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Iperreattività bronchiale: cos’è e cosa sapere

di Simona Bianchi - 24.04.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
L'iperreattività bronchiale è una condizione in cui aumenta il normale tono bronchiale. A cosa è collegata e quando si verifica

In questo articolo

Cos’è l’iperreattività bronchiale

L'iperreattività bronchiale è caratterizzata da una maggiore reattività della muscolatura liscia bronchiale a stimoli costrittori non specifici. Una malattia infiammatoria delle vie respiratorie, come l'asma bronchiale, è caratterizzata proprio da un aumento della reattività dei bronchi (iperreattività bronchiale aspecifica, IBA) che può portare a una loro ostruzione. Come riporta l'Humanitas, normalmente le vie bronchiali, se sottoposte a inalazione di sostanze nocive o irritanti, come autodifesa reagiscono con lo stimolo della tosse, che serve a preservare le vie aeree inferiori da sostanze che potrebbero danneggiarle. L'esaltazione di tale meccanismo viene definita iperreattività bronchiale e genera un'ostruzione acuta delle vie aeree cioè il broncospasmo, che è il sintomo di base della malattia asmatica.

Cos’è l’asma

L'asma è una malattia infiammatoria, su base immunologica non infettiva, che colpisce l'apparato respiratorio, in particolare i bronchi, e che si manifesta con fasi acute di broncospasmo, cioè di restringimento reversibile delle vie aeree, associato a un eccesso di produzione di muco, talvolta vischioso, che contribuisce alla ostruzione delle vie bronchiali. Si parla di asma allergica quando vi è una chiara correlazione tra le manifestazioni asmatiche e il contatto, più spesso per inalazione, con allergeni. L'asma è una malattia a predisposizione familiare che porta a una condizione di iperreattività bronchiale, ovvero i bronchi rispondono in maniera esagerata a stimoli come allergeni, irritanti generici, sforzo, sbalzi termici e infezioni.

Quali sono i sintomi dell’asma bronchiale

I sintomi dell'asma bronchiale variano da persona a persona e si possono presentare in forma acuta, temporanea e intermittente. Il sintomo più tipico è la comparsa improvvisa o l'accentuazione della difficoltà di respirare spesso con la comparsa di respiro sibilante maggiormente di notte. Il sintomo è spesso sottostimato nei bambini e nei giovani.

Alle volte la manifestazione prevalente può essere solo una tosse persistente nel tempo e che si accentua con sforzo, sbalzi termici, inalazione di irritanti. Nelle forme di asma allergica, possono coesistere manifestazioni di rinite allergica e/o congiuntivite allergica, soprattutto nelle forme da pollinosi stagionale. 

Cosa causa l’iperreattività bronchiale

L'iperreattività bronchiale è indotta direttamente mediante l'uso di broncocostrittori, quali l'istamina o la metacolina, che stimolano una contrazione della muscolatura liscia, ma è osservata anche tipicamente attraverso molti stimoli indiretti che rilasciano broncocostrittori dai mastociti, tra cui la nebbia, l'iperventilazione, gli allergeni, l'esercizio fisico, o che attivano riflessi neurosensoriali colinergici, come il biossido di azoto o le polveri irritanti. Il test di broncostimolazione aspecifica consente di diagnosticare quesa condizione di esagerata risposta da parte dei brochi agli stimoli.

Come si svolge e a cosa serve il test di provocazione bronchiale?

Per riuscire ad avere una diagnosi precoce di eventuale asma, dopo il test di broncostimolazione aspecifica si possono eseguire esami di provocazione bronchiale come quello che prevede l'utilizzo di metacolina per via inalatoria. La metacolina è una sostanza farmacologica che stimola la muscolatura bronchiale: nei soggetti con iperreattività dei bronchi induce, a dosi variabili, una riduzione del calibro dei bronchi e dei flussi aerei, cioè una transitoria e rapidamente reversibile crisi asmatica. Il test di provocazione bronchiale ha una durata che può variare tra 15 minuti e 1 ora ma è controindicato in alcuni casi come in gravidanza o se si soffre di ipertensione arteriosa grave non controllata, miastenia o epilessia.

L’asma nei bambini

In età prescolare è molto frequente riscontrare uno dei principali sintomi dell'asma bronchiale ovvero il respiro sibilante. In realtà la maggioranza di questi bambini non soffre di asma, ma hanno un diametro più piccolo dei bronchi, e in genere sono destinati a non ripresentare il sibilo in età scolare, con la crescita dei bronchi, pertanto non vengono classificati come asmatici.

Quando invece gli episodi continuano o iniziano dopo i 5 anni e si manifestano anche al di fuori dei raffreddori si può parlare di una vera e propria asma bronchiale che, nella grande maggioranza dei casi, è di origine allergica. L'asma bronchiale è una patologia che in Italia colpisce circa il 9% dei bambini sopra i sei anni. Oltre alla visita dal pediatra, una conferma clinica del sospetto di asma è data dal riscontro di un immediato miglioramento della respirazione che si verifica con la somministrazione di farmaci dilatatori dei bronchi. Altri test sono la spirometria, in generale eseguibile intorno ai 5-6 anni, e le prove allergiche.

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