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Influenza 2020 e bambini: sintomi, cura, come sarà

di Luisa Perego - 21.10.2020 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Come sarà l'influenza 2020-2021? E i vaccini disponibili? Come prevenirla? Come alleviare i sintomi? E se la prende un neonato o una donna incinta? Come distinguerla dal Covid-19?

Una guida sull'influenza 2020-2021. Come sarà (anche rispetto alla pandemia di Covid-19), come rinforzare le difese immunitarie, quali sono i vaccini disponibili, come prevenirla, come alleviare i sintomi, quanto stare a casa quando si prende l'influenza.

In questo articolo

Come sarà questa stagione influenzale? E' già possibile prevederlo? Con l'Australia uscita dall'inverno possiamo fare un bilancio di come potrebbe essere anche da noi. I dati sono sorprendenti. Se nell'agosto 2019, i casi confermati di influenza registrati in Australia erano stati 61 mila, nell'agosto di quest'anno sono stati solo 107. Secondo gli esperti, si tratta di un effetto dovuto alle rigide misure anti-Covid-19 messe in atto da marzo in poi e alla massiccia adesione alla campagna di vaccinazione antinfluenzale. E la situazione potrebbe rivelarsi analoga anche da noi.

"I virus influenzali in circolazione in Australia – tre nuovi virus, due di tipo A e uno di tipo B – avrebbero potuto dare origine a una stagione influenzale piuttosto intensa" ha affermato in un'intervista sul nostro sito il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell'Irccs Istituto ortopedico Galeazzi e ricercatore all'Università di Milano. "Invece le cose sono andate molto meglio del previsto".

In genere i bambini sono i più colpiti dall'influenza stagionale, ma è ragionevole pensare, grazie alle misure anti-Covid, che anche da noi accadrà quello che è successo in Australia.

Le caratteristiche del virus influenzale e le vaccinazioni nello speciale su come sarà l'influenza di quest'anno.

Virus di tipo similinfluenzale e virus influenzali: le differenze

I virus di tipo similinfluenzale lavorano molto bene quando sono ci sono degli sbalzi termici, mentre i virus influenzali veri e propri funzionano meglio con temperature che rimangono basse per un periodo prolungato.

Ci sono bambini particolarmente fragili, che si ammalano spesso. Ecco come aiutarli a far fronte al susseguirsi di infezioni ricorrenti, tra indicazioni sullo stile di vita e proposte di integratori immunostimolanti.

  • Ritardare l'ingresso a nido o scuola, se possibile. Alcuni bambini, anche molto piccoli, reagiscono comunque bene al nido e si ammalano poco, mentre altri si ammalano di più. Per questi ultimi, se possibile, si può provare a tenerli a casa un po' più a lungo.
  • Non forzare i tempi di convalescenza, se il bimbo non si è ristabilito, meglio stare tranquilli a casa. 
  • Aprire le finestre
  • Dormire e mangiare bene: una sana alimentazione, ricca di frutta e verdura, garantisce un buon apporto di vitamina C, importante per la prevenzione delle infezioni. 
  • Lavare spesso le mani. Per farlo: bagnarle, distribuire bene il sapone su dorso, palmo e spazi tra le dita, strofinare e sciacquare.
  • Stare all'aria aperta il più possibile
  • Sì alle vitamine (senza il fai da te). Vitamina C e vitamina D sono importanti per la prevenzione delle infezioni, e spesso i bambini ne sono carenti.
  • Valutare probiotici o immunostimolanti
  • Attenzione ai prodotti alle erbe. Le erbe funzionano e non sono tossiche se assunte a dosaggi particolari, ma deve essere un medico esperto in fitoterapia a prescriverli ed è a lui che bisogna rivolgersi per utilizzarle.

Se il bimbo è risultato positivo al Covid, quando può tornare a scuola?

Per il rientro a scuola bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi). La conferma di avvenuta guarigione prevede l'effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l'uno dall'altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà definirsi guarita, altrimenti proseguirà l'isolamento.
Se invece il tampone naso-oro faringeo è negativo, si ripete il test a distanza di 2-3 gg. Il soggetto deve comunque restare a casa fino a guarigione clinica e a conferma negativa del secondo test.

Influenza 2020/2021 e i vaccini disponibili

Esiste la campagna di vaccinazione antinfluenzale gratuita, ma a chi si rivolge esattamente? E cosa bisogna fare se si desidera vaccinarsi ma non si appartiene a una categoria a rischio? 

Ad alcune categorie di persone che sono particolarmente a rischio di contrarre l'influenza o di sviluppare delle complicazioni se si ammalano la vaccinazione viene offerta in forma attiva e gratuita da parte del Servizio sanitario nazionale.

