Home Bambino Salute

Training autogeno per bambini, cos'è e perché è utile

di Sara De Giorgi - 24.07.2023 - Scrivici

4relax.1500x1000
Fonte: Shutterstock
Cos'è il training autogeno? Può essere utile per i bambini? Ha degli effetti positivi? Lo abbiamo chiesto a Luciano Palladino, psicologo e psicoterapeuta.

In questo articolo

Cos'è il training autogeno e perché può essere utile per i bambini? Lo abbiamo chiesto a Luciano Palladino, psicologo e psicoterapeuta, autore, insieme all'illustratore e fumettista Silverio Edel, del libro Storie che riposano (Echos Edizioni), dedicato agli adulti (genitori, insegnanti, educatori, ecc.) che intendono implementare la loro azione educativa aggiungendovi una tecnica classica del rilassamento, il training autogeno, attraverso la fantasia e la creatività.

Luciano Palladino, psicologo, psicoterapeuta, didatta di Psicoterapia Autogena presso diverse Associazioni scientifiche internazionali, svolge attività di formatore e ricercatore presso "Progetto Divenire" a Torino. Prima di Storie che riposano è andato in libreria con Metodologie Autogene e La Terza Gamba. Oggi si occupa anche di psicologia della salute e di progetti educativi/scolastici mediante attività, laboratori e percorsi didattici. 

Training autogeno, cos'è

«Training autogeno, in inglese, significa letteralmente "apprendimento che si origina da sé", e ha a che fare con qualcosa che si produce dentro ognuno di noi. In poche parole si tratta di una vera e propria distensione psicofisica.

Esistono varie tecniche di rilassamento legate al training a., il panorama è molto vasto. Il training a. nasce in passato come evoluzione di tecniche di ipnosi e rilassamento, ma può essere ancora moderno e specifico», spiega Palladino.

Perché può essere utile per i bambini?

«Il training autogeno per bambini può essere utile nel momento in cui va ad affiancare, come già avviene nell'Europa del Nord, la didattica nelle scuole, configurandosi come momento di pausa. Non dovrebbe però corrispondere al pisolino del primo pomeriggio.

Il momento di training autogeno a scuola dovrebbe essere il momento specifico in cui i bambini riescono ad ascoltarsi. Ad oggi le tecniche di rilassamento autogeno in Italia non sono molto diffuse, non vi sono numerosi libri, la letteratura classica non è estesa». 

Secondo Palladino nella scuola primaria il rapporto tra maestri o maestre e bambini è specifico, e i genitori sono presenti: per questo motivo il training autogeno, guidato dagli adulti, può essere introdotto in maniera graduale nei momenti di pausa e può essere praticato all'interno di giochi o narrazioni.

«Vi è però un pregiudizio da scardinare: si è pensato in passato che i sistemi suggestivi tra cui il t.a. potessero influenzare le persone. Il training a. di J. H. Schultz, in realtà, facilita un processo di autoproduzione nel bambino, il quale ha sempre poi meno bisogno della guida vocale, mentre ha sempre più bisogno di costruire da sé il modo di rilassarsi. Attualmente è molto popolare la mindfulness, tecnica che favorisce il rilassamento. La meta di entrambe le tecniche è la stessa, ma il training a. è improntato verso una circostanza del silenzio».

Un esercizio di training autogeno per i bimbi

«La storia di fantasia descritta nel libro è breve ed esemplare.

Ci sono alcuni personaggi immaginari nella seconda copertina: Topotoma, roditore verace ed edonista, e Quark, topolino salutista. L'incontro tra questi due topi è importante: la storia aiuterà i bambini a scoprire gli esercizi di rilassamento».

Ecco un brano, tratto da libro, che riguarda i due topini che affrontano un viaggio insieme e che è possibile raccontare ai più piccoli, introducendo l'esercizio della pesantezza.

LA PESANTEZZA

Q.: "Ma per poter ben salire ora, dobbiamo quasi dormire!".

Q.: "Sul sedile stai ben sdraiato e sentiti proprio rilassato". "Ora immagina il tuo corpo così pesante, proprio come un elefante!".

