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Tipi di febbre nei bambini

di Luisa Perego - 29.02.2024 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Febbre ricorrente, intermittente, periodica e tante altre. Ecco quali sono i vari tipi di febbre nei bambini, come si misura e gli antifebbrili

In questo articolo

Tipi di febbre

Il piccolo è particolarmente irritabile, piagnucola e poi, eccola, arriva la febbre. Temuta dai genitori, soprattutto quando è alta e ancora di più in questo periodo pandemico per tutto quello che comporta, la febbre non è una malattia ma un sintomo di diverse patologie. Vediamo quando si può parlare di rialzo della temperatura, i vari tipi di febbre, come intervenire, che cosa fare in caso di convulsioni febbrili e come misurarla nei bambini.

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità si deve parlare di febbre sopra i 37,5 °C (presi esternamente) (WHO, 1996); 38°C se presi per via rettale. La temperatura del corpo varia poi da persona a persona e dal momento della giornata: è più bassa all'alba tra le 4 e le 6 del mattino e più alta intorno alle 16-18 di sera.

In base alla temperatura si distinguono:

  • stato subfebbrile: 37 - 37,3°C
  • febbricola: 37,4 - 37,6
  • febbre moderata: 37,7 - 38,9
  • febbre elevata: 39 - 39,9
  • stato di iperpiressia: sopra i 40°C 

I vari tipi di febbre

La febbre può avere un esordio brusco e improvviso oppure lento e progressivo.

In base all'andamento possiamo definire:

  • febbricola: non supera i 37,8°C e si protrae per diversi giorni
  • febbre continua: si mantiene per 24 ore sopra ai 38,5°C, con oscillazioni moderate
  • febbre intermittente: a volte la febbre scompare ed è ciclica. Per esempio nella malaria
  • febbre ondulante: la febbre si alza e si abbassa in lunghe fasi, tipica dalle brucellosi
  • febbre ricorrente: si alternano periodi con febbre assente e febbre presente
  • febbre periodica: ricorre con periodicità, per esempio un mese

Esiste la febbre da dentizione?

I sintomi che possono essere attribuiti con sicurezza alla dentizione sono:

  • le gengive arrossate,
  • l'irritabilità
  • e la salivazione abbondante.

E per quanto riguarda la febbre? Ebbene, quello che si registra è, al massimo, un lieve rialzo di temperatura, che rimane comunque al di sotto dei 37,5 °C

, cioè del valore considerato "febbre" dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Va comunque sottolineato che secondo un vecchio studio americano esisterebbe un'associazione tra l'eruzione di più denti contemporaneamente e la comparsa di febbre, di piccoli disturbi respiratori e di un po' di inappetenza. Il tutto a causa probabilmente di stress per il bambino, a sua volta legato a una diminuzione delle difese contro le infezioni.

A conti fatti però, se il bambino ha la febbre, meglio non dare la colpa ai denti (lo fa ancora anche qualche medico), e indagare meglio la situazione, perché sotto potrebbe esserci sotto qualcos'altro.

Febbre senza altri sintomi

Una premessa: la febbre è il sintomo di una malattia e non una malattia. La febbre è un sintomo comune a tante malattie ed è per lo più dovuta a infezioni virali o infezioni batteriche non complicate. Anche se a volte può non essere facile determinare la causa della febbre.

In generale, nella prima infanzia bambini e bambine con febbre senza sintomi che suggeriscano un disturbo specifico (tosse, raffreddore, disturbi intestinali, mal di gola...), ma con aspetto malato e temperatura di almeno 39 °C devono essere valutati da un medico.

Come si misura la febbre nei bambini

A casa si misura la febbre ai bambini con il termometro digitale (o elettronico) sotto l'ascella: è facile da leggere, fornisce il risultato in pochi  minuti ed è dotato di un allarme acustico che segnala l'avvenuta rilevazione.

Sono da evitare invece la misurazione rettale e la misurazione orale.  