Le categorie sono:

  • donne in gravidanza;
  • bambini (sopra i sei mesi), ragazzi e adulti affetti da malattie che aumentano il rischio di complicazioni da influenza (malattie respiratorie, cardiache, renali, epatiche, del sangue, del sistema immunitario, tumori ecc.);
  • soggetti con 65 anni o più;
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico;
  • persone ricoverate in reparti di lungodegenza;
  • medici e personale sanitario;
  • familiari di soggetti ad alto rischio;
  • persone che svolgano lavori di interesse collettivo o potenzialmente a contatto con virus influenzali non umani (allevatori, veterinari ecc.);
  • donatori di sangue.

Chi non fa parte di queste categorie può fare comunque la vaccinazione, provvedendo al costo del vaccino.

Vaccino antinfluenzale e Covid-19

Secondo il Ministero della Salute, nei prossimi mesi il vaccino antinfluenzale sarà ancora più importante del solito. Non solo per prevenire casi di influenza e ridurre le complicazione da influenza in persone a rischio, ma anche per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra Covid-19 e influenza.

Termometro per bambini: quale usare

Termometro a infrarossi, auricolare, digitale, a mercurio, a cristalli liquidi o al galinstano Qual è il termometro migliore per misurare la febbre nei bambini? E come si misura? E cosa sarebbe meglio evitare?

Via libera all'uso del termometro digitale in sede ascellare perché oltre che rapido dà un margine di errore poco significativo dal punto di vista strettamente clinico. Sconsigliata la misurazione rettale o orale.

Perché in sede ascellare?

Misurare la febbre in altre sedi (auricolare, frontale, inguinale) non offre la stessa attendibilità.

L'influenza non è solo un brutto raffreddore, e per prenderla non basta stare un po' al freddo. L'antibiotico non va preso di default dopo tre giorni di febbre e il vaccino non fa ammalare: sono solo alcuni dei falsi miti sull'influenza di stagione secondo l'Oms.

I cinque modi di proteggersi dall'influenza secondo l'OMS:

  1. fare il vaccino antinfluenzale,
  2. evitare di stare vicino a persone malate,
  3. non toccarsi spesso occhi, naso o bocca perché in questo modo i germi hanno più probabilità di entrare nel corpo,
  4. disinfettare le superfici se condivide casa con chi è malato,
  5. lavarsi spesso le mani.

Quando si aspetta un bambino cambia qualcosa? Le raccomandazione degli esperti è di vaccinarsi: l'influenza non fa male al feto, ma potrebbe dare un rischio leggermente più alto di complicanze alla mamma. Vale lo stesso per la vaccinazione quando si sta cercando un bimbo.

E se l'influenza arriva lo stesso? Meglio restare a casa fino alla remissione completa dei sintomi senza pretendere di accelerare la guarigione e usare paracetamolo per abbassare la febbre ed alleviare eventuali dolori.

Come distinguere il Covid-19 dall'influenza?

Putroppo è impossibile distinguerli in base ai sintomi. L'unico strumento che permette di distinguere i due casi possibili è il tampone naso-faringeo.

Alcune semplici regole - lavarsi spesso le mani, evitare contatti troppo ravvicinati, evitare luoghi chiusi e affollati - possono ridurre il rischio di trasmettere a un bebè appena arrivato il virus dell'influenza. E ce si sono fratellini o sorelline più grandi, può valere la pena considerare di tenerli a casa per qualche giorno da scuola nel momento della massima diffusione dell'epidemia.

Leggi l'approfondimento sulle regole di prevenzione (anche in gravidanza) e sull'importanza di lavarsi sempre bene le mani.  

Il neonato ha l'influenza, che cosa fare?

Se il neonato ha l'influenza avvisare il pediatra, che molto probabilmente chiederà di poterlo visitare, per valutarne le condizioni. Se ci sono solo un pochino di tosse e raffreddore, non occorre fare niente di particolare, salvo aiutare il bambino a respirare meglio, con un aspiratore nasale o, se li tollera bene, con lavaggi nasali (delicati e con poche gocce di soluzione fisiologica).

È sicuramente necessario andare dal pediatra se si osservano difficoltà respiratorie (affanno o respiro frequente) che possono peggiorare rapidamente, mentre se il bambino ha meno di un mese e c'è febbre sopra i 38 °C l'indicazione è di andare subito al pronto soccorso.

L'influenza sta per tornare. Tra raffreddore, tosse, mal di gola e affaticamento, il disagio può essere grande.

Se ci si ammala, meglio usare i farmaci sintomatici – per esempio gli antipiretici – in modo responsabile, per attenuare i sintomi senza abbatterli del tutto, di seguire l'andamento della malattia evitando, per quanto possibile, di tornare a scuola o al lavoro troppo presto (cosa per altro molto difficile da fare quest'anno, per le misure anti-Covid), e di non usare antibiotici (a meno che il medico non indichi diversamente, per la presenza di sovrainfezioni batteriche).

Bevi molto, riposati, prova con la zuppa di pollo o con una bevanda calda. Rilassati e fai una doccia calda. Ti senti un po' meglio? Ecco qualche consiglio per chi è raffreddato in questo momento

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