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1 bambino su 3 non sa nuotare: quando iniziare?

di valentina vanzini - 09.05.2022 - Scrivici

nuotare
Fonte: Shutterstock
Secondo un'indagine condotta dal pediatra Italo Farnetani, il 30% dei ragazzi non sa nuotare. Quando iniziare ad imparare?

Nuotare, che passione! Ma è davvero così? Non tutti i bambini e i ragazzi sanno nuotare, questo  - ad esempio - è emerso da una ricerca portata avanti dal pediatra Italo Farnetani, docente alla Libera Università degli studi di Scienze umane e tecnologiche di Malta. Numeri alla mano se si guarda l'età che va tra 7 e i 18 anni il nuoto non è uno sport che sanno praticare in molti:  circa il 30 per cento non sa nuotare molti, invece, si limitano a stare a galla. Dal suo studio è emerso che questi ultimi sono circa il 40%  e alcuni di questi lo sanno fare unicamente in piscina. Importante, secondo il pediatra, che prendano confidenza con l'elemento acqua. La bella stagione, a tal proposito, è quella migliore per imparare a nuotare. Complice il fatto che, spesso, si fanno le vacanze al mare, ma anche che si ha più tempo libero da dedicare alle passioni, oppure alle nuove cose da imparare.

Quindi quando è meglio iniziare?

In questo articolo

Nuotare: acquaticità per bimbi

In acqua sin da piccoli. I neonati possono già approcciarsi con le prime, piccole, attività sportive. Esistono infatti dei corsi di acquaticità che in genere prendono il via a partire dai tre mesi e terminano intorno ai 3 anni. I piccoli sportivi sono divisi per etò e durante il corso fanno piccoli giochi per iniziare a prendere confidenza con l'acqua. Si usano tappeti colorati, palline, cerchi: tantissimi giochi diversi che coinvolgeranno il genitore e il bambino. Si tratta di attività ludiche strutturate in base all'età, che non solo aiutano a prendere confidenza con l'acqua, ma divetano anche un bel momento da trascorrere genitori  - figli.

Uno studio di quattro anni su oltre 7000 bambini realizzato dalla Griffith University in Australia ha rilevato che i bambini nuotatori erano più avanzati nello sviluppo fisico e mentale rispetto ai loro pari non nuotatori.

Nello specifico, i bambini dai 3 ai 5 anni che nuotavano erano 11 mesi in anticipo, se messi a confronto con gli altri.  

Decalogo per la sicurezza del bambino al mare e in piscina

Ecco il decalogo per la sicurezza del bambino al mare e in piscina dell'organizzazione delle 'Bandiere verdi dei pediatri':

1) NUOTO Il principale pericolo in spiagge e piscine è l'annegamento. La migliore prevenzione è sapere nuotare. Per questo motivo i bambini devono imparare a farlo già dall'età di tre anni, ma sotto la guida di insegnanti specializzati e preferibilmente nel mare, perché devono imparare a non avere paura di schizzi, acqua profonda, e devono saper nuotare sott'acqua con gli occhi aperti. I bambini che ancora non sanno nuotare devono entrare in acqua sempre con i braccioli.

2) MAI DA SOLI Tutti i bambini, di meno di 12 anni, compresi quelli che sanno già nuotare, devono essere sempre accompagnati in acqua da un adulto che sappia nuotare bene, possibilmente restando sempre vicino.

3) SALVATAGGIO Fondamentale la presenza del Servizio di salvataggio, che non deve essere mai interrotto, provvisto di torrette e garantito da bagnini professionisti, con uniformi per facilitare l'identificazione.

4) OCCHIO AI PERICOLI Fare il bagno seguendo le ordinanze di balneabilità dei sindaci. Evitare le zone ove si praticano sport acquatici, pesca, gare, Rispettare i percorsi, indicati da corde e boe, che delimitano le vie d'ingresso in acqua di natanti o surf. Guardare le bandiere del salvataggio: se è issata la gialla o la rossa non fare il bagno. Indossare sempre le ciabatte quando si usano docce, servizi igienici o si cammina in zone pavimentate.

5) IN ACQUA Entrare lentamente, per adattare il corpo alla temperatura del mare, specialmente dopo aver mangiato o quando l'acqua è fredda. Evitare a di tuffarsi in mare o in piscina senza conoscere la profondità dell'acqua, per non incappare in traumi e lesioni.

