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Il respiro veloce nei bambini: perché succede e quando preoccuparsi

di Francesca De Ruvo - 03.03.2021 - Scrivici

respiro
Fonte: Shutterstock
Quando il bambino ha la febbre è normale che la frequenza respiratoria aumenti leggermente. Se però il respiro diventa troppo affannoso, meglio contattare il pediatra  

Respiro veloce nei bambini

Il respiro, se sappiamo come interpretarlo, può fornirci informazioni davvero utili sullo stato di salute dei bambini. Ad esempio, quando la temperatura corporea sale, aumenta leggermente anche la frequenza respiratoria e lo si nota dal fatto che il bambino respira un po' più velocemente del solito, si tratta di una condizione fisiologica. Ma come devono comportarsi i genitori quando il respiro diventa troppo affannoso? Oppure quando il bambino respira in modo rumoroso? Lo abbiamo chiesto al dott. Alberto Ferrando, pediatra di famiglia, presidente dell'Associazione pediatri liguri e autore del libro Come nutrire mio figlio

In questo articolo

Il respiro del bambino

I bambini, soprattutto quelli più piccoli, hanno una frequenza respiratoria maggiore rispetto a quella degli adulti per via delle caratteristiche anatomiche e fisiologiche differenti. La loro frequenza respiratoria normale a riposo dovrebbe essere:

  • da 30 a 60 atti respiratori al minuto nei neonati;
  • da 20 a 30 atti respiratori al minuto nei bambini,

Se il bambino piange, è agitato o ha la febbre questi valori vanno aumentati di circa 10 respiri al minuto.

Secondo le indicazioni della Società Italiana di Medicina di Emergenza e della Società Italiana di Pediatria siamo invece di fronte a un respiro troppo veloce quando misuriamo:

  • più di 60 respiri al minuto in un bambino che ha meno di 2 mesi;
  • più di 50 respiri al minuto in un bambino che ha un'età compresa fra i 2 e i 12 mesi;
  • più di 40 respiri al minuto in un bambino che ha da 1 a 5 anni;
  • più di 30 respiri al minuto in un bambino che ha dai 6 ai 12 anni;
  • più di 20 respiri al minuto in un bambino che ha più di 12 anni.

La frequenza respiratoria può essere misurata grazie all'uso di un saturimetro oppure con altro metodo abbastanza semplice, vediamo subito come si fa.

Come si misura la frequenza respiratoria

Per conoscere la frequenza respiratoria del bambino dobbiamo contare il numero di atti respiratori che compie in un minuto. L'atto respiratorio, composto da una fase inspiratoria e da una espiratoria, si misura con il bambino possibilmente a riposo:

  • si appoggia una mano sull'addome del piccolo all'altezza della bocca dello stomaco;
  • con l'altra mano tenete un orologio o il timer del cellulare;
  • contate un respiro ogni volta che il bambino solleva il torace, per un minuto;
  • si ripete la misurazione almeno per 3 volte.

Saper misurare la frequenza respiratoria è molto utile per i genitori, soprattutto per distinguere una situazione di normalità, ad esempio quando il bambino ha la febbre e quindi il respiro è leggermente più veloce, da situazioni più serie in cui potrebbe verificarsi una sofferenza respiratoria.

Il respiro veloce nel bambino: quando è normale

Nel bambino è normale e fisiologico osservare un leggero aumento della frequenza respiratoria quando:

  • il bambino ha fatto attività fisica, ha corso o ha saltato;
  • il bambino è stato allattato: il riempimento dello stomaco spinge in alto il diaframma e il bambino può avere una frequenza respiratoria aumentata;
  • il bambino ha la febbre.

Perché il respiro è più veloce quando il bambino ha la febbre?

"Quando il bambino ha la febbre la sua frequenza respiratoria tende ad aumentare leggermente, ma generalmente non c'è da preoccuparsi" spiega il dott. Ferrando. Infatti, nonostante la febbre sia causa di non poche preoccupazioni per i genitori, si tratta di un importantissimo meccanismo di difesa nei confronti di virus e batteri, segno che il corpo sta in qualche modo reagendo. Una volta che la febbre scende, anche grazie all'uso di antipiretici, anche la frequenza respiratoria del bambino dovrebbe tornare nella norma.

Cosa fare, però, se si nota che il respiro del bambino è troppo veloce e affannoso? La soluzione migliore è quella di contattare il pediatra, il quale probabilmente vi chiederà di misurare la frequenza respiratoria del bambino e di segnalare altri segni come tosse o un respiro rumoroso.

La sofferenza respiratoria nel bambino: i campanelli d’allarme

Uno dei primi segni della difficoltà a respirare (dispnea) è la sensazione di fame d'aria che viene descritta come l'incapacità di inspirare profondamente in modo corretto. A questo sintomo se ne accompagnano altri che possono variare a seconda dell'età del bambino, della causa scatenante (ne esistono molteplici) e della gravità della patologia:

  • respiro irregolare, veloce o particolarmente difficoltoso;
  • le ultime costole sono tirate indietro quando il bambino respira;
  • l'addome del bambino si muove più velocemente del solito;
  • il respiro diventa rumoroso;
  • le labbra diventano violacee.

 

In presenza di uno o più di questi sintomi è bene contattare il pediatra o, nel caso in cui le condizioni generali peggiorassero rapidamente, portare il bambino al Pronto Soccorso pediatrico.

Cosa possiamo capire grazie alle caratteristiche del respiro

La frequenza respiratoria, insieme al rumore e al ritmo del respiro possono essere indicatori di alcune patologie o problematiche nel bambino.

