Home Bambino Salute

L'importanza della routine nei bambini atopici

di Angela Bisceglia - 26.01.2021 - Scrivici

routine-dermatite
Fonte: shutterstock
I gesti quotidiani che possono alleviare i disturbi, le precauzioni da adottare per evitare di irritare la sua pelle delicata, gli accorgimenti per rasserenare il bambino: la gestione della dermatite atopica passa da una buona routine!

Avere un bambino con la dermatite atopica può essere impegnativo, per il bambino innanzitutto ma anche per i genitori: trattandosi di una patologia cronica ad andamento recidivante, durante l'infanzia si può assistere a fasi in cui la pelle non dà alcun problema, ma anche a fasi acute, in cui l'eczema provoca irritazione e prurito intensi, che causano nervosismo al bambino e interferiscono con il suo riposo notturno.

Una corretta gestione della dermatite atopica consente di alleviare i fastidi del piccolo, prevenire riacutizzazioni o allungare gli intervalli di benessere per la sua pelle. E riportare serenità in famiglia. Ecco tutte le attenzioni quotidiane che possono far bene ad un bambino atopico e gli accorgimenti utili da adottare.

Conoscere la dermatite atopica

La dermatite atopica è la malattia infiammatoria cutanea cronica più frequente dell'pediatrica (ne soffre circa il 10-20% dei bambini nei Paesi occidentali), caratterizzata da arrossamento, comparsa di vescicole e prurito, in zone diverse a seconda dell'età del bambino e dell'entità del disturbo. La pelle è generalmente secca e molto sensibile a vari agenti irritanti presenti nell'ambiente. Le cause della dermatite atopica non sono del tutto note, ma di certo vi è una predisposizione genetica ed una maggiore fragilità della barriera cutanea.

Interpellare il medico

La dermatite atopica può presentarsi con caratteristiche diverse, a seconda dell'età e della predisposizione individuale, e non esiste una terapia unica e risolutiva per tutti i bambini o per tutte le fasi della patologia. Per questo è un disturbo che può mettere a dura prova i genitori, che spesso si lamentano del fatto di aver provato vari rimedi senza arrivare ad una soluzione. E si sentono soli e impotenti di fronte ad un problema che non sanno come gestire. Per una corretta gestione della dermatite,  il primo passo da fare è rivolgersi al medico (pediatra o dermatologo), che innanzitutto verificherà che si tratti effettivamente di dermatite atopica e poi, a seconda dell'entità e localizzazione delle lesioni e dei fastidi avvertiti dal bambino, potrà consigliare l'approccio più corretto.

Idratare, idratare, idratare

Per migliorare la cute e lenire le irritazioni, in qualunque fase della malattia è importante mantenere la pelle ben idratata. "La pelle di un bambino atopico è più secca rispetto ad una cute normale, per questo è fondamentale garantirle sempre il giusto nutrimento, applicando con costanza creme specifiche, non solo nelle zone dove tende a comparire l'eczema, ma su tutta la pelle del viso e del corpo" spiega Annalisa Patrizi, Professore Ordinario in Dermatologia presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna – Policlinico S. Orsola-Malpighi. "Un gesto che andrebbe ripetuto anche due volte al giorno e che per questo può risultare piuttosto noioso per il bambino, ma è un piccolo sacrificio che può aiutare efficacemente ad alleviare il prurito, attenuare l'infiammazione e rinforzare la barriera cutanea. Al giorno d'oggi infatti le creme sono studiate con molta attenzione per riprodurre nella loro formulazione la composizione dei grassi cutanei".

Usare farmaci, se necessari

Nelle fasi acute della dermatite atopica alla crema idratante andrà abbinato un farmaco antinfiammatorio: in genere vengono prescritte pomate cortisoniche, che vanno applicate alla sera, dapprima quotidianamente, poi diradando le applicazioni fino ad arrivare ad una terapia di mantenimento con 1-2 applicazioni alla settimana. Spesso i genitori hanno timori ad usare prodotti a base di cortisone: "Se viene usato correttamente, seguendo le indicazioni mediche, il cortisonico ad uso topico non causa alcun problema" tranquillizza la dermatologa "soprattutto se si adoperano cortisonici di ultima generazione, come il mometasone, il metilprednisolone o il fluticasone propionato che, oltre ad essere  molto efficaci, sono scarsissimamente assorbiti e non provocano il cosiddetto effetto rebound, ossia il rischio che dopo la sospensione la dermatite possa peggiorare. In alternativa al cortisone, il dermatologo potrà valutare l'opportunità di prescrivere altri farmaci antinfiammatori, come gli inibitori topici della calcineurina".

