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Malattia di Crohn: 6 su 10 vogliono mangiare liberamente

di Elena Berti - 21.04.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Per un giovane con la Malattia di Crohn il cibo diventa stress in famiglia, causa situazioni spiacevoli con gli amici e complica la scuola. Ecco cosa sappiamo

Esistono malattie invalidanti con cui molte persone convivono, anche se risultano sconosciute ai più. Tra queste c'è sicuramente la  malattia di Crohn, che soltanto in Italia colpisce almeno 15.000 persone. Purtroppo, molti dei pazienti devono fare i conti con le difficoltà alimentari, che si acuiscono poi durante l'infanzia e soprattutto nelll'adolescenza, quando il bisogno di essere e fare come i pari si fa sentire più forte.

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Malattia di Crohn: che cos'è

Per morbo di Crohn si intende una malattia infiammatoria cronica dell'intestino. Anche se i casi sembrano in crescita, gli studi sono ancora in corso e non ne è stata chiarita del tutto la causa. Anzi, sono numerose le ipotesi, tra cui le questioni genetiche, ma proprio per questo motivo resta una delle patologie che riguardano l'apparato digerente più studiate in assoluto.

La malattia di Crohn si manifesta con ulcere intestinali e tratti di intestino sano. Le ulcere sono causate dall'infiammazione cronica e, se non trattate, possono arrivare a creare delle lesioni negli organi che circondano l'intestino. Queste fistole, poi, possono infettarsi e produre pus. Per questo è importante tenere sotto controllo il morbo e seguire le indicazioni dei medici anche e soprattutto per quanto riguarda l'alimentazione.

I giovani e la vita sociale

Particolarmente difficile, quindi, convivere con la Malattia di Crohn , e ancora di più lo è per i bambini e per gli adolescenti. I primi hanno spesso gusti alimentari ristretti e difficilmente accettano un no, i secondi sono confrontati agli amici e a situazioni in cui sentono il bisogno di essere simili e non diversi. Per questo quando c'è una persona in famiglia affetta dal morbo di Crohn la questione del cibo può diventare motivo di tensioni e stress, ma non solo: anche fuori casa, per esempio a scuola o appunto con gli amici, la situazione non è delle più rosee.

Un'indagine del centro EngageMinds HUB dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, contenuta all'interno della campagna sociale "Crohnviviamo - Storie di giovani che la malattia di Crohn non può fermare" e promossa da Nestlé Health Science evidenzia proprio come l'alimentazione abbia un impatto importante sulla qualità di vita e sulla quotidianità dei pazienti affetti dalla Malattia di Crohn.

Ecco perché è bene ricordare quali sono i cibi più pericolosi per chi ne soffre, come:

È ovvio che, se si pensa all'alimentazione degli adolescenti, fritti e fast food siano pasti che, in compagnia, si consuma spesso. Per questo uscire con gli amici o anche pranzare dopo la scuola potrebbe rappresentare un serio problema. Non poter mangiare come gli altri diventa un vero e proprio disagio che poi si riflette su tutta la persona e in ogni ambito, creando frustrazione e depressione. 

È quindi sì importante fare attenzione a quel che si mangia, ma è altresì fondamentale trovare un equilibrio tra il piacere di mangiare (e di farlo in compagnia) e la salute. Per questo potrebbe essere un'idea prevedere un menù in famiglia che sia adatto a tutti, senza farne uno speciale per chi è malato. Allo stesso modo, si possono trovare soluzioni per affrontare il tema con gli amici, parlando con loro e cercando di accontentare tutti. La malattia non deve essere una vergogna, per questo è importante parlarne insieme.

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Ma è anche fondamentale, nel trattare la malattia e imparare a conviverci, essere adeguatamente informati e rivolgersi sempre agli specialisti. Il gastroenterologo è ovviamente la figura di riferimento, ma non viene contattato così spesso come si potrebbe pensare. Chi ha la malattia di Crohn, sempre secondo l'indagine, preferirebbe affidarsi a internet oppure ai consigli dei genitori. Se avete un figlio con questo disturbo, quindi, consultate regolarmente il gastroenterologo, ma valutate anche il supporto di uno psicologo che possa aiutare a gestire i risvolti emotivi della malattia.

Aggiornato il 24.05.2021

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