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I farmaci per la febbre nei bambini

di Valentina D'Andrea - 16.02.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
A volte la febbre può essere molto fastidiosa per i bimbi. In questi casi, i farmaci per la febbre che si possono usare sono due: paracetamolo o ibuprofene

La febbre non è una malattia, ma un sintomo; è infatti la risposta del nostro organismo all'attacco dei microbi. Nei bimbi tra i 2 e i 6 anni la febbre è causata spesso da infezioni virali che coinvolgono le vie aeree o l'intestino e che solitamente si risolvono nel giro di qualche giorno. Se il bambino sta male e ha la febbre, il pediatra può suggerire ai genitori di utilizzare il paracetamolo o l'ibuprofene per abbassare la febbre e alleviare il fastidio. Questi due farmaci, però, entrambi antipiretici, vanno utilizzati solo quando la febbre è associata ad altri sintomi che creano disagio al piccolino.

In questo articolo

I farmaci per la febbre

Gli antipiretici sono farmaci che servono a contrastare la febbre e che possono quindi alleviare i fastidi da essa causati. Trattandosi di farmaci, vanno chiaramente usati con moderazione e solo quando sono davvero necessari, ovvero quando sia adulti che piccini hanno bisogno di trovare sollievo dalla febbre. A sottolinearlo sono anche le linee guida redatte dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) che ricordano che non è sempre consigliabile utilizzare un antipiretico per abbassare la temperatura corporea del bambino. I farmaci per la febbre, come il paracetamolo, andrebbero utilizzati solo quando il bambino ne ha veramente bisogno. Se non ha altri sintomi e tollera la febbre senza troppi problemi, non c'è bisogno di somministrare alcun farmaco.

Dello stesso parere anche le linee guida del NICE (National Institute for Clinical Excellence), le quali ribadiscono che gli antipiretici devono essere utilizzati solo nei bambini in cui la febbre si associa a spossatezza o malessere.

Consiglio: i farmaci per la febbre sono più efficaci se somministrati quando essa ha raggiunto il suo picco e non sale più, cioè quando il bimbo ha smesso di tremare e le estremità del suo corpo non sono più fredde.

Per i bambini, i farmaci per la febbre che si possono utilizzare sono essenzialmente due: il paracetamolo e l'ibuprofene.

Il paracetamolo

Tra i farmcai per la febbre che tutti conosciamo c'è sicuramente il paracetamolo: un farmaco con attività antipiretiche e antidolorifiche che può essere utilizzato sia per il trattamento della febbre che del dolore, per esempio in caso di mal di testa o mal di denti. Il paracetamolo viene venduto con diversi nomi commerciali e varie formulazioni:

  • sciroppo, per bambini da 7 kg;
  • gocce, consigliate per bambini da 0 a 7 kg;
  • supposte, da usare nei casi di vomito o di rifiuto a prendere le medicine per bocca;
  • bustine orosolubili e compresse flash tab da 250 mg per bambini dai 20 kg in su e da 500 mg per bambini dai 40 kg in su.

L'assunzione per via orale è da preferire perché:

  • dà la possibilità di dosare la posologia con più precisione;
  • garantisce un assorbimento più regolare del farmaco;
  • è tendenzialmente più gradita al bambino rispetto alle supposte (che comunque possono essere utilizzate in situazioni particolari, come in caso di vomito).

Quando si somministra il paracetamolo, e questo vale anche per altri farmaci, è importante ricordare che la dose di farmaco varia in relazione al peso del bambino e non in base all'età. Come dicevamo poco sopra, il paracetamolo è commercializzato con nomi differenti e anche con concentrazioni diverse di principio attivo. Per essere sicuri è buona norma leggere il foglio illustrativo.

Inoltre, se presente, è sempre meglio utilizzare l'apposito dosatore contenuto nella confezione così da non commettere errori, somministrando più o meno farmaco del dovuto.

