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Punture di insetti: come prevenire lo shock anafilattico

di Luisa Perego - 01.09.2023 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Come prevenire lo shock anafilattico? E che cosa fare se il bambino viene punto da una vespa, un calabrone o un'ape? Consigli e rimedi

In questo articolo

Prevenire lo shock anafilattico

Primavera, estate e autunno, sono i mesi preferiti da api, vespe, calabroni e bombi per costruire i loro nidi, volare di fiore in fiore (o di panino in panino, nel caso delle vespe) aumentando il rischio di pungere qualcuno. Queste punture però possono portare anche allo shock anafilattico e al decesso nei soggetti allergici, come  nel caso del bimbo di nove anni deceduto a causa di una puntura di calabrone. E' possibile però prevenire lo shock? «Grazie all'immunoterapia desensibilizzante è possibile prevenire lo shock anafilattico e quindi anche i decessi legati alle punture di insetti» spiega il professor Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù. 

Lo shock anafilattico o anafilassi è un evento che può scatenarsi in persone allergiche quando entrano in contatto con una sostanza estranea per la quale hanno sviluppato gli anticorpi e che può mettere in serio pericolo la vita

Come spiegano in questa scheda gli esperti dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, "È importante riuscire a distinguere una reazione normale da una reazione allergica. Diversi insetti con pungiglione quando pungono iniettano sostanze nocive che provocano bruciore, rossore, dolore e prurito. Si tratta di reazioni del tutto normali se localizzate nella sede della puntura e se limitate nell'estensione, nella gravità e nella durata.

Si parla invece di allergia al veleno degli insetti quando la reazione locale è eccessiva: troppo estesa, grave e duratura. In qualche caso viene interessata gran parte di un braccio o di una gamba, il rigonfiamento raggiunge un picco massimo entro le 48 ore e può durare fino a 7-10 giorni. A volte si presentano anche febbre (lieve rialzo della temperatura corporea), spossatezza e nausea".

Sintomi

Tra i primi sintomi:

  • sensazione di calore e testa e a estremità
  • orticaria
  • angioedema (i tessuti si gonfiano)
  • rinite
  • difficoltà respiratoria
  • prurito
  • edema alla glottide
  • asma, vomito diarrea
  • pressione bassa
  • tachicardia e aritmia

Se l'infiammazione si estende anche alla laringe c'è il rischio di ostruzione totale alle vie respiratorie.

Se c'è ancora il pungiglione bisogna estrarlo il prima possibile (se si riesce, entro 20 secondi per fare sì che non venga iniettato tutto il veleno) con un ago sterile o una pinzetta. Nel caso anche con le unghie per fare prima. Per lenire il fastidio della puntura si può usare un impacco con ghiaccio e si può applicare una crema antistaminica, associata al paracetamolo in caso di dolore più forte. Andare subito al pronto soccorso in caso di difficoltà respiratorie, pallore, intensa sudorazione. Successivamente alla reazione eccessiva, si può chiedere un appuntamento all'allergologo che valuterà se si è trattata davvero di una reazione allergica e come intervenire.

Presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è attivo anche il Centro Antiveleni a cui rivolgersi per le emergenze. Il centro è raggiungibile telefonicamente 24 ore su 24 al numero 06 6859 3726.

Prevenzione: l'immunoterapia desensibilizzante

L'immunoterapia desensibilizzante, è una specie di "vaccinazione", è una terapia salvavita per tutti i bambini e i ragazzi ad alto rischio di shock anafilattico o di reazioni allergiche di medio-alta intensità. Consiste nell'inoculazione sottocutanea di dosi crescenti del veleno dell'insetto a cui si è allergici, partendo da dosaggi estremamente bassi. In questo modo l'organismo si "abitua" progressivamente al veleno fino a raggiungere una soglia di tolleranza che scongiura reazioni gravi in caso di puntura accidentale.

«Grazie all'immunoterapia desensibilizzante è possibile prevenire lo shock anafilattico e, quindi, anche i decessi legati alle punture di insetti - spiega il professor Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù – Il vaccino va proseguito per almeno 3 anni e l'effetto si mantiene di solito per molti anni, ma il trattamento è pienamente efficace già dal dodicesimo mese: se il bambino viene punto accidentalmente non rischia più lo shock anafilattico».

L'immunoterapia desensibilizzante va condotta esclusivamente in un Centro allergologico altamente specializzato, sotto stretta osservazione medica e sotto decisione dell'allergologo.  

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