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Le allergie alimentari nei bambini

di Valentina Murelli - 17.08.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Le allergie alimentari nei bambini: cause, sintomi, prevenzione, terapie

In questo articolo

Che cosa sono le allergie alimentari

Un'allergia alimentare si verifica quando il sistema immunitario reagisce in modo anomalo ed eccessivo a particolari proteine presenti in alcuni cibi, che in genere sono assunti senza problemi dalla maggioranza delle persone. Questa reazione anomala di solito compare poco dopo aver ingerito il cibo in questione e può avere diversi livelli di gravità, da lieve a moderata a severa. 

I sintomi

I sintomi possono essere a carico di diversi distretti dell'organismo:

  • disturbi gastrointestinali, come nausea e vomito, diarrea e dolori addominali (sono tra i più frequenti)
  • disturbi della pelle, come orticaria o gonfiore (anche questi piuttosto frequenti)
  • disturbi respiratori come rinite e asma bronchiale (più rari)
  • disturbi circolatori come pallore, debolezza, perdita di coscienza (anche questi rari ma potenzialmente gravi, sono in genere preceduti da altri sintomi)

Può anche esserci una temibile reazione generalizzata, che coinvolte vari organi: è lo shock anafilattico, che richiede un pronto intervento perché può essere fatale. 

Le cause: gli alimenti che provocano allergie

In teoria, qualunque alimento è in grado di provocare reazioni allergiche, ma solo una minoranza di alimenti è responsabile della gran parte delle allergie alimentari. Si tratta in particolare di:

  • latte vaccino
  • uova
  • soia
  • grano
  • frutta secca a guscio (noci, pistacchi, nocciole, noci brasiliane)
  • arachidi
  • pesce (merluzzo, tonno, salmone, trota, sogliola ecc.)
  • crostacei e molluschi (gamberi, cozze ecc.)

Nella maggioranza dei casi, l'allergia riguarda un solo alimento, ma ci possono essere situazioni in cui un individuo è allergico a due o più alimenti. 

Come si fa la diagnosi

La diagnosi si basa sulla combinazione di vari elementi:

Storia clinica

Il primo passo è l'analisi della storia clinica del bambino, raccogliendo informazioni sui sintomi, sull'intervallo di tempo che passa tra l'assunzione di un alimento e la comparsa di qualche manifestazione anomala, sulla familiarità per allergie eccetera.

Esito del Prick Test

Si tratta di un esame che si fa sulla pelle utilizzando una serie di estratti allergenici che vengono posizioni in vari punti goccia per goccia. La pelle reagirà formando un piccolo pomfo quando viene in contatto con la sostanza alla quale il bambino è allergico.

Rast test

E' un analisi del sangue che ricerca gli anticorpi IgE totali o gli anticorpi IgE specifici nei confronti dell'alimento sospetto

Dieta di eliminazione e test di scatenamento

La prova decisiva per dimostrare che l'alimento è effettivamente la causa dei sintomi è la sua esclusione dalla dieta: in pratica, si elimina completamente l'alimento sospetto dalla dieta per due-tre settimane, e se al termine di questo periodo i sintomi sono ancora presenti, significa che gli alimenti esclusi non sono coinvolti nell'insorgenza dei sintomi. 

Se invece questi sono scomparsi o si sono ridotti, dovrà essere nuovamente introdotto l'alimento in un ambiente ospedaliero  attrezzato (test di scatenamento): se i sintomi ricompaiono, questa è la prova inequivocabile della allergia alimentare.

Come si curano le allergie alimentari

In caso di allergia alimentare certa, la terapia consiste semplicemente nell'evitare l'allergene, cioè l'alimento responsabile della reazione. Certo, è più facile a dirsi che a farsi: molti ingredienti sono quasi onnipresenti nei prodotti confezionati e per i bambini che devono rinunciare ad alcuni alimenti mentre i loro amici e compagni possono tranquillamente mangiarli può esserci l'aggiunta di un carico psicologico. 

Per questo, oltre all'allergologo pediatra, può essere utile coinvolgere anche la figura di un nutrizionista ed eventualmente di uno psicologo. A volte può anche essere necessario assumere integratori per elementi che potrebbero mancare, come calcio o ferro. 

Il percorso di desensibilizzazione: il vaccino contro l'allergia

Molte allergie alimentari passano da sole nei primi anni di vita. Se questo non accade, dopo il sesto anno potrebber essere intrapreso un percorso di desensibilizzazione (si parla anche di immunoterapia specifica o vaccino contro l'allergia) per l'alimento incriminato. 

In pratica: in ospedali opportunamente attrezzati viene data al bambino una certa quantità di alimento "critico", per esempio uovo o latte. Se non ci sono effetti collaterali, ogni giorno a casa il bambino dovrà assumere quella precisa quantità di alimento fino all'appuntamento successivo in ospedale, quando si proverà ad aumentare la dose. Si tratta di un percorso lungo, che può richiedere anche anni, con reazioni molto individuali: in alcuni casi si avrà la scomparsa totale dei sintomi, in altri un'attenuazione più o meno marcata. 

Cosa fare in caso di ingestione involontaria

I sintomi provocati da un'assunzione involontaria del cibo responsabile di allergia possono essere lievi, moderati, o gravi. Se compaiono più disturbi contemporaneamente (per esempio) orticaria, gonfiore, rinite occorre intervenire con una terapia d'emergenza (adrenalina con siringa autoiniettabile, disponibile come kit d'emergenza, antistaminico e cortisone) e portare il bambino al pronto soccorso, perché potrebbe esserci rischio di shock anafilattico.

Come prevenire

Purtroppo non c'è molto che si possa fare per prevenire le allergie alimentari, che dipendono da una combinazione di fattori genetici e ambientali. Alcune misure possono comunque essere utili nel senso che sembrano ridurre il rischio generale di allergie:

  • allattare al seno
  • evitare di fumare in gravidanza e in presenza di un bambino
  • arieggare bene le stanze per ridurre l'umidità che facilità la proliferazione di allergeni (questo più per le allergie respiratorie)

Fonti per questo articolo

  • Food Allergy, materiale informativo dell'American College of Allergy, Ashtma and Immunology
  • Food Allergies in Children, materiale informativo del sito healthychildren.org, dei pediatri americani
  • materiale informativo della pagina web dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Domande e risposte

Quanto può durare un'allergia alimentare?

Molto spesso le allergie alimentari spariscono nel tempo. Altre volte, però, possono durare per tutta la vita, soprattutto nel caso di allergia alla frutta secca a guscio.

Durante lo svezzamento si possono introdurre i cibi potenzialmente allergizzanti?

La risposta è sì: contrariamente a quanto si pensava in passato, oggi la scienza ci dice che ritardare l'introduzione di cibi potenzialmente allergizzanti non riduce il rischio dei bambini di sviluppare quelle allergie

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