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Vaccino anti-Covid e bambini: cosa sappiamo

di Francesca De Ruvo - 24.05.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Continuano i test clinici per valutare l'efficacia e la sicurezza del vaccino anti-Covid nella popolazione pediatrica. I primi a poter essere vaccinati saranno i ragazzi dai 12 ai 15 anni

A pochi giorni dal via libera dell'FDA (Agenzia americana del farmaco) e dell'EMA (Agenzia europea del farmaco) al vaccino Pfizer per la fascia d'età 12-15 anni, l'azienda produttrice ha fatto sapere che nei prossimi mesi saranno disponibili anche i risultati dei test clinici sulla vaccinazione nei bambini più piccoli. Al momento non si conosce ancora una data precisa, ma si stima che verso l'inizio del 2022 potrebbe arrivare sul mercato il vaccino anti-Covid prodotto da Pfizer-BioNTech per i bambini dai 6 mesi agli 11 anni.

Molti, però, sono i genitori preoccupati per i possibili effetti collaterali del vaccino e scettici sulla necessità di vaccinare bambini e ragazzi contro un virus che nei più giovani causa solo raramente manifestazioni cliniche gravi. Cerchiamo allora di fare il punto della situazione con il Prof. Guido Castelli Gattinara, Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica e Dirigente dell'Istituto per la salute del bambino e adolescente dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

In questo articolo

Il vaccino anti-Covid per bambini e ragazzi

In un primo momento bambini e adolescenti erano stati esclusi dalle sperimentazioni del vaccino anti-Covid perché la priorità era quella di proteggere le fasce di popolazione più a rischio, anziani e malati in primis. Ma con l'arrivo dei dati sull'efficacia e la sicurezza dei vaccini sugli adulti, anche i minori di 18 anni sono stati inseriti nei trial clinici con lo scopo di fermare il prima possibile la diffusione del virus.

Le sperimentazioni sui più giovani, iniziate da alcuni mesi, sembrano produrre ottimi risultati, tanto che pochi giorni fa è arrivata la notizia dell'approvazione, da parte della FDA, per l'utilizzo del vaccino Pfizer negli adolescenti. "La prima azienda ad aver ottenuto il via libera dall'FDA e dall'EMA per la vaccinazione sui ragazzi tra i 12 e i 15 anni è la Pfizer BioNTec, ma anche altre case farmaceutiche stanno studiando la sicurezza e l'efficacia del vaccino anti-Covid nei più piccoli, così da poter vaccinare anche i bambini dai 6 mesi agli 11 anni" afferma il Prof. Guido Castelli Gattinara. Dopo il parere positivo dell'Agenzia americana del farmaco, ora l'utilizzo del vaccino anti-Covid Pfizer-BioNTech nei ragazzi è stato approvato anche nel nostro paese.

Secondo quanto dichiarato dal Ministro della salute Roberto Speranza nel corso di un Question Time alla Camera "vaccinare i giovani è altamente strategico ed essenziale per la riapertura in sicurezza del prossimo anno scolastico". Ma è davvero così? È proprio necessario vaccinare bambini e ragazzi per poter fermare una volta per tutte questa terribile pandemia?

Perché è importante vaccinare bambini e ragazzi

Se è vero che i più giovani sono solitamente al riparo dalle conseguenze gravi del Covid-19, perché è così importante vaccinarli? Molti genitori se lo stanno chiedendo. "L'esperienza ci dimostra che nella stragrande maggioranza dei casi bambini e ragazzi non sviluppano una forma grave della malattia – risponde Gattinara – il rischio per loro è basso, ma non nullo e infatti ci sono bambini che a causa del Covid sono finiti in terapia intensiva".

Non è poi da sottovalutare nemmeno la famosa MIS-C, la sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica che può colpire diversi organi e che si presenta in seguito a infezioni, anche asintomatiche, da Sars-CoV-2. "Con il vaccino vogliamo che i potenziali rischi per l'età pediatrica si abbassino ancora di più" afferma Gattinara.

Ma i motivi per vaccinare bambini e ragazzi non finiscono qui. Secondi gli esperti la somministrazione del vaccino anti-Covid alle fasce più giovani della popolazione contribuirebbe anche a:

  • raggiungere l'immunità di gregge. Visto che la popolazione pediatrica rappresenta all'incirca il 20% della popolazione generale, per ottenere una copertura adeguata è importante vaccinare anche i minori.
  • evitare le varianti. Senza la vaccinazione nei bambini e nei ragazzi il virus continuerebbe a diffondersi e a mutare in varianti potenzialmente più pericolose.

Vaccinare anche bambini e adolescenti significa rallentare la circolazione del virus, proteggendo così anche tutte quelle persone, come i malati oncologici e i trapiantati d'organo, che hanno le difese immunitarie compromesse. Inoltre, secondo quanto riportato sul sito della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), la vaccinazione permetterebbe di evitare gli effetti a lungo termine del Covid-19 sui bambini, il cosiddetto Long Covid.

Come abbiamo visto, quindi, i motivi per coinvolgere nel piano di vaccinazione anche i minori di 18 anni sono molteplici, ma ci sono altri interrogativi che i genitori si pongono, soprattutto relativi alla sicurezza dei nuovi vaccini.

I benefici del vaccino anti-Covid superano i rischi?

Quando si tratta di valutare la sicurezza e l'efficacia di un vaccino destinato ai bambini si tende a essere molto cauti per evitare di esporre i più piccoli a rischi inutili. Ecco perché, a differenza di quanto sempre più spesso si tenda a pensare, i vaccini sono tra i prodotti dell'industria farmaceutica più sicuri. "Le sperimentazioni ci permettono di verificare se il vaccino dà una risposta immunologica valida e persistente nei bambini, oltre a consentire di individuare prontamente eventuali effetti collaterali" spiega Gattinara. Al momento gli studi dicono che gli effetti collaterali nei ragazzi sono molto lievi e transitori come:

  • dolore al braccio;
  • febbre;
  • mal di testa;
  • malessere generale.

"Sono tutte reazioni correlate alla vaccinazione che in uno o massimo due giorni tendono a scomparire, ma è normale che si verifichino perché il vaccino dà una risposta immunologica. Il fatto che una persona dopo il vaccino abbia qualche linea di febbre è una cosa positiva, un segno buono" afferma il Prof. Gattinara, Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica.

Resta ora da capire quanto sia efficace il vaccino anti-Covid nei bambini e nei ragazzi.

Vaccino Pfizer efficace nel prevenire l’infezione negli adolescenti

Secondo i dati riportati dall'azienda produttrice, il vaccino Pfizer-BioNTech è stato somministrato a 1.131 ragazzi di età compresa fra i 12 e i 15 anni e nessuno di loro ha contratto l'infezione da Sars-CoV-2.

Al contrario, tra i 1.129 ragazzi facenti parte del gruppo di controllo, a cui è stato iniettato un placebo (una sostanza inerte), sono stati registrati 18 casi di Covid-19. Sugli adolescenti, quindi, il vaccino a mRNA sembra funzionare davvero bene. Un risultato del tutto in linea, in termini di efficacia del vaccino anti-Covid, con quanto registrato nelle persone adulte.

Sulla base di questi risultati, e dopo il via libera da parte della FDA, Pfizer ha fatto richiesta anche all'Agenzia europea del farmaco per poter utilizzare il vaccino nei ragazzi tra i 12 e i 15 anni anche in Europa e pochi giorni fa è arrivata l'autorizzazione. È molto probabile quindi che già a partire dal mese di giugno anche nel nostro paese inizieranno le prime somministrazioni del vaccino anti-Covid negli adolescenti. Nel frattempo, la stessa azienda ha avviato un altro studio sui bambini di età compresa tra sei mesi e 11 anni, ma per i primi risultati dovremo attendere ancora qualche mese.

Domande e risposte

Il vaccino a RNA modifica il nostro codice genetico?

"Falso" risponde l'Istituto Superiore di Sanità. "Il compito dell'mRNA è solo quello di trasportare le istruzioni per la produzione delle proteine da una parte all'altra della cellula, per questo si chiama "messaggero". In questo caso l'RNA trasporta le istruzioni per la produzione della proteina utilizzata dal virus per attaccarsi alle cellule, la proteina Spike. L'organismo grazie alla vaccinazione produce anticorpi specifici prima di venire in contatto con il virus e si immunizza contro di esso".

Quando arriverà un vaccino per i più piccoli?

"Non abbiamo ancora una data certa – precisa Gattinara – ma sappiamo che le sperimentazioni stanno continuando, sia da parte di Pfizer che delle altre case farmaceutiche e speriamo quindi che tra alcuni mesi l'EMA e poi l'AIFA approveranno l'utilizzo del vaccino anti-Covid per la popolazione pediatrica". Pfizer prevede di ottenere i dati sull'efficacia e sulla sicurezza del vaccino nei bambini già nella seconda metà del 2021 così da ricevere l'autorizzazione all'impiego del suo vaccino già nel 2022.

Anche la casa farmaceutica Moderna ha recentemente avviato degli studi sull'utilizzo del vaccino anti-Covid negli adolescenti tra i 12 e i 17 anni, ma i primi dati dovrebbero arrivare solo nel 2022. Sempre l'azienda Moderna ha inoltre avviato un secondo studio sui bambini dai 6 mesi agli 11 anni, ma i risultati richiedono tempi molto lunghi.

Per riassumere, quindi, a breve molto probabilmente sarà autorizzato l'uso del vaccino anti-Covid Pfizer-BioNTech per i ragazzi tra i 12 e i 15, mentre i bimbi più piccoli dovranno aspettare ancora. "Sicuramente, quando i vaccini per la fascia pediatrica saranno disponibili, sarà necessario somministrarli prima ai soggetti più deboli per evitare loro le conseguenze del virus" precisa Gattinara. "Quando poi avremo vaccinato un buon numero di ragazzi, potremo finalmente far riprendere loro tutte quelle attività che gli sono state negate nell'ultimo anno". Grazie alla protezione del vaccino bambini e ragazzi potranno tornare ad avere una vita normale ricca di momenti di socialità, importantissimi per il loro benessere psico-fisico.

Ma c'è un'ultima fondamentale questione da affrontare quando si parla di vaccini, ed è quella dell'obbligatorietà.

Il vaccino anti-Covid sarà obbligatorio?

La questione dell'obbligatorietà vaccinale è molto delicata e spesso al centro di discussioni molto accese. "La vaccinazione non andrebbe fatta in maniera obbligatoria – dice il Prof. Gattinara – perché ci si dovrebbe fidare delle raccomandazioni che fanno medici ed esperti per preservare la propria salute.

Io devo proteggere una persona attraverso un determinato comportamento perché i dati mi dimostrano che il comportamento è conveniente. Esistono infatti delle condizioni in cui è dimostrato scientificamente che un certo tipo di atteggiamento è un atteggiamento protettivo per la salute di sé stessi o degli altri. Facciamo l'esempio del casco in motocicletta: è obbligatorio perché è dimostrato che protegge chi lo indossa, così come oggi è fortemente dimostrato che il vaccino protegga le persone dall'influenza o da altre malattie. Ecco perché, sebbene non mi piaccia il concetto di obbligatorietà, se i dati dimostrano che il vaccino è sicuro l'obbligatorietà potrebbe essere una via perseguibile".

Fonti utilizzate:

  • consulenza del Guido Castelli Gattinara, Presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica e Dirigente Istituto della Salute del bambino e adolescente dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma;
  • Covid vaccines and kids: five questions as trials begin, Nature, 2021

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