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Avvelenamento, consigli per riconoscere le piante pericolose per i bimbi

di Sara De Giorgi - 26.02.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Le piante domestiche possono rappresentare un pericolo per i bimbi che tendono a mettere tutto in bocca. La Sipps ha stilato un elenco di tutte le piante pericolose

I bambini amano la natura, si sa. Purtroppo, però, anche le piante che sembrano più belle e innocue a volte nascondono insidie, in casa, in balcone, in giardino o nei campi e nei boschi. I bambini, attratti dai colori delle piante, potrebbero essere tentati di metterle in bocca o di strofinarsele addosso con conseguenze potenzialmente molto gravi per la loro salute.

Per questo è importante conoscere il nome e le caratteristiche delle piante che si hanno in casa e in giardino. Ecco un elenco delle piante pericolose realizzato dalla Sipps (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) e a cura di Guido Brusoni, Rosanna Moretto, Leo Venturelli.

In questo articolo

Piante pericolose: come riconoscerle?

Alcune piante se ingerite sono tossiche per l'organismo, altre invece possono causare una reazione allergica se si tocca lo stelo o le foglie o se si viene a contatto con la loro linfa. Poiché solitamente quando si acquistano le piante non vengono fornite indicazioni circa la pericolosità, se si hanno bambini per casa è necessario fare molta attenzione.  

Fortunatamente, la maggior parte delle piante pericolose creano problemi solo quando vengono consumate in grandi quantità, ma è comunque utile conoscere di che piante si tratta. Come riporta il sito web dell'Opdale Meyer di Firenze "In generale, in casa o all'aperto, ci devono insospettire tutte le piante che hanno un odore intenso, la linfa lattiginosa o le bacche rosse".

Ma vediamo nel dettaglio l'elenco delle piante pericolose stilato dalla Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps).

Piante mortali

Si tratta di piante che sono potenzialmente mortali se ingerite anche in piccola quantità:

  • Belladonna;
  • Colchico autunnale;
  • Cicuta maggiore, minore e acquatica;
  • Aconito;
  • Dafne;
  • Digitale;
  • Maggio ciondolo;
  • Ricino;
  • Tasso;
  • Vischio;

Piante irritanti

Alcune piante sono semplicemente irritanti e producono tossicità locale e cioè:

  • gonfiore;
  • irritazione;
  • dermatiti;
  • stomatiti delle parti con cui vengono a contatto.

Tra le piante che se ingerite provocano dolore, edema delle mucose, eritema e scialorrea, troviamo:

  • in appartamento: dieffenbachia, filodendro;
  • in giardino o nei boschi: begonia, oleandro, spatifilla, calla, caladio, gigaro, belladonna, giusquiamo, stramonio (o datura), lantana, lupino, elleboro o rosa di Natale, mughetto.

Belle e dannate: le piante più pericolose

Vediamo ora alcune particolarità di alcune delle piante viste fin qui.

Maggio ciondolo. Si tratta di una pianta spesso presente nei boschi e nei giardini, che fa grappoli di fiori gialli. Tutte le parti di cui è costituita sono tossiche, e in particolare i semi, che sono contenuti in un baccello simile a quello dei fagioli. In genere 2 o 3 semi possono già avere effetti tossici, ma molto dipende anche dalla maggiore o minore struttura corporea del bambino.

Datura. La si trova di frequente nei giardini e fa bellissimi fiori a campana, rosa o bianchi. L'ingestione anche solo di poche foglie o semi può avere effetti tossici.

Oleandro. È davvero molto comune trovarla nei giardini, nei parchi o lungo le strade, anche quelle di città. Sono irritanti sia i fiori che le foglie, sia per la cute, sia soprattutto per gli occhi. Basta toccare la pianta o i fiori e poi toccare gli occhi con le mani per provocare bruciore e irritazione intensi.

Ricino. L'olio che si ottiene dalla spremitura dei semi non è tossico (anche se è un drastico purgante), ma lo è invece la membranella perlacea aderente al rivestimento rigido del seme. Se ingerita, può causare una sindrome gastroenterica anche emorragica e danni a vari organi, cervello compreso. La sintomatologia può comparire anche dopo 2/5 giorni dall'ingestione.

Tasso. Si tratta di una conifera assai frequente nei giardini, che può raggiungere anche i 15 metri di altezza. Produce piccoli frutti, parzialmente coperti da una polpa molle e dolce se matura, rossa o gialla. Tutto l'albero, semi compresi (tranne la polpa non tossica) contiene un pericoloso veleno che ha azione narcotica e paralizzante del cuore. Nel sospetto di ingestione, occorre andare subito al Pronto Soccorso.

Vischio. Tutte le parti della pianta, che è molto usata per le decorazioni di Natale, sono tossiche, soprattutto le bacche: bastano 3 bacche o 2 foglie per determinare un'azione tossica. Nel sospetto di ingestione, andare subito al Pronto Soccorso.

