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È boom di casi influenza australiana anche nei bambini: sintomi e terapia

di Viola Stellati - 06.12.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
È boom di casi di influenza australiana anche in Italia e ad essere i più colpiti sono i bambini: quali sono i sintomi e ceome curare questa infezione

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Influenza australiana nei bambini

Anche in Italia, e come previsto, è arrivata l'influenza australiana che sfortunatamente sembra colpire maggiormente i bambini. È allarme, quindi, in tutta la nostra Penisola dove i contagi registrati, secondo i dati resi noti da Influnet, sarebbero stati per il momento circa 2.552.000 a partire dall'inizio della sorveglianza, di cui ben 762.000 durante l'ultima settimana di novembre.

Influenza australiana: come avviene il contagio e i sintomi

Il virus dell'influenza australiana, così chiamato perché in principio si è manifestata proprio nel Paese dell'Oceania, si propaga a causa delle goccioline diffuse con colpi di tosse e starnuti, o anche toccando oggetti contaminati.

L'incubazione dura in genere due giorni, ma una volta presa si è contagiosi fino ai 5 giorni successivi all'inizio dei sintomi. È una vera e propria epidemia influenzale che, dopo due anni nei quali la malattia stagionale non c'è quasi stata poiché si indossavano mascherine e si manteneva il distanziamento sociale, si presenta piuttosto pesante.

Tra i maggiori sintomi dell'influenza australiana (di cui siamo a conoscenza fino a questo momento) troviamo:

L’influenza australiana nei bambini

Come ha certificato anche l'Istituto superiore di sanità, attualmente in Italia l'influenza australiana colpisce maggiormente i bambini nella fascia 0-4 anni, ma ora si sta diffondendo anche negli adulti. Il picco è atteso per dicembre.

In alcune regioni del nostro Paese, infatti, purtroppo si registrano problemi sia nei pronto soccorso, sia con i pediatri di famiglia che in numerosi casi risultano difficili da contattare.

Vi basti pensare che nella settimana dal 20 al 27 novembre i casi di sindromi sono aumentati sfiorando il 13% degli italiani. Sotto i 5 anni la situazione è ancora più complessa: l'incidenza ha superato il 40%.

Il dato che attira più attenzione è che soprattutto in età pediatrica si temono complicanze come:

La buona notizia, però, è che secondo gli esperti del settore, come l'infettivologo Matteo Bassetti intervistato dall'agenzia Adnkronos, questi virus devono circolare come in realtà hanno sempre fatto.

La soluzione c'è ed è vaccinarsi considerando che il vaccino per l'influenza stagionale è già disponibile da tempo.

Vaccino e terapia

Per proteggere noi stessi, e soprattutto i bambini, dall'influenza australiana la migliore mossa che possiamo fare è prevenirla tramite la vaccinazione.

L'immunizzazione è raccomandata (e offerta gratuitamente) a operatori sanitari, adulti maggiori di 60 anni, donne in gravidanza, persone con diabete, ipertensione, Hiv, asma, malattie cardiache o polmonari croniche, tutte le persone fragili e i bambini sani da 6 mesi a 6 anni.

In alcune regioni, come la Lombardia, la campagna riguarda anche i bambini con più di 6 anni, ma per farlo non c'è ancora molto tempo a disposizione.

Nel caso di mancata vaccinazione, per sconfiggere l'influenza australiana si possono usare gli antipiretici per far abbassare la temperatura. Vietati sono gli antibiotici, in quanto questa è una malattia virale e non batterica.

L'antibiotico, infatti, serve solo in quei casi in cui il medico ha valutato che si è sviluppata anche un'infezione batterica. Inoltre, è necessario avere pazienza perché, come dicono i pediatri, servono alcuni giorni per riuscire a guarire del tutto.

Tuttavia, è sempre bene ricordare che è compito del medico fare una valutazione generale e anche per scongiurare infezioni batteriche dovute all'abbassamento delle difese immunitarie che possono colpire la gola e/o bronchi e polmoni. In alcuni casi possono essere utilizzati, sempre su consiglio medico, sedativi per la tosse e aerosol.

C'è da sapere, infine, che è importante evitare i contatti tra persone malate e persone sane e che basta davvero poco per proteggersi e proteggere: sottoporsi a vaccinazione.

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