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Linarolo: un sindaco del Pavese chiude le scuole e lancia un appello ai genitori

di Penelope Greco - 02.03.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Paolo Fraschini, primo cittadino di Linarolo, chiude le scuole elementari e medie e lancia un appello ai genitori chiedendo aiuto proprio a loro

 "I casi Covid erano in quattro o cinque classi diverse e quindi ho firmato l'ordinanza per la chiusura". Così racconta Paolo Fraschini, primo cittadino di Linarolo, nel Pavese, che ha deciso di chiudere elementari e medie. C'erano troppi casi positivi in classe e si è visto costretto a firmare il provvedimento. "In pochi giorni ci siamo ritrovati con 64 bambini in quarantena, anche se a scuola siamo attentissimi e adottiamo regole molto rigide per tutelare gli studenti - sottolinea Chiara Fossati, l'insegnante che riveste il ruolo di referente Covid per l'istituto comprensivo di Belgioioso, che comprende Linarolo - Non si può pretendere che bambini e ragazzi comprendano appieno la situazione in cui ci troviamo, quindi è fondamentale il contributo delle famiglie. Non è sbagliato in sé permettere loro di uscire, ma devono capire che se non rispettano le regole mettono a rischio se stessi e gli altri".

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Linarolo chiude le scuole per precauzione

Negli ultimi giorni sono stati registrati un incremento di casi anche a Mede e Casorate, quindi solo didattica a distanza per gli alunni di elementari e medie. Per ora le scuole di Linarolo saranno chiuse fino all'8 marzo. 

"Chiedo ai genitori di controllare anche le uscite e ciò che fanno i propri figli durante il pomeriggio. Capisco che può non essere facile, ma è sicuramente importante per la salute di tutti"scrive così il sindaco di Linarolo. "Prendere una decisione del genere è sempre difficile, perché so quanti disagi la chiusura della scuola comporti per le famiglie. Quindi a maggior ragione non voglio che questo provvedimento sia vanificato da atteggiamenti irresponsabili. Sono stato ragazzo anch'io e comprendo il desiderio di socialità dei giovani, ma girare per il paese in gruppi di 10 o 15 persone senza mascherine e distanziamento è pericoloso per tutti".

Lombardia in zona arancione

L'abbiamo visto tutti il video dei ragazzi intenti a ballare e chiacchierare in Darsena, a Milano. Complici le belle giornate del weekend e il ritorno a zona arancione della Lombardia, i giovani si sono riversati in strada per poter stare insieme. Ma questo non è il momento per abbassare la guardia. I numeri stanno salendo, l'indice di positività anche. In particolare la variante inglese provocherebbe già oltre la metà dei casi, in base agli ultimi dati raccolti dalle Regioni e elaborati dall'Istituto superiore di sanità. E così le scuole chiudono in oltre 250 comuni e 8 province diventano arancione scuro. Da mercoledì il provvedimento riguarderà tutto il Comasco, i cittadini di Viadana, Pomponesco, Gazzuolo, Commessaggio, Dosolo, Suzzara, Gonzaga, Pegognaga, Moglia, Quistello, San Giacomo delle Segnate, San Benedetto Po, Asola, Castelgoffredo, Casaloldo, Medole, Casalmoro, Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova; Spinadesco, Castelverde, Pozzaglio ed Uniti, Corte dei Frati, Corte de' Cortesi con Cignone, Spineda, Bordolano e Olmeneta in provincia di Cremona (capoluogo compreso); Casorate Primo, Trovo, Trivolzio, Rognano, Giussago, Zeccone, Siziano, Battuda, Bereguardo, Borgarello, Zerbolò, Vidigulfo (nel Pavese). La stretta non risparmia il Milanese. Coinvolti Motta Visconti, Besate, Binasco, Truccazzano, Melzo, Liscate, Pozzuolo Martesana, Vignate, Rodano, Casarile. Bollate, Viggiù (Varese) e Mede (Pavia) da rosse «sbiadiscono» in arancio scuro. A queste realtà si aggiungono la provincia di Brescia, otto Comuni della Bergamasca e Soncino (Cremona) per cui l'arancione rafforzato scattato la settimana scorsa viene prolungato di sette giorni. Quindi scuole chiuse ad eccezione dei nidi e il divieto di raggiungere le seconde case.

Allarme giovani

Walter Bergamaschi, direttore generale dell'Ats di Milano, ne ha parlato a Sky Tg24: "La situazione soprattutto all'interno delle scuole è preoccupante, dove abbiamo il 33 per cento di casi in aumento in una settimana". Nella settimana dal 15 al 22 febbraio la fascia d'età 15-19 anni ha l'incidenza più alta di contagi. Se ne contano 181 ogni centomila abitanti, contro i 138 dei sette giorni precedenti. Un altro grafico mostra che la quota di under 18 infettati dal virus è in risalita, mentre quella degli over 65 si sta stabilizzando.

Fonti articolo: ansa, Sky Tg24, Regione Lombardia

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