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Malattia di Crohn: 6 su 10 vogliono mangiare liberamente

di Penelope Greco - 24.05.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Per un giovane con la Malattia di Crohn il cibo diventa stress in famiglia, causa situazioni spiacevoli con gli amici e complica la scuola. Ecco cosa sappiamo

Sono cira 150.000 mila le persone che, solo in Italia, sono colpite dalla Malattia di Crohn e così questa malattia cronica dell'intestino alimenta il disagio nutrizionale dei pazienti, che soprattutto in età pediatrica e durante l'adolescenza soffrono una vita sociale limitata e si sentono emarginati dai propri coetanei.

In questo articolo

Malattia di Crohn: che cos'è

Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica dell'apparato digerente. Resta una delle malattie più studiate ma anche meno conosciute dell'intestino umano, con un tasso di incidenza in crescita. Le cause? Tante ipotesi, per ora, e pochissime certezze. C'entra la genetica (già individuate 140 mutazioni), come spesso accade: eppure non basta. E' caratterizzata da ulcere intestinali, spesso alternate a tratti di intestino sano; le ulcere derivate dall'infiammazione, se non curate, possono portare a creare dei restringimenti intestinali (stenosi) o approfondirsi sino a creare delle lesioni di continuità con gli organi circostanti (fistole) e/o complicarsi con la formazione di raccolte di materiale infiammatorio con produzione di pus (ascesso). L'andamento di questa patologia è cronico e recidivante caratterizzato dall'alternarsi di episodi acuti seguiti da periodi di remissione clinica.

I giovani e la vita sociale

Per un giovane con la Malattia di Crohn il cibo diventa fonte di stress in famiglia (6 casi su 10), causa situazioni spiacevoli con gli amici (circa 1 su 2), complica la scuola (8 su 10). È il quadro che emerge dall'indagine del centro EngageMinds HUB dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, della campagna sociale "Crohnviviamo - Storie di giovani che la malattia di Crohn non può fermare", promossa da Nestlé Health Science - con il supporto di Modulen, alimento a fini medici speciali per chi ha la Malattia di Crohn - in collaborazione con l'associazione A.M.I.C.I. Onlus. Lo studio, presentato in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Infiammatorie Croniche dell'Intestino (MICI) del 19 maggio, mette in luce il forte impatto dell'alimentazione sulla qualità di vita (67%) e sulla quotidianità (59%) dei pazienti.

Cibi pericolosi

A fare da apri-pista nella lista dei cibi considerati più problematici per chi ha le MICI ci sono:

in linea con le raccomandazioni dei medici.

Questa mancanza di piacere del cibo, dovuta alle restrizioni, si lega anche alla preoccupazione scatenata dall'assunzione di cibo considerato pericoloso, che può far "scappare" improvvisamente alla toilette: il 50% delle persone con MICI, infatti, ha confermato che nella settimana precedente all'intervista ha avuto questo tipo di preoccupazione.

Ne consegue che chi ha la Malattia di Crohn sente la mancanza di poter mangiare e bere come «chiunque altro». Il 46% si sente protagonista di "situazioni spiacevoli" nel condividere i pasti con i suoi pari e più della metà dei partecipanti ritiene che la gestione dei pasti in famiglia sia causa di stress.

Cibi da limitare o evitare

  • Limitare i prodotti lattiero-caseari. Molte persone con malattia infiammatoria intestinale notano che problemi come la diarrea, il dolore addominale e il gonfiore migliorano limitando o eliminando latticini. Si può anche essere intolleranti al lattosio ( il vostro corpo non può digerire lo zucchero del latte , illattosio), ma questa è una condizione cronica, nel caso delle patologie infiammatorie intestinali tali sintomi possono presentarsi solo nella fasi di riacutizzazione.
  • Provare cibi a basso contenuto di grassi: Nel caso di malattia di Crohn del piccolo intestino, si potrebbe non essere in grado di digerire o assorbire normalmente i grassi. Quindi, i grassi passano attraverso l'intestino, facendo peggiorare la diarrea. Evitare il burro, la margarina ,le crema e i cibi fritti.
  • Limitare l'uso di fibra: in caso di malattia infiammatoria intestinale, cibi ricchi di fibre, come frutta e verdura fresca e cereali integrali, possono peggiorare i sintomi. Se frutta e verdura cruda provocano fastidio, provare la cottura a vapore, o stufatura. In generale, si possono avere più problemi con alimenti della famiglia del cavolo, come broccoli e cavolfiori, e noci, semi, mais e popcorn. Usare una dieta a basso residuo di fibra se si presenta di un restringimento del intestino (sub-stenosi).
  • Evitare: Cibi piccanti, alcol e caffeina possono peggiorare i segni ed i sintomi della malattia.

Ecco, quindi, che al disagio nutrizionale va a sommarsi il fattore della vergogna e dell'emarginazione, che il 41% degli intervistati dichiara di percepire a causa della malattia, sentimento confermato anche dal 36% dei genitori. I numeri dimostrano un impatto psicologico e sociale forte della Malattia, che va aumentando dopo gli esordi e la diagnosi, che si attesta intorno ai 17 anni: la stessa età di Diego Costi, giovane con la Malattia di Crohn impegnato attivamente nella campagna "CrohnViviamo" e Alfiere della Repubblica Italiana per il suo impegno nel campo nutrizione, a fianco di chi, come lui, ha la patologia.

"Solitamente si parla tanto delle proprietà nutrizionali dei vari cibi e del loro effetto a livello fisico, ma spesso si trascura che ciò che mangiamo contribuisce a nutrire anche la sfera psichica. Mente e cibo sono strettamente interconnessi e si influenzano a vicenda. Il tipo di alimentazione, infatti, determina non solo la nostra salute fisica, ma anche quella mentale, il nostro stato d'animo, la qualità dei nostri pensieri, e persino i nostri comportamenti. Il trattamento nutrizionale risulta, pertanto, fondamentale in questi pazienti, perché, una corretta alimentazione serve a migliorare la qualità della vita e si inserisce nel tema della Giornata Mondiale delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali 2021, che si celebra il 19 maggio: il benessere della persona affetta da MICI e l'impatto psicologico di queste patologie." ha sottolineato Salvatore Leone, Direttore Generale A.M.I.C.I. Onlus.

Fonte principale di informazione

La fonte principale delle informazioni riguardanti le MICI è il gastroenterologo, ma solo il 28% dei pazienti lo ha contattato di frequente, lasciando intendere la ricerca e l'appello ad altre fonti di informazione. Tra queste, spicca l'utilizzo di internet sia tra le persone malate (65%) che dai genitori (76%): 1 partecipante su 4 cerca di frequente informazioni riguardo la nutrizione sul web e il 38% fa ricerche online di tanto in tanto. L'indagine rivela, poi, che, nonostante il consulto di medici specialisti, le diete che vengono portate avanti sono la summa dell'esperienza del paziente e di un lungo processo di prove ed errori.

Fonti articolo: Crohnviviamo - Storie di giovani che la malattia di Crohn non può fermare EngageMinds HUB - Università Cattolica del Sacro Cuore, Amici Italia e Fondazione Veronesi 

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