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Probiotici: perché sono utili non solo per l’intestino

di Francesca De Ruvo - 01.09.2021 - Scrivici

probiotici
Fonte: Shutterstock
I probiotici sono microrganismi vivi che interagiscono con il nostro organismo e hanno un effetto benefico sulla salute di tutto il corpo

Troppo spesso ci si ricorda dei probiotici solo quando qualcuno in famiglia sta prendendo un antibiotico, oppure in caso di gastroenterite. Dobbiamo sapere, però, che i probiotici servono anche a molto altro e il loro ruolo non si ferma a quello di "aiutanti" del nostro intestino. I probiotici alleviano i sintomi delle allergie, potenziano il sistema immunitario, e, soprattutto ora che si avvicina il rientro all'asilo e a scuola, aiutano a prevenire alcune infezioni delle vie respiratorie.

In questo articolo

Cosa sono i probiotici

La prima definizione di probiotico, l'ha fornita l'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2001, secondo cui un probiotico è "un microrganismo somministrato vivo, con le capacità di migliorare la salute dell'uomo attraverso interazioni con l'ospite, se assunto in quantità adeguate". I probiotici vivono in simbiosi con noi e interagiscono con il nostro organismo, producendo sostanze indispensabili per le nostre difese immunitarie.

Già dal loro nome, in realtà, si capisce quanto siano preziosi per il benessere di tutti, dai neonati agli adulti. Il termine probiotico, infatti, deriva dalla fusione tra il prefisso latino "pro", cioè "a favore" e il sostantivo greco "bios", cioè vita. Probiotico significa quindi "a favore della vita". I probiotici, assunti tramite alcuni cibi o tramite degli integratori, possono quindi apportare numerosi benefici per il benessere di tutto l'organismo.

Secondo le indicazioni dell'EFSA (European Food Safety Agency), i probiotici per essere definiti tali e per essere quindi commercializzati devono:

  • rientrare tra le specie tradizionalmente usate per integrare la microflora (microbiota) intestinale;
  • essere considerati sicuri(ossia non in grado di causare malattie o disturbi);
  • arrivare vivi e attivi nell'intestino ed essere capaci di moltiplicarsi al suo interno.

Probiotici, prebiotici e fermenti lattici

Spesso questi termini vengono utilizzati come sinonimi, ma si tratta di cose diverse.

PROBIOTICI: Come abbiamo visto i probiotici sono microrganismi vivi in grado di esercitare una funzione benefica per l'intestino e rientrano nella categoria dei fermenti lattici vivi. Non tutti i fermenti lattici però sono probiotici.

FERMENTI LATTICI: i fermenti lattici non sono tutti uguali e si distinguono in base alla capacità di apportare o meno benefici alla flora batterica. I fermenti lattici non probiotici, ad esempio, non hanno alcun effetto sul microbiota intestinale e spesso vengono usati dall'industria alimentare. La differenza sta proprio nel fatto che i probiotici arrivano vivi nell'intestino.

PREBIOTICI: come spiega il Prof. Cucchiara, "sono sostanze organiche non digeribili (soprattutto zuccheri complessi) che sono in grado di stimolare la crescita e/l'azione dei probiotici". Ecco perché oggi l'industria propone prodotti, chiamati simbiotici, in cui sono presenti sia i probiotici (batteri) che i prebiotici.

A cosa servono i probiotici

L'obiettivo primario dei probiotici è di migliorare l'equilibrio e la composizione del microbiota intestinale, e cioè di tutti i microrganismi che vivono nel nostro intestino.

I probiotici arrivano vivi nell'intestino e qui convivono con i batteri già presenti, aiutandoli a svolgere meglio le loro funzioni, come inibire i batteri nocivi ed impedirne la proliferazione, produrre enzimi buoni, stimolare il sistema immunitario intestinale. Mantenere in equilibrio il microbiota significa prevenire molti disturbi intestinali come gonfiori, difficoltà di digestione, stitichezza, diarree acute.

Ma cosa fanno nello specifico i probiotici?

  • potenziano le difese immunitarie intestinali;
  • migliorano la fase finale della digestione;
  • rafforzano la barriera intestinale evitando l'ingresso di allergeni e sostanze tossiche;
  • producono sostanze utili come vitamine e minerali sia per i batteri buoni che per il resto dell'organismo;
  • competono per le sostanze nutritive, "rubandole" così ai batteri patogeni.

Gli integratori a base di probiotici possono essere davvero utili in moltissime situazioni! Vediamone alcune.

Durante e dopo un ciclo di antibiotici

È importante assumere degli integratori a base di probiotici per prevenire la diarrea - un effetto collaterale frequente degli antibiotici - e anche per ricostituire più in fretta la flora batterica intestinale. Questo consiglio vale sia per i bambini che per gli adulti!

