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Scabbia nei bambini: cosa sapere e come si cura

di Simona Bianchi - 20.07.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La scabbia è una malattia infettiva della cute ed è molto contagiosa. Come si può prevenire, quali sono le cause e i sintomi

In questo articolo

Scabbia nei bambini: cosa sapere

La scabbia è una malattia infettiva della cute che può essere facilmente trasmessa da una persona all'altra tramite il contatto fisico diretto. Il fattore di rischio principale è rappresentato proprio dalla vicinanza con soggetti infettati. Il contagio può spesso avvenire per esempio tra i componenti di una stessa famiglia, tra persone che condividono lo stesso letto, e in tutte le condizioni di affollamento come nelle scuole, nei centri di accoglienza, nelle caserme e nelle case di riposo. Sono necessari dai 15 ai 20 minuti di contatto perché si verifichi la trasmissione e chiunque può essere contagiato, anche chi vive in condizioni igieniche ottimali.

Il periodo di incubazione è 3-6 settimane circa e durante questo periodo il soggetto è già in grado di trasmettere la malattia. La malattia è abbastanza diffusa anche in età pediatrica. Nel lattante e nella prima infanzia le regioni cutanee principalmente interessate sono:

  • le grandi pieghe (ascellari, inguinali, interglutee e dei polsi)
  • le pieghe interdigitali
  • le pieghe retroauricolari
  • i genitali
  • il palmo della mano
  • la pianta dei piedi
  • il volto (che è generalmente risparmiato nell'adulto).

Quali sono le cause della scabbia

La scabbia è dovuta all'infestazione di un piccolo acaro, il Sarcoptes scabiei hominis. Si tratta di un parassita obbligato, cioè non in grado di sopravvivere per poco tempo (massimo 1-2 giorni) al di fuori del suo ospite naturale, l'uomo. Gli acari si accoppiano sulla superfice della pelle e, a seguito della fecondazione, le femmine scavano dei cunicoli per deporre le uova. Le larve si schiudono dopo 3-4 giorni e, dal momento della deposizione delle uova, il tempo necessario al raggiungimento dello stato di acaro adulto è di 10-13 giorni per un ciclo di vita totale di 4-6 settimane.

I sintomi della scabbia

Il prurito è il principale sintomo della scabbia ed è prevalentemente notturno, Inizialmente può essere localizzato tra le dita delle mani e ai glutei, per poi divenire diffuso.

Altre manifestazioni della malattia sono:

  • eruzioni cutanee: come (papule), cunicoli, piccole raccolte di pus (pustole), noduli e lesioni da grattamento
  • lesioni cutanee: si tratta di ferite vagamente lineri di colore rosso-brunastro, a decorso tortuoso, lunghe qualche millimetro, che corrispondono al percorso scavato dall'acaro femmina nella cute per deporre le uova
  • lesioni da grattamento: si presentano sotto forma di squame o croste e si trovano prevalentemente a livello degli spazi tra le dita delle mani e dei piedi, sulla superficie flessoria dei polsi e dei gomiti, in regione ascellare, glutea e genitale
  • lesioni nodulari (noduli) che possono persistere anche dopo la terapia
  • sovrainfezioni batteriche come l'impetigine nelle zone cutanee che subiscono lesioni da grattamento

Nel neonato la scabbia si presenta prevalentemente con pustole al palmo delle mani e sulle piante dei piedi, talvolta con noduli sparsi sul tronco prevalentemente alle pieghe ascellari.

Come si fa la diagnosi e come si cura

La scabbia viene individuata attraverso una visita dal pediatra o dal dermatologo e la diagnosi viene confermata al microscopio ottico che mostrerà la presenza dell'acaro, delle uova e/o delle feci. Per curare la malattia si usano creme scabiacide specifiche da applicare su tutto il corpo secondo le indicazioni fornite dal medico e secondo cicli ben stabiliti. Anche gli oggetti personali come gli asciugamani, i vestiti e le lenzuola devono essere lavati con acqua calda o isolati per almeno 3 giorni. Spesso viene consigliato di ripetere il lavaggio dell'ambiente a distanza di 7 giorni, per agire su possibili uova rimaste vive

Come prevenire la scabbia

Per evitare la diffusione della scabbia, quando un caso viene diagnosticato si deve cercare di evitare il contatto diretto dell'infetto con altre persone. È opportuno sottoporre a trattamento tutti i familiari e tutti coloro che hanno avuto contatti prolungati con il paziente, anche se non presentano i sintomi e procedere a una accurata pulizia di indumenti e ambiente.

Il bambino contagiato non deve rientrare a scuola fino a 24 re dopo il trattamento specifico. L'ospedale Bambino Gesù segnala, come azioni preventive in caso di contatto con una persona malata di scabbia, consiglia di:

  • Effettuare il trattamento preventivo consigliato dal medico
  • Sostituire la biancheria personale, le lenzuola, le federe e gli asciugamani
  • Lavare la biancheria in lavatrice a temperatura superiore ai 60°C
  • Porre in un sacco impermeabile tutto ciò che non è lavabile ad alte temperature lasciarlo chiuso per almeno 48 ore e poi esporlo all'aria. L'acaro non può sopravvivere a lungo lontano dalla pelle umana.

FONTI:

Scabbia

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