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Sindrome da regista: un'abitudine (rischiosa) dei genitori di oggi

di Rosy Maderloni - 25.03.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La Sindrome da regista è l'abitudine di nonni e genitori di immortalare e riprendere aspetti quotidiani della vita dei figli e condividerli sui social.

In questo articolo

Cos'è la sindrome da regista?

"Sorridi alla mamma, un po' di più dai, e non tenere i piedini incrociati! 3, 2, 1 Fatta! Stupenda questa foto… Ok Caterina, metto la foto sul mio stato di Instagram e arrivo a giocare con te!"

Quante volte proponiamo ai nostri figli scene da set cinematografico? Non esiste un numero specifico di volte oltre alle quali postare le foto dei propri figli si social coincida con l'essere un soggetto con la Sindrome da Regista, meglio nota come sharenting. L'esposizione di bambini e neonati, con immagini private su piattaforme social è una tendenza molto diffusa di cui non sempre è chiaro quali siano i contorni dei rischi e della tutela corretta della privacy dei minori di cui siamo responsabili. Ne abbiamo parlato con Alessandra Bocchio Chiavetto, psicologa che si occupa di supporto alla Genitorialità è consulente per scuole e famiglie, Coordinatrice di Progettualità Psico-Educative ed Intergenerazionali presso Fondazione O.I.C. di Padova.

Sindrome da Regista: quanto è diffuso lo sharenting nella nostra società?

"In un documento condiviso dalla Società italiana di pediatria (Sip) - premette l'esperta - viene descritto come 'Secondo uno studio europeo, ogni anno i genitori condividono online una media di 300 foto riguardanti i propri figli e prima del quinto compleanno ne hanno già condivise quasi 1.000. Le prime tre destinazioni di queste foto sono Facebook (54%), Instagram (16%) e Twitter (12%). Sempre gli studi più recenti ripresi dalla Sip, denunciano come in media 'l'81% dei bambini che vive nei paesi occidentali ha una qualche presenza online prima dei 2 anni, percentuale che negli Usa è pari al 92%, mentre in Europa si attesta al 73%'. Certamente possiamo dire che sempre più spesso oggi vediamo le conseguenze più significative della 'rivoluzione digitale', avviata da metà degli anni '90: infatti la diffusione degli smartphone e dei dispositivi touchscreen ha reso i social network sempre più protagonisti nella vita delle persone così, come nei contesti familiari.

Se uniamo a questo fenomeno il drammatico calo delle nascite, 380.000 nuovi nati nel 2023 in Italia (contro circa 1 milione di nuovi nati negli anni '50), è evidente come queste nascite siano spesso state a lungo desiderate, arrivate a un'età media delle donne più alta rispetto agli scorsi decenni. Dunque il desiderio di immortalare le piccole e grandi conquiste dei 'cuccioli d'uomo' è una tentazione fortissima e l'idea di condividere questi successi di tante tappe di sviluppo raggiunte riempie il cuore di gioia di tanti genitori. Per questo si parla, appunto, anche di Sindrome da regista".

I minori sui social: utenti o contenuti?

"Da tempo è aperto il dibattito a vari livelli sulle ricadute in ambito giuridico, sociologico e psicologico di questo trend - commenta Bocchio Chiavetto -. l'infanzia, del resto, non è soltanto 'utente' dei social network, ma diventa anche molto (troppo?) spesso 'contenuto' di  foto, video o di post che la riguardano, attraverso la pubblicazione di informazioni o di immagini da parte di genitori e nonni che, pur ignari delle conseguenze di questa pratica, desiderano raccontare le proprie esperienze vissute con i figli e con i nipoti e condividerle con amici o parenti". 

Sindrome da regista: cosa spinge a condividere foto e video di neonati e bambini sui social?

"La 'cultura del narcisismo', figlia dell'individualismo esasperato degli anni '70 ha portato la persona, seppur in forme diverse, a cercare di mitigare la mancanza di relazioni di rete, di solidarietà di gruppo che sempre più spesso oggi caratterizza la quotidianità, attraverso la possibilità di ottenere l'approvazione degli altri sconfinando nell'eccesso di condivisione di immagini. Si fa pressante l'esigenza di un costante bisogno di affermazione e di apprezzamento, a sostegno della proprio autostima, attraverso i social che sottolineano 'la forza dei legami deboli' che di fatto creano quella rete che sempre più spesso è assente nella vita reale. È questo il modo più adeguato per accogliere o per condividere con chi amiamo momenti importanti? Chiederselo è doveroso alla luce del fatto che rischi quali la pedopornografia, il furto di immagini, la geolocalizzazione di chi pubblica questi contenuti e la reputazione digitale che man mano va creandosi in rete possono essere pericolosi o quanto meno falsati".

Sindrome del regista: suggerimenti per gli adulti

"Innanzitutto occorre riflettere sui rischi appena citati - conclude la psicologa -. Ancora, è opportuno non soffermarsi alla convinzione che le leggi siano sufficientemente protettive, meglio orientarsi verso alcune buone pratiche

  • è importante conoscere le regole sulla privacy dei social e dei siti in generale, ma anche di whatsapp strumento di comunicazione usato dalla maggioranza, 

  • cercare di evitare di pubblicare dati e la posizione dei figli e dei nipoti, 

  • evitare di mostrare immagini dei figli nudi

  • stimolarli a riflettere sulla necessità di condividere alcuni scatti di momenti famigliari con persone non così vicine,

  • se proprio si decide di pubblicare immagini dei figli o dei nipoti meglio se si riesce a rendere non riconoscibile il viso del minore,

  • limitare la visibilità di immagini sui social solo alle persone che si conoscono e a persone affidabili che non condividono senza consenso nel caso di invio su programmi di messaggistica istantanea, come suggerisce il Garante della privacy. 

Il suggerimento è quello di cogliere tutte le occasioni di incontro con esperti che le istituzioni e le scuole mettono a disposizione per sensibilizzare e creare cultura su questi importanti argomenti educativi per poter essere genitori consapevoli ed efficaci nel delicato compito di accompagnamento alla crescita dei propri figli". 

L'intervistata

L'intervistata è Alessandra Bocchio Chiavetto, psicologa, libera professionista, si occupa di supporto alla Genitorialità è consulente per scuole e famiglie, Coordinatrice di Progettualità Psico-Educative ed Intergenerazionali presso Fondazione O.I.C. di Padova. L'esperta è attiva sui social con una interessante e utile pagina Facebook.

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