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Vaccino anti-Covid e bambini: cosa sappiamo

di Francesca De Ruvo - 11.01.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Si fa un gran parlare del vaccino anti-Covid, ma ad oggi c'è una fascia di età ancora poco considerata: quella pediatrica

Lo scorso 27 dicembre in Italia è partita la campagna per la vaccinazione anti-Covid con il vaccino sviluppato da BioNTech e Pfizer. Nelle prossime settimane arriveranno anche numerose dosi del vaccino Moderna, approvato dall'Agenzia Italiana del Farmaco proprio pochi giorni fa. Entrambi i vaccini non prevedono, almeno per il momento, la somministrazione a bambini e adolescenti.

Cosa sappiamo però sulla vaccinazione pediatrica contro il Covid-19? Pare che al momento le case farmaceutiche stiano inziando i primi studi solo sui ragazzi tra i 12 e i 15 anni.

Proviamo a fare un po' di chiarezza sull'argomento grazie al prof. Guido Castelli Gattinara, Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica e Dirigente del Centro Vaccinazioni dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma.

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Il vaccino anti-Covid

Negli ultimi mesi ormai non si è parlato d'altro che del famoso vaccino anti-Covid, l'unica soluzione per uscire al più presto da questa terribile emergenza sanitaria. Il vaccino però, almeno inizialmente sarà somministrato solo agli adulti. "Con i vaccini anti-Covid per la fascia di popolazione adulta siamo a buon punto – dice il Prof. Gattinara – nel senso che ci sono ormai almeno tre vaccini che hanno dimostrato di essere efficaci". 

L'AIFA, infatti, ha finora approvato il vaccino della Pfizer e pochi giorni fa anche quello della casa farmaceutica Moderna. Nelle prossime settimane dovrebbe arrivare il via libera anche per il vaccino di AstraZeneca.

Per trovare un vaccino contro il Covid-19 abbiamo assistito a una immensa mobilitazione internazionale, lo sforzo comune però ha riguardato unicamente il vaccino per gli adulti, mentre bambini e ragazzi a quanto pare dovranno aspettare ancora un po' di tempo.

Il vaccino per bambini e ragazzi

La popolazione adulta dunque a breve potrà essere vaccinata, ma i bambini e gli adolescenti quanto dovranno aspettare? "Per ora i vaccini anti-Covid-19 sono stati somministrati solamente nella popolazione adulta. C'è però un trial clinico che al momento riguarda gli adolescenti (ragazzi sopra i 12 anni). I trial per i bambini con meno di dodici anni, invece, inizieranno molto probabilmente entro i prossimi sei mesi. Ci sono già alcune case farmaceutiche che stanno progettando dei trial per l'età pediatrica".

Sia Moderna che Pfizer, infatti, si stanno muovendo per estendere la vaccinazione anche ai più piccoli, ma servono studi mirati. Se la sperimentazione sui ragazzi tra i 12 e i 15 anni dovesse dare risposte positive, allora ci si muoverà verso la fascia di età 6-12 anni e successivamente 2-6 anni.

Perché i bambini dovranno aspettare più degli adulti? "Il motivo – spiega il Prof. Gattinara – è che l'impellenza o l'urgenza di fare questi trial è minore perché sappiamo che i bambini si infettano di meno, si ammalano di meno e soprattutto muoiono molto di meno. La mortalità nei bambini è circa 300 volte più bassa di quella degli adulti. I bambini restano chiaramente un target di popolazione molto importante perché possono essere vettore dell'infezione e possono comunque ammalarsi, anche gravemente. Sicuramente c'è bisogno di un vaccino anche per i più piccoli, ma questa esigenza viene posta per ora in secondo piano".

Per quanto riguarda i bambini, infine, bisognerà fare degli studi specifici per valutare la sicurezza e l'efficacia del vaccino, soprattutto perché come ricorda Gattinara "i bambini non sono dei piccoli adulti".

L'efficacia del vaccino anti-Covid

Uno dei fattori da tenere in considerazione e di cui si sta molto discutendo in quest'ultimo periodo, riguarda l'efficacia del vaccino anti-Covid. È normale, e del tutto comprensibile, che fra le mamme e i papà ci sia qualche timore visto che gli studi e le sperimentazioni hanno avuto una durata minore rispetto al tempo necessario solitamente per sviluppare un vaccino, ma il Professor Gattinara ci rassicura: "questi vaccini hanno dimostrato di essere efficaci a dei tassi di efficacia piuttosto alti. La normale sperimentazione per un vaccino richiede uno studio su moltissimi casi, cosa che ancora non è stato possibile fare perché l'emergenza ci pone l'urgenza nel trovare dei vaccini che siano efficaci". 

