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Glaucoma nei bambini, malattia rara ma da non sottovalutare

di Viola Stellati - 15.03.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il glaucoma nei bambini è una malattia rara ma che può portare a danni permanenti: di cosa si tratta e come e quando intervenire

In questo articolo

Glaucoma nei bambini

Seppur raro, il glaucoma nei bambini è una malattia la cui tempestività della diagnosi si rivela cruciale per evitare danni permanenti. Una condizione che può essere ereditaria e che è dovuta a uno sviluppo incompleto o anomalo del sistema di drenaggio dell'umor acqueo prima della nascita. Scopriamo insieme come intervenire.

Glaucoma nei bambini: di cosa si tratta

Il glaucoma può colpire neonati e bambini. Una malattia che, nella maggior parte dei casi, viene diagnosticata alla nascita o durante il primo anno di vita.

Se il glaucoma nei bambini compare prima dei 3 anni, si parla di glaucoma congenito (presente alla nascita). Se appare dopo i 3 anni, è chiamato glaucoma infantile.

Come si può leggere sul Manuale MSD versione per pazienti, può interessare un solo occhio o più spesso entrambi ed è una malattia per cui la pressione all'interno dell'occhio aumenta progressivamente.

Questo accade perché l'umor acqueo, un liquido prodotto all'interno del bulbo oculare, si accumula comprimendo il nervo ottico che si atrofizza portando a una perdita graduale della vista, che può arrivare fino alla completa cecità.

Le cause del glaucoma nei bambini

Come vi dicevamo in precedenza, il glaucoma congenito è presente fin dalla nascita, ma la malattia può manifestarsi anche durante l'infanzia o l'adolescenza.

Le cause principali, come riporta il sito dell'Ospedale Bambino Gesù, sono anomalie e immaturità delle strutture che drenano l'umor acqueo (glaucoma congenito primario) oppure può far parte di una sindrome che coinvolge anche altre strutture oculari (glaucoma congenito secondario) come la Sindrome di Axenfeld-Rieger, l'Anomalia di Peters e la Sindrome corneo-endoteliale, ma anche secondario ad altre malattie oculari.

Sul sito di Fondazione Umberto Veronesi si può leggere che il glaucoma colpisce 55 milioni di persone nel mondo, ed è la prima causa planetaria di cecità irreversibile.

Un ruolo determinante in questa malattia lo giocano anche alcuni fattori neurodegenerativi e vascolari che, assieme alla pressione interna nell'occhio, causano nel tempo danni permanenti alla vista.

I sintomi del glaucoma

Sul sito del Centro di oftalmologia Barraquer è evidenziato che i sintomi del glaucoma nei bambini sono generalmente individuati dai genitori perché i più piccoli hanno occhi sporgenti e più grandi, o un occhio più grande dell'altro, oppure l'occhio appare opaco o biancastro e con intolleranza alla luce (fotofobia), lacrimazione (epifora) e tendenza a chiudere gli occhi.

Al contempo, nei primi 3 anni di vita, possono presentarsi anche miopia elevata, strabismo e deficit della vista.

Come intervenire

Quando si parla di glaucoma nei bambini è necessario, innanzitutto, un controllo della pressione intraoculare, cioè della pressione all'interno dell'occhio.

Sfortunatamente, nelle forme di glaucoma congenito la malattia risulta particolarmente aggressiva e con una prognosi spesso sfavorevole, nonostante i trattamenti chirurgici e farmacologici che possono essere più volte ripetuti.

Il controllo della pressione intraoculare può essere effettuato tramite una terapia sia generale sia locale, con dei trattamenti parachirurgici eseguiti con appositi laser o con un intervento chirurgico che ha l'obiettivo di creare una via alternativa a quella normale di deflusso del liquido contenuto all'interno dell'occhio.

Dopo l'intervento è importante che il bambino si sottoponga a controlli periodici che aiutino a verificare l'efficacia del trattamento, che può eventualmente anche essere ripetuto nel tempo.

Trattandosi di un intervento chirurgico, non sono da escludere possibili complicanze durante e a sguito dell'operatorie. Alcune sono controllabili con terapie che possono ritardare, ma non condizionare, il recupero funzionale. Altre volte gli esiti possono essere permanenti.

Il mancato o ritardato intervento, invece, può purtroppo portare al danneggiamento del nervo ottico o di altri parti dell'occhio con il rischio che si arrivi alla cecità completa e non sempre totalmente reversibile. È fondamentale, perciò, intervenire il prima possibile.

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