La frequenza del respiro

Abbiamo visto che i bambini, soprattutto quelli più piccoli, hanno una frequenza respiratoria aumentata rispetto agli adulti. "Se il genitore nota che il bambino ha il respiro accelerato, magari accompagnato da tosse o febbre, dovrebbe segnalarlo al pediatra" - spiega Ferrando. "Tra le varie cause di questa respirazione insolita potrebbe esserci una bronchite, una bronchiolite o un'infezione delle basse vie respiratorie come una polmonite o una broncopolmonite".

A volte, invece, il bambino respira male e ha una frequenza respiratoria aumentata semplicemente perché ha il raffreddore e il naso tappato. In questi casi il consiglio è quello di eseguire dei lavaggi nasali per liberare il naso del bambino e favorire la respirazione.

"Se il genitore ha dei dubbi - prosegue Ferrando - e il pediatra acconsente, potrebbe essere utile fare un video in cui si mostra come respira il bambino". In questo modo, il pediatra può valutare meglio la respirazione, osservare se il bambino respira di più con la pancia o con il torace e indirizzare la mamma o il papà sul comportamento da adottare. Grazie al video il pediatra può sentire se il respiro del suo piccolo paziente è rumoroso, un altro prezioso indizio sullo stato di salute.

Il rumore del respiro

Il rumore del respiro potrebbe essere causato dal naso tappato oppure da laringospasmo o da laringite. Come spiega il dott. Ferrando, "se il bambino fa rumore quando inspira, sembra in difficoltà quando entra l'aria e, soprattutto di notte, ha una tosse abbaiante, potrebbe trattarsi proprio di una forma di laringospasmo o di laringite". Grazie a una registrazione audio o video del bambino il pediatra potrebbe già essere in grado di capirlo.

"Un altro particolare caso di respiro rumoroso - prosegue Ferrando - si manifesta quando il bambino ha la pertosse. La pertosse è caratterizzata proprio da delle crisi di tosse molto forti, tanto che sembra quasi che si stia soffocando e quando riesce a respirare si sente un rumore tipo raglio". Anche in questo caso, se il pediatra è d'accordo, mandare un video in cui si mostra la crisi di tosse può indirizzare il pediatra verso una diagnosi.

Il ritmo del respiro

Infine, anche il ritmo del respiro è importante per capire se c'è qualcosa che non va. "Se i genitori notano che il bambino respira male quando è rilassato, nel senso che fa dei sospiri profondi e avverte una mancanza d'aria, mentre quando fa attività fisica e gioca respira normalmente, siamo di fronte a un possibile caso di dispnea psicogena". 

Si tratta di una situazione frequente nei bambini più grandicelli ed è la manifestazione di uno stato d'ansia o di uno stress eccessivo. "Quando la frequenza respiratoria è accelerata si produce una iperventilazione che determina un circolo vizioso perché l'ansia aumenta la frequenza del respiro e l'iperventilazione alimenta l'ansia" - spiega Ferrando. "Con l'iperventilazione i livelli di anidride carbonica nel sangue diminuiscono e questo crea una sintomatologia caratterizzata da confusione, giramenti di testa e debolezza, fino ad arrivare allo svenimento". Se il disturbo persiste possono essere utili delle tecniche di rilassamento e, in alcuni casi, una terapia psicologica.

Se il respiro del bambino è ansioso i genitori dovrebbero cercare di non parlarne troppo davanti a lui per non agitarlo ulteriormente. Nelle patologie di tipo psicosomatico la diagnosi è abbastanza agevole da fare e solitamente si tratta di situazioni transitorie. È importante scoprire cosa causa lo stato ansioso o di stress nel bambino per impostare la giusta terapia. Sicuramente con la pandemia questo tipo di disturbi sono aumentati o si sono accentuati.

Il bambino respira male: quali possono essere le cause?

Ricapitolando, la difficoltà a respirare può verificarsi in caso di:

Seppure più raramente, la difficoltà respiratoria potrebbe verificarsi anche in caso di infezione da Sars-Cov-2. La Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI), segnala infatti che "dei bambini sintomatici, prevalentemente di età prescolare, il 5% ha presentato difficoltà respiratoria con dispnea ed ipossiemia e di questi solo lo 0.6% è progredito verso una sindrome da distress respiratorio acuto". Nei bambini il Covid-19 interessa principalmente le alte vie aeree e non le basse vie come negli adulti.

Se il bambino respira male quando dorme

Capita a volte che il bambino respiri in modo particolare solo quando dorme. "Se durante il sonno il bambino ha un respiro veloce costante, è il caso di farlo visitare dal pediatra", spiega Ferrando. "Invece, se mentre dorme ha una respirazione orale, cioè solo con la bocca, potrebbe trattarsi delle apnee nel sonno".

Questo tipo di apnee si manifestano solo nel sonno e sono caratterizzate solitamente da russamento e da pause respiratorie, come se il bambino fosse in apnea. Possono essere accompagnate anche da sonno irregolare e agitato, incoordinazione dei movimenti di torace e addome e anche da episodi di cianosi, in cui il colorito della pelle diventa bluastro a causa all'inadeguata ossigenazione del sangue.

"In questi casi, il bambino deve essere valutato dal pediatra ed eventualmente da un otorino. Potrebbe essere utile sentire anche il parere di un ortodontista perché tra le cause di questa respirazione irregolare potrebbe esserci una malocclusione dentale" conclude il dott. Ferrando.

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