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Logopedista: chi è e quando serve

di Simona Regina - 05.10.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Logopedista? Professionista a cui rivolgersi in caso di disturbi del linguaggio e della comunicazione per il percorso riabilitativo  

In questo articolo

Chi è la logopedista

La logopedista è la figura di riferimento per gestire e risolvere eventuali problemi del linguaggio: è la specialista che può accompagnare i bambini in un percorso di rieducazione della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e delle abilità socio-comunicative, per migliorare le competenze e le abilità linguistiche.

Come spiegano, infatti, gli esperti dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, la logopedia (dalle parole greche λόγος, logos "parola" e παιδεία, paideia "educazione") è quella disciplina che si occupa dello studio, della prevenzione, della valutazione e della cura di:

  • Disturbi della voce
  • Disturbi del linguaggio
  • Disturbi della comunicazione
  • Disturbi della deglutizione e delle funzioni orali
  • Disturbi cognitivi connessi (relativi, per esempio, alla memoria e all'apprendimento).

In altre parole, il logopedista è specializzato nella valutazione, riabilitazione, prevenzione ed educazione di tutte le patologie che provocano disturbi della comunicazione, del linguaggio, specifici o secondari ad altre patologie. 

Quando serve andare dalla logopedista

In caso di disturbi del linguaggio e della comunicazione, il logopedista è dunque la figura di riferimento.

Disturbi che possono interessare sia la produzione del linguaggio, sia la comprensione del linguaggio, o, nei casi più gravi, entrambi gli ambiti.

La balbuzie, per esempio, è un disturbo evolutivo del linguaggio, un disordine nel ritmo della parola, che può insorgere durante lo sviluppo del linguaggio, mediamente intorno ai 3 anni, quando cioè il bambino inizia a formulare frasi più complesse.

Tra i 17 e i 20 mesi, tipicamente il vocabolario raggiunge almeno le 50 parole. Intorno ai 24 mesi il bambino inizia a combinare due o tre parole formando frasi che via via diventano sempre più complesse sia per il numero di vocaboli utilizzati che per la struttura stessa.

Se parlare è un'impresa in salita, se ci si accorge che qualcosa non va, che il bambino fa fatica a parlare, che le parole fanno difficoltà a venire fuori senza arresti, ripetizioni o prolungamenti di suoni, il consiglio è di rivolgersi al medico per poter intervenire precocemente.

Fatta la diagnosi da un team di specialisti (il medico foniatra, il neuropsichiatra infantile, lo psicoterapeuta specializzato in balbuzie), il logopedista guiderà poi il bambino nel percorso riabilitativo.

In ogni caso il pediatra, durante i periodici bilanci di salute, ha modo di cogliere eventuali campanelli di allarme, indirizzare verso gli opportuni specialisti che valuteranno la necessità dell'intervento del logopedista.

Come spiegano le logopediste Itala Riccardi Ripamonti ed Emilia Annunziata in "Le difficoltà di linguaggio. Riconoscerle e trattarle dall'infanzia all'adolescenza" (Erickson), affrontare tempestivamente eventuali ritardi o difficoltà di linguaggio (nella consapevolezza dei diversi tempi di sviluppo tra un bambino e un altro, quindi anche di acquisizione delle capacità linguistiche) permette di evitare ricadute sullo sviluppo emotivo di bambini e bambine e, in seguito, sugli apprendimenti scolastici.

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