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Rhinovirus nei bambini: sintomi, prevenzione e cura

di Viola Stellati - 03.01.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I rhinovirus nei bambini sono i virus più responsabili di varie infezioni respiratorie: cosa c'è da sapere e come curare i nostri figli

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Rhinovirus nei bambini

Tra le infezioni più comuni alle vie respiratorie che possono avere i nostri figli c'è il raffreddore e, come si può leggere sul Manuale MSD, circa il 50% di tutte le forme di raffreddore è causato da uno dei più di 100 sierotipi di rhinovirus. Quando si parla di rhinovirus nei bambini, però, è più che normale che ci sia maggiore preoccupazione di quando sono gli adulti ad essere infetti. Ecco quali sono i sintomi, la cura e la prevenzione da mettere in atto.

Che cosa sono esattamente i rhinovirus

Con rhinovirus nei bambini, ma anche nei più grandi, si intendono gli agenti eziologici del raffreddore. Detto in parole più semplici, sono i virus più comuni che infettano l'uomo, ma purtroppo non sono gli unici: il raffreddore può anche essere causato da altri virus, come i coronavirus o gli adenovirus. Tuttavia, secondo gli studi condotti fino a questo momento, nella maggior parte dei casi sono proprio i rhinovirus a farci venire un fastidioso raffreddore.

I rhinovirus nei bambini hanno una frequenza più elevata di quella degli adulti: questi ultimi registrano 2-3 raffreddori all'anno, mentre i nostri figli dagli 8 ai 12 casi annuali.

Rhinovirus nei bambini: come avviene l’infezione

Il meccanismo di questi agenti eziologici è piuttosto semplice: il virus si deposita sulle mucose nasali subito dopo essere stato inoculato nel naso o sulle superfici congiuntivali.

Nella maggior parte dei casi, i rhinovirus nei bambini si diffondono quando entrano in contatto con le mani e con le secrezioni nasali di una persona infetta.

Ciò vuol dire che nel momento in cui il bambino porta le mani al naso, alla bocca o agli occhi, i virus si introducono nell'organismo e generano una nuova infezione. Tra le altre cose, i più piccoli sono più predisposti degli adulti in quanto le loro secrezioni nasali o respiratorie contengono più virus: la concentrazione elevata di virus, associata alla minore attenzione all'igiene, li rende più predisposti a diffondere l'infezione agli altri.

Da non sottovalutare, poi, il "potere" della scuola ma, come riportato dalla versione per i professionisti dei manuali MSD, altri fattori come prendere freddo, bagnarsi o affaticarsi, non provocano raffreddori o un aumento del rischio di infezione.

Quali sono i sintomi nei più piccoli

Sono tanti gli studi, tra cui quello condotto da Diane E Pappas e collaboratori, che dimostrano che i sintomi di rhinovirus nei bambini sono diversi rispetto a quelli degli adulti.

I nostri figli, infatti, manifestano:

  • tosse;
  • congestione nasale;
  • starnuti;
  • aumento delle secrezioni;
  • talvolta febbre.

Ma non solo, la durata dei segni e sintomi è maggiore per i bambini: il 70% continua ad avere manifestazioni cliniche anche a 10 giorni dall'infezione.

I rhinovirus possono inoltre peggiorare alcune condizioni respiratorie preesistenti come l'asma, sia nei bambini che negli adulti.

Rhinovirus nei bambini: cura e prevenzione

La prima cosa da fare è senza ombra di dubbio e parlare con il proprio medico. Oltre a questo, soprattutto nei neonati e bambini molto piccoli, è importante tenere pulito il nasino tramite soluzione fisiologica, acqua di mare sterilizzata o acqua termale.

Il pediatra potrebbe suggerire anche di fare aerosol con soluzione fisiologica e senza l'aggiunta di farmaci. Questi ultimi infatti, devono necessariamente essere prescritti dal dottore e in base a determinate condizioni. Il Paracetamolo, per esempio, va utilizzato solo se c'è febbre che supera i 38-38,5°, oppure nel caso in cui il bambino lamenti dolori articolari, mal di testa, eccessivo nervosismo e insofferenza.

Ma la cosa fondamentale quando si parla di rhinovirus nei bambini rimane comunque la prevenzione. Fermo restando che è importante che frequentino la scuola per la loro crescita e per lo sviluppo, è necessario aiutarli a lavarsi bene le mani dopo il contatto con persone infette e dopo essere stati in luoghi pubblici; evitare il contatto con chi mostra i sintomi; non fargli toccare la bocca o gli occhi senza essersi lavati le mani.

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