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Streptococco nei bambini: e se non c'è la febbre?

di Ines Delio - 29.02.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Streptococco nei bambini senza febbre o mal di gola? I sintomi a cui prestare attenzione e cosa succede se sono portatori sani del batterio

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Streptococco nei bambini senza febbre

Con la stagione fredda sono arrivate anche le infezioni da Streptococco del gruppo A nei bambini sotto i dieci ann. Questo batterio è tornato a colpire la fascia d'età scolare e pre scolare anche in Italia, generando grande preoccupazione nei genitori. È, però, possibile che alcune persone che ne sono affette non mostrino alcun sintomo. Non sono rari, infatti, casi di streptococco nei bambini senza febbre. Ecco cosa sapere.

Streptococco: cos'è

Quando si parla di streptococchi si fa riferimento a un gruppo eterogeneo di batteri dalla forma sferica (cocchi), di cui solo alcuni sono patogeni e in grado di scatenare malattie. Ne esistono diversi tipi, con manifestazioni che vanno da lievi mal di gola a infezioni potenzialmente più gravi.

Streptococco nei bambini

Gli streptococchi legati a patologie infantili sono i beta-emolitici di gruppo A e B. Nei bambini piccoli, lo streptococco è responsabile di infezioni che colpiscono principalmente:

  • le vie respiratorie, in particolare la gola, generando spesso faringite acuta e tonsillite
  • la pelle, con complicanze anche gravi come febbre reumatica, endocardite, glomerulonefrite acuta

Streptococco nei bambini senza febbre: come si trasmette

Gli streptococchi del gruppo A si trasmettono attraverso:

  • l'inalazione di goccioline disperse nell'aria provenienti dalle secrezioni di naso e gola, emesse da una persona infetta tramite tosse o starnuti
  • il contatto con ferite o lesioni cutanee infette

La trasmissione può avvenire soprattutto in ambienti affollati, come la scuola. Dopo 24 ore di trattamento antibiotico, le persone affette non sono più in grado di diffondere i batteri.

Streptococco nei bambini senza febbre: i portatori sani

Le infezioni da streptococco sono piuttosto frequenti nella prima infanzia. Stando a quanto spiega il professor Maurizio de Martino, pediatra e immunologo dell'ospedale pediatrico Meyer, il 30% dei bambini è portatore sano. Ciò significa che ci possono essere casi di streptococco nei bambini senza febbre o altri sintomi, per cui non bisogna assolutamente somministrare loro antibiotici né penicillina. In questi casi, i piccoli non possono trasmettere l'infezione agli altri.

"Anzi, possiamo dire che individuare un portatore sano di streptococco è un errore, perché un bambino che non presenta sintomi non deve essere sottoposto al tampone", afferma de Martino. Il tampone è, invece, consigliato qualora il bambino presentasse febbre e mal di gola.

Come diagnosticare lo streptococco nei bambini senza febbre

Come sottolinea anche l'ospedale pediatrico Bambino Gesù, purtroppo nessun medico, nemmeno il pediatra più esperto, è in grado di distinguere a occhio nudo un'infezione virale da una batterica causata dallo streptococco. Per questo, in caso di faringotonsillite è necessario dimostrare la presenza dello streptococco con il tampone. "Le faringotonsilliti da streptococco beta emolitico di gruppo A (SBEGA) sono le uniche che richiedono un trattamento antibiotico - spiegano i medici del Bambino Gesù - Non bisogna mai iniziare la terapia antibiotica se non è stato prima eseguito un tampone". Inoltre, la terapia va continuata come da prescrizione medica anche dopo la scomparsa del mal di gola.

Streptococco e scarlattina nei bambini

Lo Streptococco Beta Emolitico di gruppo A è responsabile anche della scarlattina, una malattia esantematica contagiosa. Generalmente, non compare mai prima del sesto mese di vita e raramente colpisce i bambini sotto i tre anni, mentre si manifesta prevalentemente tra i 5 e i 15 anni. Anche la scarlattina si trasmette per via aerea, attraverso il contatto con il muco o con le goccioline di saliva di una persona infetta, emesse con un colpo di tosse, starnuti o semplicemente parlando. Il contagio può avvenire, però, anche in maniera indiretta, attraverso oggetti contaminati come giocattoli, libri o bicchieri, per la lunga capacità di sopravvivenza nell'ambiente di questo batterio. La malattia è contagiosa dal periodo della comparsa dei sintomi fino a circa 24 ore dopo l'inizio della terapia antibiotica, in assenza della quale può essere contagiosa per 2-3 settimane.

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