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Quando fare la prima visita oculistica?

di Rosy Maderloni - 24.11.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Quando fare la prima visita oculistica: indicazioni ministeriali e quando occorre anticipare il primo controllo della vista

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Quando fare la prima visita oculistica?

Non di rado capita che siano le insegnanti della scuola dell'Infanzia, se non più in là durante il ciclo della primaria, a segnalare qualche comportamento associabile a difetto della vista e consigliare ai genitori di approfondire con un professionista. Ma se così non fosse? Quando fare la prima visita oculistica del proprio bambino in assenza di sintomi specifici? Risponde Claudia Sciarrotta, pediatra ospedaliera presente su Instagram con una pagina dedicata alla divulgazione sulla salute e benessere del bambino.

Quando portare il bambino dall'oculista?

"L'indicazione Ministeriale (Piano Nazionale Prevenzione, Salute visiva 2014-2018, cui rimanda anche l'ultimo piano del 2020-2025) è di eseguire la prima visita oculistica all'età di 3 anni – chiarisce la pediatra -.Per alcune categorie è però opportuno anticipare la visita oculistica al primo anno.

In particolare:

  • per i pretermine il rischio di sviluppare difetti visivi e strabismo è maggiore rispetto ai nati a termine: tra le patologie potenzialmente connesse alla nascita prima del termine di gravidanza non dimentichiamo la retinopatia del prematuro.

  • Necessitano di una visita specialistica entro l'anno di età anche i figli di madri che hanno contratto malattie infettive durante la gravidanza potenzialmente trasmissibili al feto ed eventualmente suscettibili di danneggiamento della capacità visiva, quali la toxoplasmosi o la rosolia.

  • Infine, saranno sottoposti a visita nel primo anno anche i bambini con familiarità per patologie ereditarie e quelli che presentano strabismo o anomalie nei movimenti oculari che possano associarsi a difetti di refrazione. 

Quando non già sottoposti a visita, risulta imprescindibile la valutazione oculistica a 5 anni per anticipare il ciclo scolastico e le difficoltà nell'apprendimento della lettura e scrittura conseguenti i deficit visivi non identificati e per effettuare eventuale diagnosi precoce di ambliopia (detta anche "occhio pigro"). L'ambliopia ogni anno colpisce mediamente il 3,5% dei nuovi nati, rischiando di portare a cecità monoculare ed è una patologia curabile!".

Come capire se il bambino ha bisogno di una visita oculistica?

Come capire se il bambino ha bisogno di una visita oculistica o che siamo in presenza di un problema della vista? 

Già in età prescolare, e dunque prima che il bambino sia in grado di leggere da solo, è possibile osservare segnali che facciano pensare che occorra approfondire con uno specialista eventuali disturbi o difetti della vista.

"I segni che vengono identificati dal genitore e che costituiscono indicatori della necessità di una visita oculistica sono:

  • anomalie anatomiche dell'occhio (ptosi palpebrale, asimmetria degli occhi o delle pupille);

  • comportamenti anomali (avvicinarsi molto alla televisione, ai libri da osservare, una postura scorretta del capo - torcicollo, inclinazione del capo);

  • difficoltà nel riconoscere i colori;

  • eventi acuti (previa valutazione del curante, come arrossamenti, secrezioni abbondanti, prurito);

  • ammiccamenti frequenti, fastidio all'esposizione alla luce.

  • Dopo i 4 anni circa (dipende molto dal bambino) si può anche valutare se riferisca spesso cefalea.

Il passaggio di mediazione da parte del medico pediatra è sempre consigliabile: il pediatra di fiducia è informato sulle condizioni cliniche del bambino e può in alcuni casi evitare consulti specialistici inutili ma, allo stesso tempo, identificare precocemente condizioni potenzialmente problematiche da indirizzare all'oculista". 

Cosa si valuta nel corso della prima visita oculistica?

Cosa si valuta nel corso della prima visita oculistica?

"Normalmente all'inizio della prima visita dall'oculista si effettua un breve screening ortottico per valutare la presenza di eventuali strabismi o anomalie della motilità dell'occhio – spiega Sciarrotta -. L'esame della vista include la visita del segmento anteriore dell'occhio, l'esame del fondo oculare, l'esame della refrazione in cicloplegia (dopo l'applicazione di apposite gocce oculari). Si potrà riconoscere se c'è una difficoltà nella visione dei colori, usando delle tavole colorate, evocare i riflessi oculari, valutare il campo visivo, ossia l'ampiezza e la capacità di acquisire le immagini laterali del campo visivo".

E' il pediatra a segnalare quando è opportuno effettuare una prima visita oculistica?

E' il pediatra a segnalare quando è opportuno effettuare una prima visita oculistica?

"Il pediatra effettua nel corso dei suoi controlli delle valutazioni specifiche e limitate riguardo la vista che devono essere supportate ed adeguatamente orientate da parte dello specialista oculista secondo i controlli programmati o necessari – precisa Sciarrotta -. Il pediatra può occuparsi

  • della valutazione del Riflesso Rosso per escludere o porre il sospetto di cataratta congenita, retinoblastoma, distacco di retina o glaucoma comunque con rivalutazione ed eventuale diagnosi oculistica; 

  • può evocare i riflessi oculari, controllare la corretta motilità oculare (Boel test tra 3 e 6 mesi, in cui si valuta come il bimbo segua con gli occhi lo stimolo proposto); 

  • proporre un test per sondare la visione stereoscopica delle immagini. "(Stereo-test di Lang tra 7 e 9 mesi: si mostrano in ambulatorio delle immagini che consentono di porre il sospetto di alterata visione binoculare)";

  • valutare l'acuità visiva quando il paziente sarà collaborante.

Il pediatra riveste però principalmente il ruolo di sorvegliante nei confronti della salute del bambino e il modo più efficace di attuare un controllo delle patologie in età pediatrica, ma anche più avanti, è la prevenzione. Per tale motivo il pediatra di famiglia si assicura, riferendosi al Piano nazionale di prevenzione e ai Bilanci di salute, che le valutazioni oculistiche vengano effettuate nei tempi opportuni. Se nel corso delle visite programmate insorgessero nuovi criteri di indicazione o se i genitori portassero alla sua attenzione elementi di preoccupazione, sarà anticipato il controllo previsto. Le visite oculistiche non presentano limiti di età (molti aspetti sono valutabili già nei primi giorni di vita), non creano danni, non hanno controindicazioni e se i bimbi le vivono come un gioco grazie a un atteggiamento costruttivo della famiglia la visita sarà un'opportunità per anticipare la presa in carico da un collega che li accompagnerà nella loro crescita secondo un follow-up cadenzato ogni 1-2 anni".

L'intervistata

L'intervistata è Claudia Sciarrotta, pediatra ospedaliera presente su Instagram con una pagina dedicata alla divulgazione sulla salute e benessere del bambino.

 

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