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Influenza 2022/2023: come riconoscerla

di Lorenza Laudi - 21.12.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Siamo già arrivati al picco di influenza 2022/2023: come riconoscerla? Quali sono i sintomi e i rimedi più comuni? E la prevenzione?

In questo articolo

Influenza 2022-2023

Abbiamo già raggiunto il picco influenzale. La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie spiega in una nota la situazione attuale relativa alle patologie virali stagionali di questo inverno 2022-23. Lo scopo è chiarire quali virus ne siano la causa, quali le durate previste, quali i trattamenti corretti e per definire in generale l'andamento dell'epidemia dell'influenza.

"L'influenza stagionale, denominata 'australiana', è il secondo virus più diffuso nel mese di dicembre 2022 dopo il SARS-CoV-2 – spiega il Prof. Claudio Cricelli, Presidente SIMG – I virus influenzali più diffusi sono quelli del tipo A. Alla 50ma settimana è stato verosimilmente raggiunto il picco stagionale, con numeri più elevati rispetto alle ultime 14 epidemie influenzali stagionali e con un anticipo di qualche settimana rispetto agli altri anni. Analizzando le serie storiche degli ultimi 14 anni, si nota infatti che il picco veniva in genere raggiunto alla 52ma settimana dell'anno di inizio (fine dicembre) o, più spesso, tra la quinta e la settima settimana dell'anno successivo (tra fine gennaio e inizio febbraio)".

Influenza australiana in breve

Il virus dell'influenza australiana, così chiamato perché in principio si è manifestata proprio nel Paese dell'Oceania, si propaga a causa delle goccioline diffuse con colpi di tosse e starnuti, o anche toccando oggetti contaminati.

L'incubazione dura in genere due giorni, ma una volta presa si è contagiosi fino ai 5 giorni successivi all'inizio dei sintomi. È una vera e propria epidemia influenzale che, dopo due anni nei quali la malattia stagionale non c'è quasi stata poiché si indossavano mascherine e si manteneva il distanziamento sociale, si presenta piuttosto pesante.

I virus influenzali del 2022-2023

"Non ci sono solo influenza e COVID-19, ma numerosi altri virus stanno circolando e provocano sintomi simili a quelli influenzali, anche se spesso con caratteristiche diverse – aggiunge il Prof. Cricelli".

In particolare, i dati disponibili (fonte ISS) rilevano:

"Tutti questi virus vengono spesso scambiati per influenza e danno la falsa impressione nei soggetti vaccinati di una mancata protezione. Può accadere inoltre  di essere colpiti in momenti successivi da più virus: non si tratta in questo caso  di un ritorno dell'influenza , ma per l'appunto di malattie differenti".

Influenza: sintomi e rimedi

 I sintomi che ci consentono di diagnosticare le forme 'influenzali o simil-influenzali' sono dati (ECDC, 2008) dall'improvviso e rapido insorgere di almeno uno tra i sintomi generali come

  • febbre o febbricola,
  • malessere/spossatezza,
  • mal di testa,
  • dolori muscolari,

e almeno uno tra i seguenti sintomi respiratori:

Come evidenzia Ignazio Grattagliano, Coordinatore SIMG Puglia "Tutti i virus in circolazione (salvo le complicazioni) hanno trattamenti simili, ossia finalizzati esclusivamente a controllare, se necessario, i sintomi.

Esistono anche farmaci antivirali per l'influenza, ma il loro impiego è marginale e solo raramente indicato. La stragrande maggioranza delle persone colpite dai virus respiratori deve semplicemente restare a letto e a riposo per 5-7 giorni utilizzando gli antipiretici e i farmaci per la tosse, il raffreddore o altri sintomi respiratori e muscolari. La febbre poi produce disidratazione, che va compensata con i liquidi e con un'alimentazione leggera e nutriente. Da evitare in maniera assoluta la somministrazione di antibiotici, salvo l'indicazione prescrittiva del medico in caso di complicanze nei soggetti a maggior rischio".

Per i bambini, l'arma principale è la vaccinazione antinfluenzale. Nel caso di mancata vaccinazione, per sconfiggere l'influenza si possono usare gli antipiretici per far abbassare la temperatura. Vietati sono gli antibiotici, in quanto questa è una malattia virale e non batterica.

L'antibiotico, infatti, serve solo in quei casi in cui il medico ha valutato che si è sviluppata anche un'infezione batterica. Inoltre, è necessario avere pazienza perché, come dicono i pediatri, servono alcuni giorni per riuscire a guarire del tutto. 

 

Prevenzione

"Nonostante siamo al picco influenzale, è ancora opportuno, seppur tardivamente, vaccinarsi, oltre che mantenere le buone norme volte a limitare i contagi – aggiunge Alessandro Rossi, Responsabile Patologie Acute SIMG – Si consiglia dunque di seguire le indicazioni già promosse in un decalogo dalla nostra società scientifica":

  • oltre a effettuare i vaccini contro COVID-19 e influenza e relativi richiami, 
  • utilizzare la mascherina in luoghi chiusi ed affollati,
  • permettere un ricambio d'aria durante riunioni e pasti,
  • evitare contatti in caso di malattia respiratoria acuta,
  • eseguire un test per COVID in caso di sintomi sospetti,
  • disinfettarsi o lavarsi le mani frequentemente,
  • prediligere spazi aperti per eventuali incontri,
  • limitare i contatti fisici,
  • moltiplicare le accortezze a fronte di persone anziane o fragili.

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