Come cambia la temperatura in base al punto in cui viene misurata

  • Temperatura ascellare:  è quella da preferire. Si appoggia il termometro nell'incavo dell'ascella. E' febbre oltre i 37,5°C
  • Temperatura rettale: si misura inserendo l'ampolla del termometro nel retto. E' febbre con più di 38°C
  • Temperatura orale: con oltre 37,5°C c'è febbre

Rapidi sbalzi di temperatura verso l'alto o il basso possono causare convulsioni in bambini con un sistema nervoso particolarmente sensibile alla febbre.

Di solito si verificano tra i 6 mesi e i 4-5 anni, soprattutto nel secondo anno di vita, per poi non dovrebbe più verificarsi dopo i 5-6 anni.

I sintomi sono:

  • il bambino viene improvvisamente scosso da tremiti a scatto,
  • poi perde i sensi, a volte emettendo lievissimi lamenti.
  • In qualche caso può ruotare gli occhi all'indietro, senza che questo sia segno di maggiore gravità dell'episodio.
  • La crisi dura in genere 1-2 minuti in tutto.

Le convulsioni spaventano tanto il genitore, ma in genere non provocano danni né sono un segno di epilessia

Al primo episodio è normale portare il bambino al Pronto Soccorso. In genere ai genitori viene consigliato di tenere in casa un preparato calmante a base di benzodiazepine in suppostina, da usare in caso di successiva crisi.  

Che cosa NON fare in caso di convulsioni febbrili

  • Non schiaffeggiare il bambino
  • Non scuotere il bambino
  • Non mettere niente in bocca al bambino
  • Non coprire il bambino

Che cosa fare

  • Mettete il bambino sul fianco
  • Somministrate la suppostina o il microclisma consigliato dal pediatra
  • A crisi risolta, consultate il vostro pediatra

Chiamate il numero d'emergenza o recatevi al Pronto Soccorso se:

  • La crisi dura più di 4-5 minuto
  • Se entro 24 ore si presenta una nuova convulsione

Antifebbrili

L'uso degli antipiretici serve a ridurre il senso di malessere del bambino, e non a trattare la febbre in quanto tale, perché è un meccanismo di difesa del corpo contro le infezioni.  

Gli unici farmaci raccomandati dalle Linee Guida sono il paracetamolo e l'ibuprofene.

Paracetamolo

Si può dare il paracetamolo, da somministrare preferibilmente per bocca con un dosaggio che dipende dal peso del bambino e non dalla sua età. Il paracetamolo va utilizzato in gocce o in sciroppo, da misurare con il dosatore presente nella confezione.

Le supposte, più invasive e fastidiose, vanno invece prese in considerazione solo quando il bambino vomita o proprio non si riesce a fargli assumere la medicina per bocca.

Ibuprofene

In alternativa al paracetamolo si può utilizzare l'ibuprofene, che però è sconsigliato sotto i tre mesi di vita (o sotto i 5,6 kg di peso corporeo), nei bambini disidratati e in quelli con la varicella.

L'importante è non alternare nella somministrazione ibuprofene e paracetamolo.

I rimedi della nonna per alleviare i sintomi

  • Non è consigliabile effettuare spugnature ghiacciate sul corpo con acqua, per ridurre la temperatura e l'utilizzo della borsa di ghiaccio sulla testa non comporta alcun beneficio;
  • Non è consigliabile eseguire spugnature con alcol perché porta a vasocostrizione piuttosto che a vasodilatazione, necessaria per la dissipazione del calore; l'alcol può essere inoltre assorbito attraverso la pelle con il rischio di tossicità.

Fonti per questo articolo:

  • Il pediatra nel cassetto; Gianfranco Trapani, Giunti Demetra
  • Il bambino nella sua famiglia, guida pratica per genitori, FIMP SIMP AIG SIP
  • Febbre - Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
  • Linee guida sulla gestione del bambino con febbre della Società Italiana di Pediatria;
  • documento della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale

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