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Logopedia, che cos’è e a cosa serve

di Simona Bianchi - 24.06.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La logopedia si occupa dei disturbi della parola e del linguaggio. Quali disturbi possono essere curati e quali sono i trattamenti

In questo articolo

Cos’è la logopedia

La logopedia riguarda tutte le attività orientate alla rieducazione dei bambini con disturbi del linguaggio e della parola. È quella branca della medicina che si occupa della prevenzione, della diagnosi e del trattamento dei disturbi della comunicazione (sia verbale che scritta) e delle problematiche di apprendimento collegate ad esse. Il termine viene dal greco "logos" che significa "parola" e "paideia" che significa educazione. Questa disciplina si occupa di curare:

  • I disturbi della voce
  • I disturbi del linguaggio
  • I disturbi della comunicazione
  • Disturbi della deglutizione e delle funzioni orali
  • Disturbi cognitivi connessi (relativi, ad esempio, alla memoria e all'apprendimento).

La figura specializzata nel valutare e curare i Dsa è il logopedista, un professionista sanitario che, dopo un'approfondita valutazione funzionale, indica l'adeguato programma riabilitativo

A cosa serve la logopedia

La logopedia serve a correggere i disturbi del linguaggio e della comunicazione, sia isolati sia all'interno di quadri clinici più complessi come nel caso di:

  • Disabilità intellettive e malattie neurologiche congenite e acquisite (come le sindromi genetiche o la paralisi cerebrale infantile)
  • Sordità
  • Disturbo dello spettro autistico.

Tra le problematiche più frequenti di cui si occupa ci sono:

  • Disturbi delle funzioni orali (che interessano la suzione, la deglutizione e l'alimentazione anche in età precoce)
  • Ritardi e disturbi del linguaggio, (che interessano le difficoltà di articolazione, i disturbi dell'organizzazione fonologica e grammaticale, i disturbi espressivi (produzione) del linguaggio e\o i disturbi recettivi (comprensione) del linguaggio;
    Balbuzie
  • Disturbi della voce parlata e cantata, (tipici dei professionisti della voce come gli insegnanti, i venditori e i cantanti)
  • Disprassie verbali e disartrie (situazioni molto gravi e spesso persistenti in cui il bambino non riesce a produrre suoni, parole e frasi)
  • Disturbi socio-comunicativi e pragmatici (in cui la persona non riesce a tenere conto del contesto e delle situazioni nell'uso sociale del linguaggio)
  • Disturbi della comunicazione scritta come i disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia).

Chi è il logopedista

Il logopedista è il professionista esperto nell'educazione e nella rieducazione di tutte le malattie che provocano disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e delle abilità socio-comunicative.

Per diventare logopedista bisogna ottenere il titolo universitario abilitante tramite laurea triennale o diploma equipollente e si deve essere iscritti al relativo Albo Professionale. Questa figura è tenuta a osservare le normative giuridiche e deontologiche della sua professione. 

Quali disturbi cura e con quali trattamenti

Il logopedista spesso lavora in collaborazione con altri professionisti come neuropsichiatri, pdicologi o geriatri. Il primo passo della logopedia è la valutazione logopedica che permette di capire su quali aree intervenire e quali obiettivi perseguire. Questi ultimi vengono divisi in risultati a breve, medio e lungo termine. Il trattamento è infatti personalizzato e studiato per adeguarsi alle difficoltà e ai tempi di maturazione e di apprendimento di ogni singolo bambino. Tra i disturbi che cura ci sono la deglitizione atipica e i Dsa, disturbi specifici dell'apprendimento come la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculi.

I Dsa interessano alcune specifiche abilità dell'apprendimento scolastico, in un contesto di funzionamento intellettivo adeguato all'età anagrafica. Sono coinvolte in tali disturbi: l'abilità di lettura, di scrittura, di fare calcoli. Sulla base dell'abilità interessata dal disturbo, i DSA assumono una denominazione specifica: dislessia (lettura), disgrafia e disortografia (scrittura), discalculia (calcolo). Secondo le ricerche attualmente più accreditate, i DSA sono di origine neurobiologica; allo stesso tempo hanno matrice evolutiva e si mostrano come un'atipia dello sviluppo, modificabili attraverso interventi mirati. I Dsa sono:

  • la dislessia: una minore correttezza e rapidità della lettura a voce alta. Lettere e parole 
  • La disgrafia: è un disturbo della scrittura che coinvolge i processi di realizzazione grafica, legati a deficit di natura motoria
  • La disortografia: un deficit nell'automatizzazione dei processi di conversione dei fonemi e dei grafemi, che sono rispettivamente i suoni e i simboli grafici.
  • La discalculia: riguarda il sistema dei numeri e del calcolo e comprende una serie di problematiche che il bambino riscontra in età scolare quali, difficoltà nel riconoscere piccole qualità, nel memorizzare le tabelline e incapacità di calcolare a mente

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