Allergie

Le linee guida per la prevenzione delle allergie nei bambini dell'Organizzazione Mondiale per le Allergie (WAO) indicano che l'assunzione di probiotici in gravidanza, durante l'allattamento e nel primo anno di vita del bambino può ridurre il rischio di sviluppare allergie, anche se in una percentuale non molto elevata. È stato invece dimostrato che l'assunzione di probiotici ha effetti benefici sulla dermatite atopica, come indicato in questo studio pubblicato recentemente sulla rivista Experimental and Therapeutic Medicine.

Coliche del neonato

Purtroppo i dati non sono ancora del tutto sufficienti, ma alcuni studi, tra cui una meta-analisi pubblicata sulla rivista Pediatrics, hanno osservato una minore durata delle coliche se si somministrano dei probiotici (in particolare lactobacillus reuteri). La raccomandazione però è valida solo per i bambini allattati al seno.

Disturbi dello spettro autistico

Anche per i bambini con diagnosi di autismo i probiotici possono rappresentare un piccolo aiuto. Secondo alcuni recenti studi scientifici, tra cui uno pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Psychiatry da un team di ricerca italiano, nei bambini con autismo non affetti da sintomatologia gastrointestinale, la somministrazione di probiotici ha un effetto positivo sui sintomi relativi alla compromissione sociocomunicativa.

Inoltre, nei bambini con autismo affetti da sintomatologia gastrointestinale, l'utilizzo di probiotici è risultato efficace nel migliorare non solo i sintomi gastrointestinali, ma anche le difficoltà di elaborazione sensoriale.

Vaginiti e cistiti

Anche le parti intime hanno un proprio microbiota ed è importante che sia in equilibrio per evitare, o almeno ridurre, l'incidenza delle infezioni. Oggi in commercio troviamo probiotici in grado di combattere le infezioni urogenitali dall'interno attraverso il rafforzamento della flora batterica intestinale.

Rinite allergica

Anche in questo caso i dati non sono del tutto sufficienti a dimostrare un chiaro effetto benefico, ma secondo una revisione sistematica della letteratura scientifica, pubblicata sulla Wiley Online Library, i probiotici potrebbero essere utili nel migliorare i sintomi e la qualità della vita nei pazienti con rinite allergica. Anche un altro studio pubblicato recentemente ha evidenziato un miglioramento dei sintomi e della qualità di vita dei pazienti che hanno fatto uso di probiotici.

Faringiti e tonsilliti

Se avete dei bambini costretti a stare spesso a casa dall'asilo o da scuola per via di faringiti e tonsilliti, allora i probiotici possono esservi di grande aiuto. L'assunzione di probiotici, secondo uno studio dell'Università Tor Vergata di Roma e dell'Università di Bari, sarebbe infatti particolarmente utile per prevenire e ridurre le delle vie respiratorie. Questo perché esiste anche un microbiota del cavo orale e se non è in equilibrio è più facile che i batteri cattivi attacchino le vie aree causando un'infiammazione.

Come scegliere il ceppo giusto?

In commercio oggi è possibile trovare tantissimi prodotti contenenti microrganismi probiotici, sia sotto forma di alimenti che di integratori, e scegliere il ceppo più adatto alle vostre esigenze potrebbe non essere proprio semplice. I diversi ceppi di batteri buoni esercitano ognuno un'azione specifica, ad esempio:

  •  il Lactobacillus Reuteri, è utile per le dissenterie di origine virale, ma secondo alcuni recenti studi potrebbe essere d'aiuto per alleviare le coliche gassose nel neonato;
  •  il Lactobaillus Casei infantis oppure il Johnsonii, possono essere utili in particolare se il bambino soffre di stipsi;
  • il Lactobacillus crispatus M247, utile per ristabilire e mantenere l'equilibrio della flora batterica (microbiota) della donna. Questo batterio "buono" instaura un'efficace barriera contro i patogeni e ne inibisce la crescita;
  • lo Streptococcus salivarius K12 è in grado di limitare la crescita di batteri patogeni responsabili di infezioni faringo-tonsillari. Secondo alcuni recenti studi, tra cui uno condotto da un team di ricerca dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, è utile nel prevenire gli episodi ricorrenti di faringite e tonsillite nei bambini, limitando così anche il ricorso a farmaci (antibiotici);
  • Lo Streptococcus salivarius M18 che, insieme al ceppo K12, ha dato buoni risultati nel contrastare l'alitosi.

Il consiglio migliore è sempre quello di farsi aiutare dal proprio medico, dal pediatra o dal farmacista. Anche perché i probiotici vanno scelti sulla base delle evidenze scientifiche.

Sì ai probiotici, ma senza dimenticarsi dell’alimentazione

I probiotici possono essere d'aiuto in tante situazioni, soprattutto se si hanno bimbi che si ammalano molto spesso. Non bisogna però dimenticare che per mantenere in equilibrio il nostro microbiota, è necessario fare seguire ai bambini, fin dalla tenera età, un'alimentazione sana, varia ed equilibrata. Significa che a tavola non dovrà mai mancare una buona dose di fibre che, oltre a svolgere un importante ruolo di 'spazzini' di scorie nell'intestino, aiutano la nostra flora batterica e ci proteggono da numerose patologie.

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