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Onicofagia: il bambino si mangia le unghie

di Angela Bisceglia - 07.07.2020 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Perché il bambino si mangia le unghie? E' un tic non patologico, che però le mamme vorrebbero eliminare a tutti i costi. La soluzione migliore? Parlare con il bambino, senza ricorrere a 'trucchetti' di vario tipo. È il parere di Maya El Hachem, responsabile dell'Unità Operativa di dermatologia presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

In questo articolo

Perché i bambini si mangiano le unghie?

Si tratta di un tic, che esprime in genere un disagio psicologico di varia entità, generalmente trascurabile e raramente da valutare e trattare.

Che cos'è l'onicofagia

Il bambino si mangia le unghie? Il disturgo si chiama onicofagia è porta il soggetto, pediatrico o adulto, a mangiarsi compulsivamente le unghie.

La parola deriva dal greco onikos (unghia) e fagos (mangiare). E' un'abitudine molto diffusa. Probabilmente è la manifestazione di un piccolo stress, ma certo non è qualcosa di cui preoccuparsi.

Quali sono i rischi a cui si va incontro?

Le complicanze locali che l'onicofagia può causare sono limitate

  • ad escoriazioni
  • e ferite superficiali a rischio di sovra infezione, tipo il giradito,
  • o dermatiti irritative.

Ma il rischio maggiore è quello di un'alterazione strutturale dell'unghia che cresce molto male, parzialmente, e sempre più distorta, ispessita o assottigliata, e se il tic è cronico questa alterazione diventa permanente.

Il trattamento della dermatite irritativa o dell'infezione locale sovrapposta varia in funzione dell'entità del danno, pertanto richiede la consulenza del proprio pediatra o del dermatologo.

Esistono dei rimedi pratici per non far mangiare le unghie al bambino?

I rimedi migliori sono quelli diretti: parlare con il bambino, ascoltare le sue motivazioni e fargli capire perché non deve farlo, ma senza ossessione e con molta pazienza e gradualità, perché è un'abitudine che, una volta instaurata, si può eliminare, ma richiede molto tempo, talvolta anche qualche anno.

Qualora non fosse sufficiente, può essere opportuno chiedere aiuto allo psicologo, anche se non è un disturbo da considerare patologico.

Quando diventa necessario parlare con uno psicologo?

Per decidere se occorre un aiuto psicologico è molto importante valutare l'atteggiamento generale del bambino, la sua interazione a scuola o negli ambienti che frequenta, la sua sensibilità, eventuali altri tic associati o che sostituiscono quello dell'onicofagia.

Esistono dei rimedi farmacologici? Smalti? Sostanze amare?

Non ci sono rimedi farmacologici o stratagemmi davvero utili, tipo smalti, il peperoncino o sostanze amare: con i bambini bisogna spiegare sempre tutto, informarli dell'importanza dell'immagine di sé e del danno che si procurano: quello immediato (irritazione, infezione) e quello a lunga scadenza (alterazione definitiva della struttura dell'unghia).

Oltretutto la mano è il mezzo del primo contatto con gli altri, quindi anche l'aspetto igienico conta: mettersi il dito in bocca poi dare la mano agli altri non è bello, così come non è bello far vedere delle unghie rovinate!

Insomma, meglio prendere più tempo per far ragionare il bambino che utilizzare metodi indiretti e non 'sinceri'.

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