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Influenza 2022/2023, picco di contagi tra i bambini: i consigli dei pediatri

di Ines Delio - 30.11.2022 - Scrivici

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Influenza 2022/2023: è boom di casi tra i bambini, ma i pediatri invitano i genitori alla calma. Ecco cosa aspettarsi e come agire secondo gli esperti

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Influenza 2022/2023: boom di contagi tra i bambini

Il freddo è arrivato e il virus influenzale si sta già scatenando, con un rapido aumento di casi soprattutto tra i più piccoli. Un picco che sta mettendo in allarme tanti genitori, da Nord a Sud del nostro Paese. I pediatri, però, invitano alla calma e danno indicazioni su come agire. Ecco quali sono i sintomi dell'influenza 2022/2023, cosa fare e come prevenirla.

L'ultimo bollettino di InfluNet, la rete nazionale di sorveglianza epidemiologica coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) con il sostegno del Ministero della Salute, conferma un sensibile aumento del numero di casi di sindromi simil-influenzali (ILI) in Italia. Nella settimana che va dal 14 al 20 novembre 2022, infatti, l'incidenza è stata pari a 9,5 casi per mille assistiti, contro i 6,9 nella settimana precedente. Ad essere maggiormente colpiti sono i bambini al di sotto dei cinque anni, in cui l'incidenza è pari a 29,6 casi per mille assistiti (22,7 nella settimana precedente).

In sette regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche) l'incidenza ha superato la soglia del livello di media entità, mentre Campania, Calabria e Sardegna non hanno attivato la sorveglianza InfluNet. Si intensifica, dunque, la circolazione dei virus influenzali, ma altri virus respiratori hanno concorso, in queste prime settimane, a far crescere il numero delle sindromi simil-influenzali.

Influenza: perché i bambini sono i più colpiti?

Come si evince dai dati InfluNet, la fascia più colpita dall'influenza è quella pediatrica, ovvero i bambini in età compresa tra gli zero a i 4 anni, fra i quali si registra l'incidenza maggiore. Ma come mai i più colpiti sono proprio i bambini? Il motivo è da ricercare in fattori come la mancanza di precedenti esperienze immunologiche e l'elevata frequenza nelle comunità infantili con la conseguente probabilità di contagio, che includono i più piccoli tra i soggetti a maggior rischio di infezione e malattia da virus influenzali.

Cosa aspettarsi dalla stagione influenzale 2022/2023

Stando a quanto spiega Susanna Esposito, professoressa ordinaria di pediatria dell'Università di Parma, responsabile Tavolo tecnico SIP Malattie infettive e vaccinazioni, "ciò che era stato previsto per la stagione influenzale 2021-2022, è ora atteso per la prossima stagione influenzale, quella 2022-2023. Le misure di protezione sono state pressoché totalmente abolite e, quindi ci si aspetta una circolazione totalmente non limitata dei virus. Inoltre, la numerosità delle persone suscettibili all'infezione da virus influenzali è ancora più elevata che nell'anno precedente".

"Dopo 2 anni di scarsa circolazione virale - prosegue la pediatra - gli adulti non vaccinati hanno avuto ben poche possibilità di mantenere una sufficiente misura immunologica di protezione essendo ulteriormente ridotta l'immunità dovuta a precedenti infezioni e non essendovi stato nessun richiamo naturale da avvenuta infezione. Inoltre, è aumentata la platea dei piccoli suscettibili, essendosi aggiunti tutti i nati del 2021".

"Infine - conclude Esposito - a rendere più probabile la possibilità di un numero molto elevato di casi di influenza sta il fatto che quest'anno è prevista la circolazione di virus influenzale diversi da quelli che erano presenti negli anni precedenti".

Bambini e influenza 2022/2023: i consigli dei pediatri

Ciò che già si può osservare in queste prime settimane di picco influenzale tra i bambini è un aumento dei casi al pronto soccorso. Alcuni pediatri, però, invitano i genitori alla calma. Tra questi, Valentina Paolucci, seguita su Instagram come "ladottoressadeibambini", la quale in un video sui social ha suggerito a mamme e papà di non allarmarsi e non affollare ospedali e studi medici.

"Febbre alta e muco, è la forma virale che sta girando in queste settimane", spiega Paolucci. E aggiunge: "State calmi, febbre alta non significa infezione grave. Quasi sempre si tratta, in questo caso, di un'infezione virale, quindi non giova dell'antibiotico". L'esperta consiglia di valutare il bambino quando scende la febbre, con l'aiuto di paracetamolo o ibuprofene. La temperatura, assicura infine la pediatra, dovrebbe abbassarsi in 3-4 giorni.

Influenza o Covid? Come distinguere i sintomi

Nell'influenza, i sintomi compaiono generalmente dopo un periodo di tempo di 1-4 giorni dal contatto con una persona infetta e sono:

  • febbre
  • stanchezza
  • tosse
  • mal di gola
  • raffreddore
  • dolori muscolari e articolari

In caso di Covid-19, i sintomi si possono manifestare dopo 2-14 giorni di incubazione, e sono:

  • febbre
  • tosse insistente
  • raffreddore
  • stanchezza
  • mal di testa
  • mal di gola molto intenso
  • difficoltà respiratoria
  • sintomi gastrointestinali come vomito, diarrea, mal di pancia.
  • perdita del gusto e dell'olfatto (ageusia e anosmia)

Influenza 2022/2023 nei bambini, come prevenirla

Per proteggere i bambini dal rischio dell'influenza, i pediatri ricordano l'importanza della vaccinazione antinfluenzale, raccomandata dal Ministero della Salute in tutti i bambini di età compresa dai sei mesi ai sei anni.

Oltre al vaccino, ci sono anche degli accorgimenti utili, soprattutto per bambini particolarmente fragili, che tendono ad ammalarsi spesso.

Ecco alcuni consigli per rinforzare le difese immunitarie dei più piccoli:

  • ritardare l'ingresso a nido o scuola, se possibile. Alcuni bambini, anche molto piccoli, reagiscono comunque bene al nido e si ammalano poco, mentre altri si ammalano di più. Per questi ultimi, se possibile, si può provare atenerli a casa un po' più a lungo.
  • aprire le finestre
  • non forzare i tempi di convalescenza: se il bimbo non si è ristabilito, meglio stare tranquilli a casa.
  • dormire e mangiare bene: una sana alimentazione, ricca di frutta e verdura garantisce un buon apporto di vitamina C., importante per la prevenzione delle infezioni
  • lavare spesso le mani
  • stare all'aria aperta il più possibile
  • valutare integratori come vitamine e probiotici, ma senza il fai da te

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