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Tamponi Covid-19 per bambini: tutto quello che c'è da sapere

di Valentina Murelli - 11.09.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Quando servono, come e dove si fanno, che tipo di risposta danno e altro ancora. Con le risposte del dott. Andrea Campana, responsabile del Centro Covid e del reparto di pediatria polispecialistica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma

Asili nido e scuole materne hanno riaperto da pochi giorni e in alcune aree d'Italia è già caos tamponi. Con il ritorno in nidi e asili e con l'inizio del cambio di stagione sono arrivati, puntuali, anche i primi raffreddori e sintomi respiratori e per molti bambini è scattata la richiesta di tamponi. Con qualche preoccupazione dei genitori. Facciamo dunque chiarezza su questo test con l'aiuto del dottor Andrea Campana, responsabile del Centro Covid e del reparto di pediatria polispecialistica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

In questo articolo

Che cos'è il tampone

"Il tampone è il test diagnostico per eccellenza per fare diagnosi di coronavirus" premette il dott. Campana. Consiste nel prelievo, con un apposito bastoncino flessibile, di materiale rinofaringeo che viene poi analizzato con varie metodiche possibili.

Il prelievo può avvenire direttamente a livello rinofaringeo, e quindi si parla di tampone rinofaringeo: come specificato in un documento dell'Istituto Superiore di Sanità, il rinofaringe è la porzione superiore del faringe, posta in profondità dietro al naso, all'altezza del condotto uditivo esterno. In alternativa, si possono effettuare in sequenza un tampone buccale e un tampone nasale.  

Il materiale biologico raccolto può essere analizzato con varie metodiche che permettono di misurare alternativamente

  • la presenza del materiale genetico virale (RNA del virus). Si tratta dell'analisi più sensibile e dunque più accurata ma leggermente più lenta
  • la presenza di antigeni virali (parti della struttura proteica del virus). Più rapido ma leggermente meno sensibile, è particolarmente adatto all'analisi di un elevato numero di pazienti. 

Come preparare il bambino

Può essere fastidioso?

"Indubbiamente sì, perché comporta la discesa nel naso di qualcosa che va ad irritare i canali vaso-lacrimali" afferma Campana, che per ragioni di sicurezza professionale si è sottoposto ormai a diversi tamponi. "Lo è per gli adulti e a maggior ragione per i bambini, ma va detto che si tratta di un fastidio che passa velocemente - il prelievo in sé dura un paio di secondi e il fastidio può permanere per 30 secondi circa - e comunque meno impattante di quello che può essere per esempio il fastidio provocato da un prelievo di sangue".

In alternativa al tampone rinofaringeo si possono eseguire i tamponi nasale e buccale, ma non sono molto meno fastidiosi anche perché sono eseguiti con strumenti rigidi e non flessibili. 

Come preparare il bambino all'esecuzione di un tampone

Purtroppo non ci sono procedure specifiche da mettere in atto prima o dopo l'esecuzione per alleviare il fastidio. "Fondamentali sono però due aspetti", spiega Campana:

  • la presenza rassicurante e tranquilizzante del genitori
  • la formazione dell'operatore che esegue il tampone, che dovrà essere in grado di trovare il momento giusto e di agire con rapidità e fermezza

Quanto alla possibilità di raccontare prima al bambino cosa succederà, per Campana dipende molto da bambino a bambino. "E' come per i prelievi: alcuni preferiscono essere messi al corrente con chiarezza di tutti i passaggi. Altri si spaventano di più e diventano meno collaborativi". Saranno i genitori, che conoscono il loro figlio megliodi chiunque altro, a decidere come prepararlo, cercando poi l'alleanza di medici e infermieri. 

Dove può essere fatto il tampone?

Dipende dai percorsi stabiliti da ogni Asl, comunque in generale i tamponi per il coronavirus per bambini possono essere eseguiti:

  • nei pronto soccorso pediatrici
  • in appositi centri, anche drive-in, stabiliti dalle Asl
  • a domicilio se indicato dall'Asl stessa

Quanto tempo serve per la risposta

Dipende dal tipo di test utilizzato e da una serie di condizioni relative alla struttura in cui è eseguito. "Io lavoro in un centro di riferimento Covid in un ospedale di terzo livello, quindi in una situazione privilegiata che permette di ottenere risposte molto velocemente: circa 40 minuti per i test rapidi sugli antigeni e poco più di un'ora per i test sull'RNA" dichiara Campana. 

Altri pediatri con i quali abbiamo parlato in questi giorni ci hanno raccontato di territori in cui possono occorrere da uno a più giorni (anche 8-10) per avere una risposta. 

Quando deve essere fatto

"Il tampone viene eseguito in bambini con sintomi riconducibili a Covid-19, per stabilire se si tratti appunto di questa malattia, oppure in bambini anche asintomatici che immaginiamo essere stati in contatto con casi positivi" spiega Campana. Che fa anche un po' di chiarezza sulla questione della quarantena.

"Il bambino che esegue un tampone per un sospettodi Covid deve rimanere in isolamento a casa fino all'esito del tampone. Nel frattempo, i compagni di classe non devono a loro volta restare in isolamento. La cosiddetta quarantena - cioè l'isolamento a casa per 14 giorni (ma ci sono proposte di legge per abbassarla a 10 o a 7 giorni, come in Francia) - scatta solo se il tampone del bambino sintomatico risulta positivo. A sua volta, questo bambino rimarrà in isolamento prolungato fino a quando non si osserveranno due tamponi negativi consecutivi. Nella grande maggioranza dei casi questo accade nel giro di una settimana, ma possono volerci anche tempi più lunghi". 

Può essere rischioso?

Alcuni genitori temono che i tamponi, specie se numerosi, possano danneggiare la delicata mucosa dei bambini. Campana tuttavia rassicura: "Non ci sono rischi, ma è chiaro che se un bambino deve fare spesso tamponi finirà con l'innervosirsi proprio perché non è piacevolissima".

Quanto alle controindicazioni, cioè a eventuali situazioni in cui non sia possibile eseguirli, sono veramente limitate: "Per esempio se c'è un'atresia delle vie nasali, per cui sarà preferito il tampone buccale, oppure in caso di laringite acuta, perché potrebbe verificarsi un laringospasmo". Nessun problema invece se il bambino ha tosse o raffreddore: è previsto di praticare il tampone anche in presenza di sintomi e anche per questo gli operatori che lo eseguono sono protetti da vari dispositivi. 

Domande e risposte

Che cosa sono i test salivari per la diagnosi di Covid-19? Possono sostituire i tamponi?

Sono test eseguiti appunto sulla saliva del sospetto per l'eventuale diagnosi di Covid. L'idea è proprio quella di utilizzarli per sostituire i tamponi, perché sarebbero meno fastidiosi da eseguire e più veloci (anche se con una sensibilità leggermente inferiore). Ne sono già disponibili alcuni ma devono essere definitivamente validati. 

Che differenza c'è tra tampone e test sierologico?

Al momento, il tampone è l'unico test che permette di fornire non solo diagnosi di Covid-19 ma anche la valutazione del rischio di contagiosità: se è positivo, il soggetto è contagioso. I test sierologici valutano l'esposizione al virus anche in passato  ma non permettono di esprimersi sulla contagiosità al momento. 

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