La domanda quindi sorge spontanea: quanto sono efficaci questi nuovi vaccini anti-Covid? "L'efficacia che i vaccini hanno dimostrato di avere è sicuramente superiore al 50%, le case farmaceutiche parlano di 90/95%, ma anche se l'efficacia fosse minore in ogni caso sarebbe un vantaggio enorme. Pensiamo solo che il vaccino per l'influenza ha un'efficacia intorno al 60/70%, quindi un vaccino con un'efficacia superiore al 50% è un vaccino che ha un potenziale d'impatto molto alto". 

Ma forse, ancora più che sull'efficacia, alle mamme e ai papà interessa avere qualche informazione sulla sicurezza del vaccino anti-Covid.

Il vaccino anti-Covid è sicuro

I vaccini, lo sappiamo, possono essere un argomento molto delicato e talvolta anche molto dibattuto. Al momento, non essendoci ancora un vaccino anti-Covid per la popolazione pediatrica, non possiamo sbilanciarci con le informazioni, ma possiamo attenerci ai dati disponibili sul vaccino per gli adulti.

Secondo il Prof. Gattinara, Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica, il vaccino anti-Covid, o meglio i vaccini, "non solo sono molto efficaci, ma sono anche sicuri. I dati pubblicati e diffusi finora mostrano che il vaccino non dà effetti collaterali particolarmente preoccupanti e questa è una cosa importantissima. La sicurezza infatti è una sfida che si pone per farmaci come i vaccini. Al momento sono stati vaccinati con i 3 vaccini alcune decine di migliaia di persone e in queste persone è stato visto che gli effetti collaterali sono transitori e che comunque sono quelli tipici anche per gli altri vaccini:

  • dolore nel punto di inoculazione del vaccino
  • febbre
  • stanchezza

Sintomi che durano uno o due giorni, ma che sono effetti collaterali assolutamente accettabili".

Da cosa ci protegge il vaccino

Abbiamo visto che si tratta di un vaccino efficace e soprattutto sicuro, ma una volta vaccinati saremo al riparo dall'infezione? Questo aspetto è ancora da chiarire. "Purtroppo, non sappiamo ancora se il vaccino eviti anche l'infezione o solo la malattia. La richiesta principale è di essere protetti nei confronti della malattia, soprattutto per evitare altre morti, e a questa domanda il vaccino risponde positivamente. Poi è chiaro che vorremmo anche non infettarci così da non trasmettere il virus a contatti non vaccinati e che potrebbero avere delle complicazioni, però questo ancora non si sa, anche se non è comunque un motivo valido per non vaccinarsi".

Obbligatorietà

Passiamo ora a una questione ancora più delicata e che da sempre è al centro di tantissime discussioni: l'obbligatorietà vaccinale. "La vaccinazione non andrebbe fatta in maniera obbligatoria – dice il Prof. Gattinara – perché ci si dovrebbe fidare delle raccomandazioni che fanno medici ed esperti per preservare la propria salute. Io devo proteggere una persona attraverso un determinato comportamento perché i dati mi dimostrano che il comportamento è conveniente. Esistono infatti delle condizioni in cui è dimostrato scientificamente che un certo tipo di atteggiamento è un atteggiamento protettivo per la salute di sé stessi o degli altri. Facciamo l'esempio del casco in motocicletta: è obbligatorio perché è dimostrato che protegge chi lo indossa, così come oggi è fortemente dimostrato che il vaccino protegga le persone dall'influenza o da altre malattie. Ecco perché, sebbene non mi piaccia il concetto di obbligatorietà, se i dati dimostrano che il vaccino è sicuro l'obbligatorietà potrebbe essere una via perseguibile".

Vaccinazioni in calo a causa del Covid-19

Certo, non abbiamo ancora un vaccino contro il Covid per i bambini e i ragazzi, ma ci sono altre vaccinazioni che resta importante effettuare per proteggere i bambini. Durante l'emergenza però alcuni genitori hanno deciso di rimandare le vaccinazioni pediatriche per paura del contagio. "La paura di uscire e recarsi negli ospedali o dal medico a fare il vaccino ha portato a un ritardo nelle vaccinazioni. Questo è un effetto negativo fortissimo che deve essere assolutamente evitato perché le vaccinazioni sono un sistema di protezione della salute dei bambini e quindi non possono essere ritardate o evitate perché questo mette la nostra popolazione pediatrica in serio pericolo.

In altri paesi, ma anche in Italia, abbiamo già visto come il ritardo nella vaccinazione del morbillo ha provocato dei morti. E così sta succedendo in alcuni paesi in cui il ritardo nella vaccinazione sta facendo ricomparire malattie non osservate o comunque estremamente rare".

Gli effetti delle malattie per cui oggi esiste una vaccinazione non sono assolutamente da sottovalutare e talvolta possono essere anche ben più gravi di quelli del Covid-19, ricordiamoci quindi di proteggere i bambini.

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