Salute

Sinusite nei bambini: frequenza, cause e rimedi

sinusite
14 Aprile 2014 | Aggiornato il 19 Ottobre 2018
La sinusite è un’infiammazione della mucosa dei seni paranasali, abbastanza diffusa tra i bambini. Quasi sempre rappresenta la complicanza di un raffreddore. A volte passa da sola, magari con l'aiuto di lavaggi nasali, ma nei casi più gravi servono gli antibiotici
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Sinusite, che cos'è

La sinusite è un’infiammazione dei seni paranasali, cavità che si formano all'interno delle ossa del cranio, rimanendo in comunicazione con il naso. Per questo, proprio dalla salute del naso dipendono per la loro ventilazione e per il drenaggio delle secrezioni catarrali.

 

“Un’infiammazione della mucosa che riveste i seni paranasali può ostruire i cosiddetti osti, ossia le aperture attraverso le quali i seni respirano e drenano le secrezioni che si formano al loro interno” spiega Giovanni De Vincentiis, responsabile del reparto di otorinolaringoiatria dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “Il ristagno di un catarro sempre più denso all’interno dei seni rappresenta la condizione ideale per la proliferazione di virus e batteri, che ne provocano l’infezione”.

 

La sinusite può essere acuta, se dura al massimo 2-3 settimane; cronica, se dura oltre le 4 settimane; ricorrente se si verificano almeno 3-4 episodi all’anno.

Perché i bambini si ammalano spesso di sinusite

Quasi sempre la sinusite rappresenta la complicazione di una rinite virale, cioè il comune raffreddore, che determina l’ostruzione degli osti e quindi la sovrainfezione da parte di microrganismi batterici.

Questo spiega perché i più soggetti a sinusite sono proprio i bambini, che vanno incontro con maggiore ricorrenza (in media 6-8 volte all’anno) a infiammazioni virali a carico delle alte vie respiratorie che, in circa il 5-10% dei casi, si complicano in una sinusite. Più esposti a sinusite sono inoltre coloro che soffrono di forme allergiche, che determinano congestione delle mucose, o che presentano adenoidi cronicamente infiammate.

Dopo i 7-8 anni, invece, possono entrare in gioco, come nell’adulto, fattori anatomici, come un setto deviato, che non consentono ai seni paranasali una corretta ventilazione.

Infine, se si presentano episodi ricorrenti di sinusite, potrebbe esserci una debolezza del sistema immunitario o un’alterazione dei meccanismi di drenaggio delle secrezioni catarrali.

I sintomi della sinusite

Come accorgersi che un raffreddore si è trasformato in sinusite? “Un normale raffreddore provoca congestione nasale e secrezione catarrale per un periodo di circa sette giorni” risponde De Vincentiis.

“Si deve sospettare una rinosinusite se tali sintomi persistono oltre i dieci giorni, in più si aggiungono febbre, cefalea (soprattutto al risveglio e localizzata in sedi diverse a seconda dei seni interessati dall’infiammazione), alito cattivo e tosse – specie notturna - dovuta all’inalazione delle secrezioni catarrali, che discendono dai seni paranasali nelle vie aeree inferiori, cioè nella trachea e nei bronchi”.

 

Come si fa la diagnosi

La diagnosi è essenzialmente clinica: in prima battuta, a sospettare la presenza di sinusite è il pediatra, attraverso un’anamnesi accurata (la raccolta della storiaclinica del piccolo paziente) e una visita. In caso di dubbio, può richiedere l'esecuzione di un'endoscopia al naso da parte di un otorinolaringoiatra: si tratta di un esame non invasivo, che prevede l'inserimento nelle fosse nasali di un piccolo sondino, in grado di evidenziare l'eventuale presenza di caratteristiche secrezioni mucose.

Più raramente può essere necessaria l'esecuzione di una TAC al massiccio facciale.

Come si cura

Nel 40% dei casi la sinusite acuta tende a risolversi spontaneamente, magari con l’aiuto di lavaggi nasali frequenti con soluzioni ipertoniche, che aiutano a liberare il naso dalle secrezioni catarrali.

“Nelle forme ‘severe’, cioè quando i sintomi sono più intensi e la febbre alta, oppure se si sospettano complicazioni o quando siano presenti patologie associate, come asma od otiti medie catarrali, è necessario il ricorso ad una terapia antibiotica della durata di 10-14 giorni: l’antibiotico di prima scelta è l’amoxicillina; in alternativa si possono prescrivere le cefalosporine di 3° generazione” conclude l’esperto.

In alcuni, rari casi, potrebbe essere necessario intervenire chirurgicamente, per esempio per la rimozione delle adenoidi.

Una complicanza rara: la cellulite orbitale



È una complicanza seria, ma fortunatamente rara, della sinusite, e quasi sempre della sinusite dei seni etmoidali (i seni paranasali, infatti, a seconda della loro sede, si dividono in etmoidali, frontali, mascellari e sfenoidali), che provoca un’infiammazione del tessuto intorno all’occhio.

Si manifesta con una tumefazione importante dell’occhio - che appare molto arrossato e gonfio, fin quasi a non potersi aprire - dolore oculare, febbre e malessere generale. A esserne maggiormente soggetti sono i bambini nei primi 2-3 anni di vita.

“Trattandosi di un’infezione batterica importante (i responsabili più comuni sono i batteri Haemophilus influenzae e Staphilococcus aureus), la cura prevede la somministrazione di antibiotici e cortisonici per via endovenosa per almeno 7-10 giorni, che quasi sempre risolvono completamente l’infiammazione” dice Filippo Maria Tucci, otorinolaringoiatra presso il Bambin Gesù di Roma.

“Solo in una minoranza di casi potrebbe essere necessaria anche una Tac per valutare se sono insorte ulteriori complicanze a livello intracranico”.

Altre fonti per questo articolo: materiale informativo sito web emedicine.medscape.com; materiale informativo sito web healthychildren.org, gestito dall'Associazione americana pediatri