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Piede piatto nei bambini: come riconoscerlo, da cosa è causato e come intervenire

di Elena Berti - 01.02.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Piede piatto bambini: come riconoscerlo, quando preoccuparsi e come correggerlo con ginnastica, plantari o intervento chirurgico.

Piede piatto bambini

Si dice che i genitori sono spesso apprensivi (lo si dice soprattutto delle mamme…) ma è proprio grazie alla loro continua attenzione nei confronti dei figli se alcune problematiche vengono individuate per tempo e trattate. Per esempio, il piede piatto bambini può sembrare una cosa da poco, eppure non va sottovalutato. Vediamo insieme perché. 

In questo articolo

Che cos’è il piede piatto

Per piede piatto si intende l'appiattimento della volta plantare, cioè quella parte della pianta che solitamente non tocca terra, spesso accompagnato dalla valgopronazione del calcagno. Nei bambini piccoli è una condizione piuttosto normale, soprattutto fino ai 3-4 anni, e solitamente si corregge del tutto intorno ai 6-7 anni.

Quando preoccuparsi per il piede piatto nei bambini

Come dicevamo, il piede piatto nei bambini può essere una condizione normale fino ai 6-7 anni, anche se vale sempre la pena ascoltare il parere del pediatra e, nel caso serva, dello specialista. Dopo questa età, però, è importante non trascurare il piede piatto, che potrebbe portare altre conseguenze durante l'adolescenza e poi nella vita adulta. Se verso la fine delle elementari vi rendete conto che il piede piatto non rientra, è necessario consultare il medico. 

Come accorgersi del piede piatto

Se è stato già segnalata dal medico la presenza del piede piatto o se vi sembra che il bambino ce l'abbia, provate a osservarlo in diverse situazioni: 

  • quando cammina a piedi nudi
  • quando cammina con le scarpe e lo stato di usura di queste

Notate anche se lamenta dolore ai piedi, ai polpacci e in generale se vi sembra che peggiori quando cammina o corre. 

Per avere una diagnosi, oltre alla visita specialistica, potrebbe essere necessario ricorrere a una radiografia. A volte, per studiare i tessuti molli circostanti (muscoli, vasi, tendini) potrebbe essere richiesta anche una risonanza magnetica o una tac

Correggere il piede piatto nei bambini

Quando verso gli 8-9 anni il piattismo non è rientrato, non c'è per forza da preoccuparsi: in molti casi è possibile correggerlo con attività fisica e ginnastica, anche non specifica, soprattutto se non fosse accompagnato da dolore. In alcuni casi può invece essere necessario l'utilizzo di plantari adeguati, soprattutto per limitare il dolore dovuto al posizionamento scorretto del piede. 

A quest'età non si può pensare che il piede piatto rientri da solo, è quindi davvero importante fare una valutazione accurata con uno specialista e intervenire fin da subito. 

Addirittura, nei casi più gravi e in particolare quando il bambino/ragazzo averte dolore, potrebbe rendersi necessaria un'operazione chirurgica che consiste nell'inserire una vite di circa 10mm tra le due ossa principali del piede, cioè calcagno e astragalo, praticando un'incisione cutanea. Si tratta di un'intervento che dura appena dieci minuti e che ha come scopo non soltanto correggere la posizione del piede, ma anche, di riflesso, stimolare un movimento diverso che porta a correggersi in maniera automatica. 

È importante intervenire rapidamente con una correzione, con plantari o con l'inserimento della vite per evitare problemi più seri in futuro, sia legati ai dolori durante camminata e corsa, sia per scongiurare altri difetti del piede che potrebbero, a loro volta, avere conseguenze dolorose, come per esempio l'alluce valgo. Inoltre, una camminata scorretta può avere ripercussioni anche sulla schiena. 

Se vostro figlio soffre di piede piatto, attenzione anche allo sport: parlate con lo specialista prima di scegliere il tipo e la frequenza dell'attività. 

Il piede piatto nei bambini è un fenomeno comune che si risolve da solo intorno ai 6-7 anni. Ma se vedete che ancora a 8-9 il problema non è rientrato, parlatene con uno specialista per valutare il da farsi. 

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