T.T.: "Che bello sentirsi così allungato… mi sento proprio sprofondato!".

Q.: "Più pesante ci si sente e tutto va bene nella mente!".

T.T.: "Adesso che sono così aggiustato mi sento proprio aumentato!".

L'esercizio della pesantezza

«Il percorso inizia dal "braccio pesante" per rilassare il tono muscolare attraverso un gioco che ha l'obiettivo di guidare i bambini a concentrarsi sulla conoscenza e sull'approfondimento delle sensazioni associate al rilassamento delle diverse parti corporee. Spesso alla loro età queste sensazioni vengono vissute anche con la sensazione opposta della "leggerezza".

Indipendentemente dalla preferenza della sensazione di pesantezza o di leggerezza i bambini si avvicinano al senso di lasciarsi andare giù o di farsi portare su, proprio come un corpo pesante sprofonda dentro il terreno e una piuma leggera si solleva con il vento, possono sperimentare il gioco della metamorfosi (o dell'incantesimo) attraverso il quale trasformarsi in qualcosa di molto pesante (es. una pietra, un dinosauro, un elefante, ecc) o al contrario in qualcosa di leggero (es. un astronauta sulla luna, una nuvola, una piuma, una foglia, ecc).

Questo esercizio ha l'obiettivo del sentire il corpo nel rilassamento muscolare mediante il raggiungimento di una esperienza psicocorporea. Un gioco basato sulle sensazioni che i bambini associano alla rilassatezza del corpo. Il conduttore inviterà i bambini a "trasformarsi" con la fantasia in soggetti o oggetti sia leggeri che pesanti, facendo cogliere al bambino l'aspetto generalizzante delle sensazioni corporee.

Durante questo esercizio di solito il bambino passa da essere una nuvola a essere un masso, da piuma a elefante, da foglia a dinosauro e via dicendo».

(Dal libro "Storie che riposano", Echos Edizioni)

"Storie che riposano", il libro

«L'idea del libro Storie che riposano mi è venuta in mente pensando appunto al riposo dei bambini, mi sono chiesto se il loro sia un vero riposino o una semplice pausa utile alla gestione delle maestre. Il riposo del rilassamento autogeno è un riposo da svegli, in cui si è coscienti di ciò che sta avvenendo.

In particolare, obiettivo era trovare delle storie fantastiche in cui collocare il rilassamento, e Silverio Edel, l'autore che ha lavorato con me per il libro, ha offerto dei personaggi di fantasia. Utilizzare il rilassamento all'interno delle storie porta i più piccoli verso una dimensione di percezioni e sensazioni corporee che normalmente non sperimentano. Per questo motivo Storie che riposano è fatto in un modo originale e ha due copertine: una è dedicata alla fiaba e al racconto, l'altra è invece la parte didattica rivolta agli insegnanti. 

Quest'ultima parte nasce dalla mia esperienza progettuale con le scuole e comuni limitrofi della Val di Susa: le maestre imparano prima da sole i principi dell'autogenia, poi con i bambini. Il libro accompagna l'esperienza e può costituire una unità didattica nelle scuole. I genitori possono essere coinvolti a casa e a scuola».

Training autogeno per bambini, effetti positivi

«Il training autogeno ha numerosi benefici, il primo è il benessere. Nei laboratori, dopo il racconto della storia, proponiamo un gioco al tavolo e vi è un passaggio dal gioco passivo al gioco attivo svolto in silenzio: questa per me è la cosa più straordinaria.

Il training a., praticato in modo continuo, può migliorare stati d'ansia e problematiche tipiche dell'infanzia. È uno strumento anche clinico. A me piace adesso portarlo nelle scuole come tecnica psico-pedagogica. Gli effetti positivi possono essere molti e la raccomandazione è che vi sia sempre collaborazione tra formatori, maestri e genitori».

Crea la tua lista nascita

lasciandoti ispirare dalle nostre proposte o compila la tua lista fai da te

crea adesso

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli