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Influenza 2020/2021: il picco si avvicina. Ecco come si presenta nei bambini

di Valentina Murelli - 05.01.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Torna l'influenza stagionale e come ogni anno i più colpiti sono i bambini sotto i cinque anni. Ecco come intervenire per farli stare meglio e quando preoccuparsi  

Ogni anno tra gennaio e febbraio si verifica il picco dei casi di influenza stagionale e di sindromi simil-influenzali. Anche nel 2021 molto probabilmente si raggiungerà il picco influenzale verso metà gennaio, ma il numero di contagiati potrebbe essere ben minore rispetto agli anni precedenti.

La vaccinazione antinfluenzale, l'uso delle mascherine e le misure di distanziamento sociale stanno giocando un ruolo davvero importante nel contrastare la diffusione dell'influenza. I più colpiti restano come sempre i bambini sotto i 5 anni. Vediamo allora come l'influenza si presenta nei più piccoli, cosa fare per farli stare meglio e quando invece dobbiamo preoccuparci. 

In questo articolo

Influenza 2020/2021: una stagione più leggera

Febbre altatosseraffreddoremal di gola, malessere generale, qualche volta sintomi gastrointestinali. Ci siamo: il periodo dell'influenza è arrivato e fra poche settimane si stima che raggiungeremo il picco dei casi.

Il primo paziente contagiato dal virus dell'influenza quest'anno è stato un bambino di nove mesi ricoverato a Parma. Il virus influenzale, isolato dall'equipe della direttrice della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia dell'ateneo parmense Adriana Calderaro, è risultato appartenere al ceppo A sottogruppo H3N2. Un virus non nuovo, almeno non per una buona parte della popolazione adulta che potrebbe già aver sviluppato gli anticorpi. Lo stesso però non si può dire per i bambini che saranno quindi più esposti al contagio.

Quello rilevato non è l'unico ceppo virale in circolazione. L'Istituto Superiore di Sanità ha infatti comunicato che al momento i ceppi individuati sono tre e sono tutti compresi nella formulazione del vaccino antinfluenzale 2020/2021.

Fortunatamente si presume che si tratterà comunque di una stagione più "leggera" rispetto alle precedenti, soprattutto visto il numero di casi registrati nell'ultimo periodo.

I dati del Sistema di Sorveglianza

Ogni anno grazie al Sistema di Sorveglianza InfluNet dell'Istituto Superiore di Sanità è possibile conoscere settimana per settimana l'andamento dei casi di influenza e di sindromi simil-influenzali nel nostro paese.

Nell'ultimo bollettino pubblicato, ossia quello relativo all'ultima settimana del 2020, gli esperti hanno dichiarato che a livello globale la circolazione dei virus influenzali si mantiene a livelli molto inferiori rispetto alla media stagionale.

In Italia l'incidenza delle sindromi influenzali e simil-influenzali è pari a 1,5 casi ogni 1000 assistiti, dato in calo rispetto alle settimane precedenti, ma non solo. Se osserviamo l'andamento dei contagi nella stessa settimana della scorsa stagione possiamo vedere che l'incidenza era pari a 3,9 casi ogni 1000 assistiti.

Va evidenziato anche che a causa dell'emergenza Covid alcune regioni come Campania, Sardegna, Basilicata e Calabria, oltre alle due provincie autonome di Trento e Bolzano, non hanno ancora attivato la sorveglianza. Inoltre, nel bollettino settimanale InfluNet si sottolinea che l'incidenza registrata in alcune regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno invitati i loro dati.

Sempre osservando i dati proposti dal Sistema di Sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità possiamo constatare che anche quest'anno, come nei precedenti, i bambini al di sotto dei 5 anni sono i più colpiti con circa 3 casi ogni 1000 assistiti. Vediamo quindi come si presenta l'influenza stagionale nei bambini.

L’influenza nei bambini: come si presenta

Nei bambini l'influenza vera e propria, da distinguere dalle altre sindromi simil-influenzali, si presenta nella maggior parte dei casi con:

  • sintomi respiratori;
  • insorgenza improvvisa di febbre, anche elevata;
  • malessere accompagnato da stanchezza e dolori muscolari.

Se questi sintomi non si presentano tutti insieme o se ne aggiungono altri, probabilmente siamo di fronte a una sindrome simil-influenzale che quindi non si può prevenire grazie al vaccino. Nel caso dei neonati, invece, sintomi coma la diarrea o il vomito potrebbero essere presenti in caso di influenza. All'influenza e alle sindromi simil-influenzali dovremmo sommare anche l'infezione da Sars-Cov-2 che si presenta in modo praticamente uguale all'influenza.

Influenza, sindromi simil-influenzali e Covid-19

Molto spesso quando i bambini hanno un po' di febbre e sintomi respiratori pensiamo subito che si tratti di influenza.

In realtà esistono molte sindromi simil-influenzali (o parainfluenzali) che si presentano con sintomi del tutto simili a quelli dell'influenza vera e propria, ma che sono causate da altri virus tra cui Adenovirus, Rhinovirus, virus sinciziale respiratorio per i quali un vaccino non esiste. Le sindromi parainfluenzali possono interessare quindi anche quei bambini che sono stati vaccinati contro l'influenza.

Le forme parainfluenzali più comuni si manifestano con sintomi respiratori e gastro-intestinali che comprendono mal di gola, tosse secca, naso che cola, brividi, febbre, ma anche vomito e diarrea.

Infine, anche l'infezione da Sars-Cov-2 si manifesta con sintomi praticamente identici a quelli dell'influenza, tanto che per distinguere le due malattie è necessario ricorrere al tampone naso-faringeo. Per fortuna pochi giorni fa è stato annunciato l'arrivo di un nuovo test 4 in 1 che permetterà ai sanitari di scoprire se un paziente presenta un'infezione da Sars-Cov-2 o se è stato colpito dall'influenza A e B o dal virus sinciziale respiratorio. Quest'ultimo è responsabile della polmonite e prima causa di ricovero nei bimbi con meno di due anni.

Vediamo quindi come prevenire l'influenza, ma anche le sindromi parainfluenzali e il Covid-19.

Come prevenire l’influenza

Durante questa stagione si sta registrano un calo del numero di sindromi influenzali e simil-influenzali, ma i bambini restano comunque i soggetti più colpiti. Anche per questo motivo per la stagione 2020/2021 il Ministero della Salute ha deciso di estendere la possibilità di somministrare il vaccino antinfluenzale gratuitamente ai bambini tra i 6 mesi e i 6 anni. Il vaccino contro l'influenza al momento è la miglior difesa contro l'influenza, è una grande opportunità. Il vaccino antinfluenzale, utile anche per la diagnosi differenziale tra Covid-19 e influenza stagionale, servirà soprattutto a ridurre il più possibile i casi di influenza e i conseguenti accessi al pronto soccorso, alleggerendo così il sistema sanitario italiano già molto provato dall'emergenza sanitaria.

Da quest'anno, per la prima volta in Italia, in Lombardia verranno somministrati ai bambini i vaccini antinfluenzali spray.

Per evitare il contagio, non solo dell'influenza ma anche di altre patologie simil-influenzali e del Covid-19, è possibile far seguire ai bambini alcuni accorgimenti. È importante ricordare che questi virus si trasmettono per via aerea ed è quindi necessario adottare le stesse misure igieniche che abbiamo imparato a conoscere durante la pandemia di Covid-19:

  • lavare molto spesso le mani con acqua e sapone per 40-60 secondi. Potete aiutare il bambino facendogli cantare una canzoncina per circa un minuto;
  • coprire naso e bocca quando si starnutisce o tossisce, ricordandosi di usare la piega del gomito o un fazzoletto di carta e non la manina;
  • tenere il bambino a casa se presenta sintomi;
  • insegnargli a non toccare occhi, naso e bocca senza aver prima lavato le mani.

Come curare l'influenza

Se le misure di prevenzione non sono bastate e si pensa che il bambino abbia l'influenza è importante consultare il pediatra per capire come muoversi. Probabilmente in caso di sintomi influenzali il pediatra eseguirà un test antigenico rapido o prescriverà un tampone molecolare. Se il test rapido o il tampone risultassero negativi allora siamo di fronte all'influenza o a una sindrome simil-influenzale che possono essere curate con farmaci sintomatici come gli antipiretici in modo da alleviare i sintomi.

Gli antibiotici non vanno assolutamente usati come prima terapia, soprattutto perché l'influenza e le sindromi simil-influenzali sono provocate da virus e non da batteri. Una cura antibiotica verrà prescritta dal medico solo in caso di complicanze come polmoniti o otiti batteriche.

Così come gli antibiotici, anche gli spray nasali decongestionanti non vanno utilizzati nei bambini al di sotto dei 12 anni di età, meglio eseguire dei lavaggi nasali.

Infine, è molto importante ricordarsi di controllare lo stato di malessere/benessere generale del bambino, tenerlo ben idratato e cercare di fargli fare pasti leggeri e nutrienti.

Quando preoccuparsi

Solitamente i sintomi dell'influenza svaniscono nel giro di una settimana o dieci giorni, ma nei bambini piccoli possono svilupparsi alcune complicanze. Secondo il pediatra di famiglia Stefano Prandoni, ecco le situazioni in cui è bene consultare il pediatra: 

  • se il bambino ha meno di tre mesi e ha la febbre (se ha meno di un mese bisogna recarsi direttamente al pronto soccorso);
  • se la febbre è molto alta e non si abbassa con gli antipiretici e se non scende dopo 5 o 6 giorni;
  • se il bambino è molto abbattuto e sonnolento, poco reattivo;
  • se il bambino (specie se piccolo) è molto irritabile (più del solito) e lamentoso;
  • se vi sono segni di difficoltà respiratoria.

Revisionato da Francesca De Ruvo

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