilità che un individuo infettato manifesti sintomi visibili, come la paralisi, è relativamente bassa, la catena di trasmissione del virus può diffondersi rapidamente, specialmente in assenza di adeguate misure igieniche.

Solo circa l'1% delle persone infettate dalla polio sviluppa la paralisi, mentre il 5-10% manifesta una forma di meningite asettica. La maggioranza, ovvero circa il 90%, presenta sintomi simili a quelli dell'influenza e di altre infezioni virali. Non è ancora del tutto chiaro quali siano i fattori che predispongono un individuo a sviluppare la forma più grave della polio, ma l'OMS elenca alcuni possibili fattori di rischio, tra cui:

  • Immunodeficienza.
  • Gravidanza.
  • Rimozione delle tonsille.
  • Iniezioni intramuscolari.
  • Esercizio fisico vigoroso o eccessivo.
  • Ferite o lesioni.

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