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Epidemia di miopia infantile: come prevenirla e come trattarla con soluzioni innovative

di Francesca Capriati - 09.06.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Miopia infantile: secondo gli esperti è un'epidemia, come prevenirla con i comportamenti giusti e come si interviene con le moderne tecniche

Miopia infantile

La miopia è sempre più diffusa, tanto da parlare di "epidemia di miopia": il 28% della popolazione mondiale ha un difetto superiore alle -0,50 diottrie e nel 2050 si stima che questo problema riguarderà circa 5 miliardi di persone, metà della popolazione globale. In Italia la miopia colpisce 15 milioni di adulti e circa un milione e mezzo tra bambini e adolescenti, in particolare tra gli 8 e i 13 anni, fascia di età in cui il tasso annuale di crescita è più rapido.

La miopia è il difetto visivo più comune e spesso si manifesta in età scolare - in Italia colpisce circa un milione e mezzo tra bambini e adolescenti, in particolare tra gli 8 e i 13 anni.

Le cause della miopia

In passato si dava per scontato che la miopia fosse causata essenzialmente da fattori ereditari e fosse, quindi, geneticamente determinata. Oggi la ricerca scientifica evidenzia la corresponsabilità dei nuovi stili di vita e delle cause ambientali. Tra questi fattori troviamo in primis l'uso intensivo della tecnologia, che, soprattutto nelle nuove generazioni, causa un'attività visiva sempre più "da vicino" e prolungata davanti agli schermi di tv, tablet e smartphone.

Un altro fattore di rischio è il minor tempo trascorso all'aria aperta con una conseguente riduzione della produzione di dopamina, sostanza che, con l'esposizione alla luce solare, è capace di rallentare la progressione miopica.

I rimedi più moderni contro la miopia

Uno studio clinico di due anni, giunto al sesto anno di follow-up, primo nel suo genere, conferma l'efficacia delle lenti con tecnologia D.I.M.S. (Defocus Incorporated Multiple Segments o segmenti multipli di defocus incorporati) nella correzione della miopia e nella riduzione della progressione della stessa nei ragazzi tra gli 8 e i 13 anni.

Un importante traguardo in ambito scientifico è stato raggiunto grazie alla collaborazione tra i ricercatori dell'Hong Kong Polytechnic University e Hoya, azienda di primo piano nel settore delle lenti oftalmiche correttive. Il nuovo studio clinico di follow-up è stato condotto in Asia su un gruppo di 90 bambini e presentato al Congresso ARVO 2022 - Association for Research in Vision & Ophthalmology (Denver, Colorado).

Il lavoro ha esaminato la progressione della miopia nei bambini portatori delle lenti con defocus periferico e ha evidenziato l'assenza di effetto rebound - "rimbalzo" in inglese - che sta a indicare un possibile e/o improvviso aggravarsi o accentuarsi dei sintomi della miopia se l'uso delle stesse viene interrotto.

Nei primi due anni, lo studio clinico ha interessato due gruppi di ragazzi, uno composto da portatori di lenti D.I.M.S. e l'altro di lenti monofocali standard (gruppo di controllo). I risultati hanno evidenziato una riduzione media della progressione miopica del 60%, che si è arrestata nel 21,5% dei casi nei portatori di lenti D.I.M.S.3

Per valutare l'efficacia della lente D.I.M.S. nel tempo, i ragazzi coinvolti nel follow-up sono stati suddivisi in quattro diversi sottogruppi:

  1. portatori di lenti D.I.M.S. per sei anni;
  2. portatori di lenti D.I.M.S. per tre anni e mezzo, poi passati alle lenti monofocali;
  3. portatori di lenti monofocali per i primi due anni, poi passati alle lenti D.I.M.S. per i successivi quattro anni;
  4. soggetti che hanno utilizzato lenti monofocali per i primi due anni, lenti D.I.M.S. per i successivi 18 mesi e nuovamente monofocali per i successivi due anni e mezzo.

Nell'arco di sei anni, i risultati hanno evidenziato che per il campione di ragazzi che ha sempre indossato le lenti D.I.M.S., la progressione cumulativa della miopia è di sole -0,92 diottrie (la progressione della miopia è in media 0,60 diottrie l'anno per soggetti miopi senza trattamento). Inoltre, l'efficacia del trattamento è rimasta stabile per tutto il periodo.

Mentre, i giovani che hanno interrotto l'utilizzo delle lenti D.I.M.S. passando alle lenti monofocali non hanno mostrato alcuna accelerazione della progressione, quindi lo studio dimostra che non c'è effetto rebound - "rimbalzo" in inglese - che sta ad indicare un possibile e/o improvviso aggravarsi o accentuarsi dei sintomi della miopia se l'uso delle lenti viene interrotto.

I riscontri di questa ricerca provano quindi che è importante intervenire il prima possibile con l'adozione di soluzioni specifiche, essenziali per il trattamento della miopia e per la riduzione della sua progressione.

"I risultati di questo follow-up sono incoraggianti. Avere un'arma in più per combattere la miopia ed evitare che raggiunga valori elevati può scongiurare l'insorgenza di patologie serie a cui spesso è associata e attenuare le ripercussioni sempre più importanti che la miopia ha sul sistema socio-sanitario", afferma il Professor Paolo Nucci, Ordinario di Oftalmologia all'Università Statale di Milano.

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