Azalea. Le azalee sono spesso presenti nelle nostre case soprattutto in concomitanza della Festa della Mamma. Tuttavia, le graianotossine che si trovano nelle piante della famiglia Ericaceae, come le Azalee, provocano una reazione chiamata avvelenamento da graianotossine, se ingerite in quantità sufficienti.

Colchico d'autunno. Si tratta di piante molto simili a quella dello zafferano, viene infatti chiamata anche "falso zafferano". Sono velenose poiché contengono la colchicina: un alcaloide molto tossico. I sintomi una volta ingeriti comprendono: bruciore alla bocca, nausea, coliche, diarrea sanguinolenta, delirio e morte. Attenzione perché anche il solo contatto con la pelle potrebbe essere dannoso.

Narciso. Il rischio, se si ingeriscono alcune parti del narciso, in particolare il bulbo e le foglie, è di andare incontro a sintomi come salivazione, vomito, diarrea, alterazioni nervose fino alla paralisi, sonnolenza, bradicardia, ipotensione, collasso.

Dieffenbachia. È una pianta da appartamento assai comune. Contiene ossalati che possono risultare tossici se ingeriti. L'ingestione di dieffenbachia produce sintomi da lievi a moderati sia nell'uomo che negli animali domestici. Tra questi troviamo dolore alla bocca, salivazione, sensazione di bruciore e gonfiore e intorpidimento della gola.

Edera comune. La tossicità dell'edera è dovuta alla presenza di un glicoside: l'ederagenina. Ogni parte della pianta è velenosa.

Ortensia. Le ortensie contengono una tossina, chiamata cianide, che se ingerita in grandi dosi può risultare fatale.

Filodendro. Il filodendro è una pianta da appartamento molto popolare, soprattutto per via della facilità di crescita e di manutenzione e perché può migliorare la qualità dell'aria negli ambienti chiusi. Le foglie, però, contengono ossalato di calcio e, se ingerite da bambini o animali domestici, possono causare l'infiammazione delle mucose della bocca e della gola.

Stella di Natale. La linfa di questa pianta è in grado di irritare la pelle o causare nausea se ingerita in quantità sufficienti.

Belladonna. Tutte le parti della pianta contengono alcaloidi molto tossici, in particolar modo le bacche. Se ingerite, le bacche possono uccidere una persona.

Pungitopo. Le bacche del pungitopo, una pianta decorativa molto comune nel mediterraneo, se ingerite possono causare vomito, diarrea e convulsioni.

Infine, attenzione anche ad albicocco, mandorlo amaro, pesco, pruno, trifoglio, melo, sambuco. Nelle foglie, nei rami e nei semi di queste piante ci sono piccole quantità di sostanze tossiche, per cui è opportuno non masticarle.

Come prevenire il rischio di avvelenamento?

In casa è consigliabile evitare di tenere una quantità eccessiva di fiori (anche recisi) o di piante nella stanza in cui il bambino dorme o passa molto tempo della sua giornata. Infatti, i fiori possono sprigionare profumi troppo intensi e non sempre innocui (come la mimosa), mentre l'anidride carbonica prodotta dalle piante, in stanze poco aerate e piccole, potrebbe essere dannosa.

In casa, inoltre, è bene fare molta attenzione a dove si posizionano le piante. A dirlo sono le linee guida sulla prevenzione degli incidenti domestici in età infantile del Ministero della Salute che raccomandano di posizionare fiori e piante in luoghi sicuri per evitare che i bambini possono ingerire parte di esse.

Cosa fare in caso di contatto

Se vi accorgete che il piccolo ha ingerito parti di foglie, rami, fiori o frutti di piante tossiche o irritanti, rimuovete i pezzetti che sono rimasti in bocca e alleviate il dolore con bevande fredde, ghiaccio o gelato. Se temete che vostro figlio possa aver ingerito una certa quantità di piante nocive, non è opportuno far bere latte, far vomitare o far assumere carbone attivo senza consultare il medico perché potreste rischiare di peggiorare la situazione. Conviene invece portare subito il bambino al Pronto Soccorso.

Se il dolore è dovuto a strusciamento sulla cute, lavate bene con acqua fredda e fate impacchi freddi con ghiaccio.

Se si tratta degli occhi, lavate con acqua fredda per almeno 20 minuti, poi fate impacchi freddi con ghiaccio e consultate subito un oculista.

Fonte: Toxic plants: knowledge, medicinal uses and potential human health risks in Environment and Ecology Research, 2018; materiale informativo dell'Ospedale Meyer di Firenze; documento "Quando nasce un bambino" del Ministero della Salute

 

Revisionato da Francesca De Ruvo

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