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I raffreddori dell'infanzia non rendono immuni al Coronavirus

di Elena Berti - 28.03.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Un nuovo studio boccia l'ipotesi che i raffreddori dell'infanzia proteggano dal Coronavirus. Addio alla possibilità di immunità incrociata

Nei primi tempi della pandemia si pensava che i bambini venissero meno contagiati, anche se si era subito chiuso le scuole e impedire loro praticamente di uscire di casa. Sicuramente i sintomi dei più piccoli erano generalmente più lievi, ma quel che si è creduto in un primo momento, e cioè che essere soggetti a numerosi raffreddori potesse creare una certa immunità, è stato poi smentito dalla scienza e anzi, come si è visto, alcune varianti sono molto più contagiose tra i bambini. 

Vediamo quindi perché i raffreddori dell'infanzia non proteggono dal Covid-19.

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Cosa sono i raffreddori dell'infanzia

Ma cosa sono esattamente i raffreddori dell'infanzia? Molti genitori credono che basti un colpo di vento, o che non asciugare completamente i capelli possa avere conseguenze sulla salute tanto da portare raffreddore, febbre e tosse. In realtà il raffreddore è dovuto a virus, perciò si tratta di una malattia trasmissibile che tra i bambini gira molto facilmente. I bambini hanno già difese immunitarie più basse, inoltre colpi di freddo, sbalzi di temperatura, sudore e altri fattori sono davvero coinvolti perché abbassano ulteriormente le difese, perché il corpo per regolare la temperatura si espone di più a virus e batteri

Nei bambini i raffreddori sono molto frequenti perché, vivendo in collettività e scambiandosi spesso giochi e altro, i virus circolano più facilmente.

I raffreddori dell'infanzia come immunità

Proprio per il continuo contagio a raffreddori comuni, si era ipotizzato che i bambini, soprattutto quelli spesso malati nei primi anni di vita, potessero essere immuni al Covid. Uno studio del 2021 ha cercato di fare chiarezza su questo punto, andando ad analizzare le cartelle cliniche di diversi pazienti che, in passato, erano stati infettati da altri coronavirus, tipicamente stagionali e con conseguenze lievi. È stato quindi dimostrato che non c'è alcun collegamento tra il fatto di non contagiarsi e il fatto di aver già essere stati esposti a questo genere di virus in passato: chi ha preso raffreddori riconducibili a coronavirus diversi può benissimo reinfettarsi col Covid-19. 

L'unica differenza, secondo lo studio pubblicato su Cell nel febbraio 2021, è che si hanno più probabilità di avere una malattia da Covid-19 in forma lieve se si è avuto altri coronavirus in passato. 

Perché i bambini prendono il Covid in maniera leggera?

Uno studio più recente, invece, ha dato risposte più concrete sul perché i bambini hanno, in stragrande maggioranza, forme lievi di infezione da Covid-19. Inizialmente si è discusso molto del fatto che i bambini non hanno problemi di salute tali da non essere in pericolo se contraggono il virus, ma in realtà il vero motivo sembra essere un'innata risposta immunitaria all'infezione da Covid non presente negli adulti. 

Questo però non esclude la possibilità di conseguenze gravi, soprattutto nel lungo periodo, e soprattutto non esclude la cosiddetta Sindrome infiammatoria multisistemica, che è proprio una risposta del sistema immunitario eccessiva che causa infiammazione a organi che non sono i polmoni, come il cuore, l'apparato circolatio e quello gastro-intestinale. 

Per questo, anche se i bambini non sono immuni al Covid perché prendono spesso il raffreddore dell'infanzia ma perché avrebbero una risposta immunitaria innata, è bene ricordare che l'unico modo per proteggersi dalle forme gravi di infezione è il vaccino, ormai disponibile anche per la fascia 5-11 anni

Aggiornato il 22.02.2021

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