Il dosaggio consigliato

Il dosaggio standard del paracetamolo è di 10-15 mg/kg/dose per 4 o 6 somministrazioni al giorno, ogni 4-6 ore; il dosaggio terapeutico massimo è di 60 mg/kg/die nel bambino fino a 3 mesi, 80 mg/kg/die nel bambino sopra i 3 mesi di età. Quando si utilizzano gli sciroppi, la dose in millilitri può essere calcolata dividendo il peso del bambino per 2. Per esempio, un bambino che pesa 10 kg: 10 kg: 2 = 5 ml per dose.

Il farmaco può essere assunto sia a stomaco vuoto sia a stomaco pieno.

Il paracetamolo, così come gli altri farmaci per la febbre, non va utilizzato con il solo scopo di abbassare la febbre (nel caso in cui non sia presente anche malessere) o con lo scopo di prevenire convulsioni febbrili, perché in questo senso non è efficace. Attenzione anche a somministrare il paracetamolo in combinazione con altri farmaci: chiedete sempre prima al pediatra ed evitate il fai da te!

Effetti collaterali del paracetamolo

Il paracetamolo può diventare tossico a livello del fegato quando si super un certo dosaggio, per questo bisogna fare molta attenzione quando si dosa il farmaco.

È bene contattare un medico qualora in seguito all'assunzione si verifichino:

  • arrossamenti della pelle;
  • difficoltà respiratorie;
  • orticaria;
  • gonfiore del viso, lingua, labbra, mani e piedi;
  • colorazione giallastra della pelle.

L'ibuprofene

Tra i farmaci per la febbre che si possono somministrare ai bambini troviamo anche l'ibuprofene che risulta leggermente più efficace del paracetamolo e ha una durata d'azione un po' più prolungata (6-8 ore contro le 4-6 del paracetamolo). Può essere somministrato a partire dai 3 mesi di vita o comunque da 5-6kg di peso.

L'ibuprofene è un farmaco antipiretico, antinfiammatorio e analgesico appartenente alla famiglia dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei). Proprio perché è sia antipiretico che antinfiammatorio è molto utile quando il bambino oltre alla febbre ha anche mal di gola o male all'orecchio.

È un medicinale da banco, acquistabile cioè senza ricetta medica e, come per il paracetamolo, viene commercializzato con formulazioni e nomi diversi.

Tra le formulazioni troviamo:

  • sciroppo;
  • capsule molli masticabili;
  • compresse orodispersibili;
  • supposte.

Anche per l'ibuprofene, la somministrazione per via orale è quella da privilegiare. Solo quando non è possibile, per esempio in caso di vomito, è opportuno ricorrere alle supposte. 

Il dosaggio dell'ibuprofene

La dose da assumere varie in base al peso corporeo del bambino: la dose consigliata è pari a 5-10 mg per kg di peso a intervalli di 8 ore

Se oltre all'ibuprofene il bambino sta assumendo altri farmaci, è buona regola consultare prima il foglietto illustrativo sia per verificare che non vi siano controindicazione. Dopo 3 giorni di utilizzo senza miglioramenti si raccomanda di contattare il pediatra.

Ibuprofene: effetti collaterali e controindicazioni

L'ibuprofene, come tutti i fans, può produrre delle lesioni della mucosa gastrointestinale, per questo è consigliabile assumere il medicinale a stomaco pieno. Raramente, e a dosaggi elevati e prolungati, può causare rash cutanei, vomito, diarrea, crampi addominali tossicità renale ed emorragie gastrointestinali. Attenzione quindi a dosare correttamente il farmaco in base al peso del bimbo!

Oltre ai casi in cui il bambino è allergico o intollerante al farmaco, l'ibuprofene, come il paracetamolo non va utilizzato con il solo scopo di abbassare la febbre (nel caso in cui non sia presente anche malessere) o con lo scopo di prevenire convulsioni febbrili. Inoltre, il farmaco non è indicato se il bambino presenta determinate condizioni di rischio all'assunzione del farmaco, come:

  • disturbi epatici o renali;
  • asma;
  • malattie infiammatorie croniche intestinali come la malattia di Crohn.