6) PELLE I Proteggere la pelle dal sole con creme e lozioni protettive (da preferire agli spray) contenenti filtri chimici e fisici, da applicare ogni due ore. Il cappellino è una protezione in più e, in caso di eritema solare (scottatura), indossare anche una maglietta in cotone bianco.

7) SOLE E CALDO SENZA PROBLEMI Attenzione all'esposizione tra le 12 e 17, specialmente quando il bambino ha meno di quattro anni. Per chi resta in spiaggia in questa fascia oraria, far bere frequentemente il bambino, meglio se ogni 20 minuti, e farlo stare all'ombra.

8) IN AUTO Quando si viaggia in auto con un bambino mai fermarsi al sole, nemmeno per soste brevi, ma cercare un parcheggio all'ombra.

9) PULIZIA E'ovunque una garanzia di sicurezza. L'acqua limpida è una forma di prevenzione degli incidenti perché permette di identificare gli ostacoli sommersi. La pulizia in spiaggia è dimostrata anche dalla presenza di cestini e bidoni per l'immondizia che non devono essere mai pieni, ma svuotati rapidamente, e dall'assenza nella sabbia di conchiglie rotte, vetri, residui di lattine, rifiuti abbandonati, catrame, alghe non raccolte nella battigia o nella sabbia. Non deve esserci degrado ambientale di nessun genere.

10) FORMAZIONE Utile far partecipare, durante il mese di aprile e maggio, gli alunni delle scuole elementari e medie (primaria e secondaria) a corsi gratuiti di educazione alla salute sui i rischi potenziali del mare e sui corretti comportamenti.

Corsi di nuoto per bambini

Anche scegliere la scuola di nuoto giusta è davvero importante. Infatti, dopo l'acquaticità neonatale, si parte con i corsi di nuoto veri e propri. Ma perché sceglierlo come attività fisica? Innanzitutto perché è molto completo, il corpo lavora in assenza di gravità e questo aiuta a evitare alcuni traumi. Poi è uno sport rilassante, in cui si sta molto in silenzio e aiuta a imparare a concentrarsi senza distrazioni.  

Durante una lezione di nuoto lavorano tutti i principali muscoli del corpo. Ma queste non sono gli unici vantaggi. Nuotare, infatti, migliora la capacità respiratoria: durante il nuoto il respiro va ponderato con attenzione e questo ha benefici anche dal punto di vista della resistenza. Certo mancano gli aspetti positivi dello sport di squadra, m ci sono le gare di staffetta che sono perfette per insegnare il lavoro di gruppo.  

Come allenarsi

  • Due  - tre volte alla settimana e con costanza.
  • L'allenamento deve partire da un minimo di 40 minuti, poi aumentare sulla base delle capacità e dell'età del bambino.
  • Variare: un allenamento di nuoto non è solo fatto dai diversi stili e da una vasca dopo l'altra.

I diversi stili

  • Stile libero: è il più noto. I piedi si battono velocemente, dando la spinta, mentre le braccia agiscono come dei remi.
  • Rana: le gambe si muovono proprio come quelle di una rana e il corpo si ritrae ed allunga per muoversi in avanti.
  • Dorso: è esattamente come lo stile, però con la schiena rivolta verso l'acqua.
  • Delfino: è lo stile più difficile: le gambe battono unite, mentre il corpo "salta" fuori dall'acqua.

Nuoto e bambini

  • Fino ai tre anni si fa acquaticità, dopo iniziano a essere corsi veri e propri (prima si parla di acquaticità).
  • Controindicato se il bambino soffre di otiti o di infiamazioni otorinolaringoiatriche.
  • Il cloro può dare irritazione, in tal caso sospendere o ridurre gli allenamenti.

Prima di iniziare

A parte le poche controidicazioni elencate, il nuoto fa bene a tutti. Come per ogni attività sportiva è necessario il certificato medico.

Fonti articolo: Estate al mare per 88% bimbi, uno su 4 fa nuoto tutto l'anno - Adnkronos, I benefici del nuoto sulla salute - Centro Medico Sant'Agostino, 

Aggiornato il 05.07.2021

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