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Bambini e movimento: importanza e attività da fare per fasce d'età

di Rosy Maderloni - 30.06.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il movimento è una componente essenziale per lo sviluppo motorio, fisico, mentale ed emotivo dei più piccoli. Quali sono le attività indicate in base alle diverse fasce di età? Ne parliamo con l’esperta in Psicologia dello sviluppo e dello sport Irene Leo.

Bambini e movimento: importanza e attività da fare per fasce d'età

Tempi addietro si conservavano i filmini dei primi passi mossi in salotto, in cortile, durante la vacanza al mare su una morbida superficie sabbiosa di pargoli orgogliosi e scettici della loro abilità appena appresa. Genitori fieri e commossi anche a distanza di decenni rispondono senza indugio alla domanda "Ma quando ha iniziato a camminare tuo figlio?" rimembrando solennemente una delle tappe fondamentali della crescita.

Un piccolo (primo) passo per un bambino può diventare davvero un grande passo per l'umanità se si imparasse a considerare il movimento come elemento imprescindibile per il benessere psicofisico di ciascun individuo. Ma se pensiamo che avvenga camminando l'inizio della scoperta, ci siamo persi già molte tappe di un percorso cominciato ben prima dove è il corpo tutto fare dell'infante un vero esploratore. Come contribuisce il movimento allo sviluppo sano dei bambini? Ne parliamo con Irene Leo, docente in Psicologia dello Sviluppo e dello Sport, Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione all'Università degli Studi di Padova e referente del Babylab, centro per la ricerca scientifica rivolto in particolare a bambini della fascia 0-6anni. 

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L'importanza del movimento nelle diverse età

"Il movimento ha valenze diverse a seconda della fascia di età – premette la docente -. Possiamo considerare aspetti diversi come l'attività motoria e l'attività sportiva quando pensiamo al movimento in bambini di diversa età. Innanzitutto il movimento è una caratteristica funzionale dell'essere umano e fin dalla nascita permette al bambino di formare la propria conoscenza, di mettersi in relazione con se stesso, con gli altri e con il mondo intorno a sé.

Nella primissima infanzia, ma anche più avanti, l'attività motoria contribuisce a incrementare il benessere dei bambini ed è contesto di sviluppo importante per l'apprendimento non soltanto motorio, ma anche delle aree sociali, emotive e relazionali.

Nell'attività ludico-motoria il bambino o la bambina affronta situazioni critiche, sperimenta difficoltà e come risolverle, si adopera per superare pressioni esterne cercando proprie capacità resilienti che gli permetteranno di sentire in se stesso le strategie migliori per affrontare quella situazione critica. Se questa attività che si inserisce in una routine, diventa parte di un modo di attivare uno stile di vita sano che innesca benessere psicofisico generale.

Ancora, qui si trasmettono concetti positivi che provengono dal gioco:

  • Nei più grandi (dai 6 anni in su) possiamo riferirci alla lealtà e all'uguaglianza, all'importanza delle regole. Quando si parla di attività sportiva, inoltre, subentrano specifiche legate allo sport scelto, al setting dello spazio e degli strumenti legati alla particolare attività.

  • Nella primissima infanzia (0-2 anni) i bambini scoprono spazi che consentono opportunità di muoversi, esprimersi e conoscere più situazioni ambientali possibili. In questo periodo il bambino acquisisce numerose abilità posturali e motorie: controllare la testa, afferrare gli oggetti o gattonare cambiano significativamente il modo di interagire con il mondo esterno e favoriscono nuove occasioni di apprendimento.

 

Il movimento dai primi passi ai 3 anni

"Con bambini fino ai 2, 3 anni va considerato il movimento spontaneo: i primi passi fisici sono anche i primi passi della vita – chiarisce Leo -. il bimbo sperimenta la sua capacità di muoversi. Non c'è nulla di organizzato e strutturato se non l'aver predisposto da parte dell'adulto:

  • Uno spazio sicuro e idoneo, elemento essenziale per sperimentare più movimenti possibili: un tappetone morbido o una superficie confortevole in un punto della casa preferibilmente predisposto per queste attività. Lo spazio dovrebbe essere un pochino più ampio rispetto a cosa utilizza il bambino in quel momento, così da motivarlo al desiderio di avventurarsi.

  • Oggetti sicuri e raggiungibili autonomamente dal bambino anche come scopo dell'attività

  • Indumenti comodi per favorire movimenti ampi.Il piede nudo – se possibile – favorisce l'equilibrio verticale.

  • Libertà in senso ampio. Il genitore deve trasmettere al piccolo serenità nell'attività, può incoraggiare e diventare riferimento protettivo nella difficoltà, ma non deve essere ostacolo o motivo di competizione all'infuori del gioco. Anticipare una tappa motoria che il bambino non abbia sperimentato di sua iniziativa può essere controproducente". 

Il movimento fino ai 6 anni

"Fino a 6 anni è impensabile una qualsiasi attività motoria dove non è incluso il gioco – aggiunge la docente dell'Università di Padova -. Ci sono sport agonistici che si intraprendono ma il contenitore del divertimento è presente perché fa leva sulla motivazione e sull'autostima: il gioco permette di migliorarsi e adattarsi, crea un clima disteso, disinibito in cui si acquisisce una buona immagine corporea, aumenta il senso di sicurezza, produce socializzazione, alimenta la regolazione emotiva. Nella nostra società in cui si iperstimola la mente, andrebbe rivalutato il movimento in modo serio: tutte le ricerche degli ultimi 15 anni confermano che lo sviluppo cognitivo è correlato all'attività motoria. Muoversi significa conoscere e conoscersi".

Raccomandazioni e suggerimenti per fare movimento con i bambini

"L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda una quantità di attività di fisica di almeno 60 minuti al giorno. Non temiamo di incrementare il tempo del movimento: si può salire sugli alberi, ad esempio. È stato evidenziato come già alle elementari i bambini arrivino con presenza di alcune analfabetizzazioni motorie, ossia la mancanza dell'abc degli schemi motori: bambini che fanno fatica a correre perché inciampano, che non sanno fare le capriole. Se non vengono acquisiti gli schemi motori di base, diventa difficile ottenere uno sviluppo psicofisico armonioso. Alcuni contesti di vita in cui il movimento dei bambini non è considerato portano a conseguenze negative per la salute, come obesità o altre patologie di varia natura. Anche per questo il movimento deve essere presente in ogni circostanza, anche nell'infanzia con atipicità il movimento è fondamentale e inserito nella quotidianità".

L'intervistata

L'intervistata è Irene Leo, docente in Psicologia dello Sviluppo dello Sport all'università degli Studi di Padova e referente dell'area "Dall'azione alla cognizione" del progetto Babylab dell'università di Padova.

 

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