Alternare paracetamolo e ibuprofene? Meglio di no

Alcuni genitori alternano paracetamolo e ibuprofene per far scendere più in fretta la febbre dei propri bimbi, ma questa pratica è potenzialmente molto pericolosa. L'associazione dei due principi attivi, infatti, non deve MAI essere fatta di propria iniziativa perché può aumentare il rischio di errori nella somministrazione dei farmaci e del loro dosaggio. Gli effetti tossici dei due farmaci, soprattutto renali ed epatici, potrebbero sommarsi e crescere di conseguenza.

I potenziali effetti avversi possono essere:

  • insufficienza renale acuta;
  • sanguinamento gastrointestinale;
  • danni epatici;
  • rischio di sovradosaggio di uno dei due farmaci.

Aspirina? Mai sotto i 16 anni

Quando siamo raffreddati e abbiamo la febbre molto spesso ricorriamo all'aspirina, cioè all'acido acetilsalicilico. Per bambini e ragazzi sotto i 16 anni, invece, l'asprina è fortemente sconsigliata per via del rischio di manifestare la sindrome di Reye, una grave malattia pediatrica che si manifesta con nausea, vomito incontrollabile e sintomi neurologici tra cui perdita di memoria. Attenzione: questa sindrome è molto rara, ma è stata associata all'uso di aspirina per contrastare le infezioni virali (come l'influenza) nei bambini sotto i 12 anni.

Antibiotico? Solo quando lo prescrive il medico

Certo, la febbre potrebbe essere il sintomo di un'infezione batterica, ma non c'è cosa più sbagliata che somministrare l'antibiotico alle prime linee di febbre, soprattutto senza aver consultato il pediatra e senza aver fatto una visita approfondita. Far assumere al bambino un antibiotico quando non è necessario è dannoso: aumenta il rischio di resistenza agli antibiotici.

Oltre i farmaci: cosa fare per abbassare la febbre

Se il bambino non si lamenta, prima di ricorrere ai farmaci per la febbre, è utile scoprirlo. I bambini, infatti, vanno coperti solo mentre la temperatura sale e cioè quando hanno i brividi e le estremità del corpo fredde. Una volta che la febbre è salita, possiamo far sì che la temperatura si abbassi lasciandolo scoperto.

In caso di febbre, inoltre, è importante offrire liquidi in abbondanza per mantenerlo idratato e favorire l'abbassamento della febbre.

No, invece, all'uso di borse del ghiaccio che potrebbero scatenare i brividi e quindi infastidire maggiormente il bambino.

 

Quando è necessario sentire il pediatra?

Nei bimbi molto spesso la causa della febbre è un'infezione virale che solitamente guarisce spontaneamente nel giro di qualche giorno. Non è quindi necessario contattare immediatamente il pediatra, ma si possono attendere 2 o 3 giorni purché il bambino sia ben idratato e non si mostri troppo "sofferente".

In alcune condizioni, invece, come precisa anche l'Istituto Superiore di Sanità, è meglio contattare subito il pediatra. Per esempio quando:

  • il piccolo ha meno di 6 mesi con febbre superiore a 38;
  • la temperatura corporea è inferiore a 40, ma la febbre dura da più di due o tre giorni;
  • la temperatura è superiore a 40;
  • il bambino ha difficoltà a respirare;
  • il bambino manifesta convulsioni;
  • la febbre è associata ad altri sintomi come vomito, diarrea, eruzione cutanea, ecc.;
  • si manifesta la febbre in un bambino affetto da malattia cronica;
  • se c'è rigidità della nuca o cefalea intensa;
  • sulla pelle sono presenti ecchimosi;
  • il piccolo manifesta sonnolenza, disidratazione, pianto flebile.

Altre fonti utilizzate per l'articolo: materiale informativo dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri; materiale informativo dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma; Linee guida sulla gestione del bambino con febbre della Società Italiana di Pediatria; documento della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale

Revisionato da Francesca De Ruvo

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