Comprendere il disagio, anche psicologico, del bambino

La dermatite atopica può arrecare molto disagio al bambino: il prurito intenso lo spinge a grattarsi, sia di giorno che di notte, peggiorando le lesioni e aumentando lo stimolo a grattarsi, in un circolo vizioso che rende ancor più nervoso il bambino, che sembra non trovare sollievo in alcun modo. Al fastidio fisico si aggiunge il disagio di tipo psicologico, perché soprattutto i più grandicelli si vergognano della loro pelle, specie di fronte ai coetanei.

Trasmettere serenità al bambino

La dermatite atopica non è una malattia psicosomatica, tuttavia può risentire dello stato emotivo del bambino, che può far aumentare la percezione del prurito. Per questo è importante da parte del genitore non rimproverare il figlio se appare irrequieto o non dorme la notte, non mostrarsi in apprensione per le sue condizioni, ma mostrare di avere a cuore il suo problema e infondergli la fiducia che si è sulla buona strada per tenere il fastidio sotto controllo.

Per un bambino leggere la tranquillità negli occhi del genitore è il primo rimedio per tranquillizzarsi!

Adottare tecniche di distrazione

Gli esperti dell'UOC di Dermatologia dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma hanno messo a punto una guida in cui illustrano alcune tecniche non farmacologiche utili a facilitare la gestione e il controllo delle sensazioni spiacevoli legate alle medicazioni e al prurito. Strategie che hanno lo scopo di distogliere il bambino dal suo problema, spostando la sua attenzione su qualcosa di piacevole e coinvolgente, soprattutto nei momenti in cui il prurito è particolarmente insopportabile.

A seconda dell'età, ci sono ad esempio tecniche di respirazione, visualizzazione, distrazione, rilassamento, meditazione. Sempre in forma giocosa e divertente!

Coinvolgerlo nell'applicazione delle creme

Sempre gli esperti del Bambin Gesù suggeriscono di provare a coinvolgere il bambino, a partire dai 5 anni circa, nell'applicazione delle creme: si può cominciare a dargli una piccola quantità di crema tra le dita, in modo che ne sperimenti le sensazioni tattili o che provi a 'medicare' il suo bambolotto, fino a fargliene spalmare un po' sulle proprie lesioni: il fatto stesso di partecipare attivamente alle procedure, lo distrae dal fastidio, facendolo concentrare invece sull'azione da compiere. In più, prova la soddisfazione di sentirsi  trattato 'da grande'!

Approfittare dell'applicazione della crema per coccolarsi

Alla lunga, il bambino potrebbe mostrarsi un po' riottoso all'idea di dover applicare tutti i giorni la crema e potrebbe concepire questo gesto come qualcosa di punitivo. In tal caso è bene spiegargli che la crema non è una punizione ma che è una routine indispensabile per farlo stare meglio. Anzi, visto che ripetuta fatta tutti i giorni, può diventare un piacevole 'appuntamento' fisso, in cui mamma o papà sono a sua completa disposizione, per fargli un bel massaggio rilassante e per scambiarsi le coccole!  

Evitare l'esposizione a sostanze irritanti

I bambini con dermatite atopica hanno una barriera cutanea meno efficiente di fronte all'aggressione di agenti esterni, per questo bisognerebbe evitare di esporlo a sostanze che possono irritare la sua cute sensibile.

"In casa, ad esempio, limitiamo l'esposizione alla polvere, usando per il suo letto copricuscini e coprimaterassi antiacaro ed eliminando tappeti, imbottiture e peluche" consiglia la prof.ssa Patrizi.
"Evitiamo di far praticare attività fisica ai bambini in luoghi dove c'è terriccio o erba alta, che, correndo e saltando, fanno sollevare polvere e pollini che vanno a depositarsi sulla cute e la irritano, a maggior ragione se è sudata".
Per l'abbigliamento, scegliere capi morbidi in fibre naturali, come il cotone, perché lo sfregamento dei vestiti sulla pelle può essere un fattore scatenante dell'eczema. "Allo stesso modo, quando teniamo il bambino in braccio, evitiamo noi genitori per primi di indossare maglie di lana o altro tessuto irritante" aggiunge la dermatologa. E cerchiamo di non coprirlo troppo, perché il sudore peggiora l'eczema.
Per il bucato, laviamo tutti i capi di abbigliamento nuovi prima di farli indossare al bambino, avendo cura di non eccedere con l'uso di detersivi e di sciacquarli accuratamente.

Portarli al mare in estate

"Si è visto che l'esposizione al sole del clima estivo ed i bagni in mare hanno un effetto molto benefico sulle pelli atopiche, per questo, se possibile, cerchiamo di far trascorrere al bambino lunghi periodi in una località di mare" evidenzia Annalisa Patrizi. "L'importante è la malattia sia in una fase di remissione e sulla pelle non vi siano lesioni. A questo scopo è consigliabile fare una terapia farmacologica con prodotti antinfiammatori prima di partire, in modo che nel periodo della vacanza la sua pelle sia sana. E possa godere di tutti i benefici del clima marino senza inconvenienti".     

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli