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Vaccino covid per gli adolescenti: il via libera

di Penelope Greco - 01.06.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Via libera al vaccino covid per i ragazzi tra i 12 e i 15 anni. Ema ha dato l'autorizzazione alle somministrazioni in Europa.

Ad oggi a livello globale ci sono 168.040.871 casi di Covid confermati nel mondo dall'inizio della pandemia. Con l'Italia che sta tornando piano piano tutta zona bianca, non bisogna però abbassare troppo la guardia. Circa un italiano su cinque ha completato il ciclo vaccinale contro il Covid-19, per un totale di 11.871.163 persone totalmente coperte. Le dosi somministrate sono quasi 34 milioni e mezzo, su 36.702.939 farmaci consegnati. La regione più virtuosa è l'Umbria. Se si guarda però ai numeri assoluti, in testa per somministrazioni sono Lombardia, Lazio e Marche.

Ed ecco che ora partirà la campagna vaccinale anche per i più giovani. L'Agenzia europea del farmaco (EMA) ha approvato Pfizer come vaccino anti Covid anche per la fascia degli adolescenti (12-15 anni). Per gli adolescenti il vaccino è sicuro, efficace al 100% e quasi due volte più potente che per il gruppo 16-25 anni e così la commissione tecnico scientifica di Aifa, l'agenzia italiana del farmaco, ha approvato l'estensione di indicazione di utilizzo del vaccino Comirnaty prodotto da Pfizer per la fascia di età tra i 12 e i 15 anni.

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Vaccino covid adolescenti: Pfizer

Lunedì 11 maggio la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha autorizzato l'uso del vaccino Pfizer-BioNTech contro la COVID-19 negli adolescenti di età compresa tra 12 e 15 anni. La decisione è stata presa sulla base dei dati provenienti da una sperimentazione clinica condotta su oltre 2.200 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 15 anni, che hanno confermato un'efficacia del vaccino paragonabile, se non addirittura superiore, a quella dimostrata negli adulti. 

Lo studio di fase 3 che ha portato all'approvazione del vaccino negli adolescenti ha coinvolto 2.260 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 15 anni, di cui metà ha ricevuto il vaccino e metà un placebo. I risultati ottenuti non lasciano dubbi: a sette giorni dalla seconda dose, si sono registrati 18 casi di infezione sintomatica da COVID-19 nel gruppo di controllo e nessuno tra i vaccinati, dimostrando un'efficacia del vaccino pari al 100%. A conferma di questo risultato, la risposta immunitaria, misurata determinando il livello di anticorpi nei vaccinati, è risultata elevata e in linea con quella ottenuta negli adulti. Il vaccino ha avuto un efficacia del 100% e ha prodotto una risposta immunitaria maggiore rispetto al gruppo 16-25 precedentemente studiato con una quantità prodotta di anticorpi neutralizzanti maggiore di 1,8 volte.

Gli effetti collaterali

Buone notizie anche per quanto riguarda gli effetti collaterali, che rientrano infatti nella categoria degli effetti lievi e moderati, ovvero:

  • febbre
  • dolore al sito di iniezione
  • brividi
  • stanchezza
  • mal di testa
  • dolori muscolari e articolari

Vaccino covid adolescenti: gli altri

Pfizer ha avviato un piano di sviluppo clinico con l'obiettivo di ottenere l'approvazione per la somministrazione del suo vaccino fino ai 6 mesi di vita. Il piano prevede tre diverse sperimentazioni in tre diverse fasce di età:

  • 5-11 anni
  • 2-5 anni 
  • 6 mesi-2 anni

e i risultati dovrebbero arrivare tra qualche mese. Dopo Pfizer sono in arrivo studi relativi anche da Moderna, che ha iniziato negli Stati Uniti la prova su 3mila ragazzi fra 12 e 17 anni e un secondo studio (chiamato «KidCove») su 6.750 bambini dai 6 mesi agli 11 anni. Anche Johnson & Johnson ha iniziato a testare il suo monodose sui bambini (tra i centri selezionati c'è anche l'ospedale Buzzi di Milano).

L'importanza del vaccino nei ragazzi

Se è vero che i bambini e i ragazzi si ammalano di meno di Covid, non si sa l'effetto sul lungo periodo, quindi è importante proteggerli da possibili rischi. Dall'altra parte poi c'è il fatto che, anche se lo prendono in forma lieve, fanno poi da tramite e  possono trasmettere il virus a chi gli sta intorno. È quindi indispensabile ridurre il numero totale di infezioni e rallentare la circolazione del virus, riducendo così anche il rischio individuale di contrarre la malattia. Infine, frenare la diffusione del virus tra i giovani servirà anche a tenere sotto controllo e impedire lo sviluppo di nuove varianti.

Fonti articolo: salute.gov, pfizer, ema, aifa

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