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1 bambino su 3 non sa nuotare: quando iniziare?

di Penelope Greco - 05.07.2021 - Scrivici

nuotare
Fonte: Shutterstock
Secondo un'indagine condotta dal pediatra Italo Farnetani, il 30% dei ragazzi non sa nuotare. Quando iniziare ad imparare?

Secondo il pediatra Italo Farnetani, docente alla Libera Università degli studi di Scienze umane e tecnologiche di Malta, fra i 7 e i 18 anni c'è una vera emergenza nuoto: ben due milioni (30%) di ragazzini e adolescenti non sanno nuotare e sono moltissimi quelli che sanno a malapena galleggiare.

Secondo i dati della ricerca di Farnetani, se 2 milioni di giovanissimi italiani non sanno nuotare, due milioni e 700mila (40%) sanno solo galleggiare e spostarsi in avanti (di questi 700 mila sanno galleggiare e spostarsi in avanti, ma solo in piscina, mentre gli altri sanno galleggiare e spostarsi in avanti sia in mare e sia in piscina). "Solo due milioni sanno nuotare bene e possono affrontare anche piccole emergenze in mare. Per questo è importante - sottolinea il pediatra - insegnare ai bambini e ai ragazzi italiani a non aver timore e a muoversi con sicurezza in acqua. Mentre i compiti per le vacanze non servono e andrebbero aboliti, le lezioni davvero utili al loro sviluppo ma anche alla loro salute e sicurezza sono piuttosto quelle di nuoto. Il mio suggerimento ai genitori - conclude - è quello di approfittare della bella stagione e del tempo libero, per programmare un corso per insegnare ai figli a nuotare".

Quindi quando è meglio iniziare?

In questo articolo

Nuotare: acquaticità per bimbi

Ogni piscina ha le sue regole, ma solitamente i corsi di acquaticità neonatale partono dai tre mesi (dopo il primo vaccino) per proseguire fino ai 3 anni. I bambini sono divisi per fasce di età, a ciascuna delle quali sono dedicate delle attività ludiche: l'obiettivo non è quello di insegnare una tecnica natatoria, quanto di motivare il genitore a rapportarsi con entusiasmo e in forma ludica ai propri figli. Sì, perché sono sempre la mamma o il papà ad accompagnare il neonato in vasca, sperimentando un rapporto di fiducia reciproca. A ogni età del bambino corrispondono esercizi e attività divertenti e piacevoli, fatte a corpo libero o con strumenti come salvagenti, tappeti, tubi.

Uno studio di quattro anni su oltre 7000 bambini della Griffith University in Australia ha rilevato che i bambini nuotatori erano più avanzati nello sviluppo fisico e mentale rispetto ai loro pari non nuotatori. Nello specifico, i bambini dai 3 ai 5 anni che nuotavano erano 11 mesi in anticipo rispetto agli altri per quanto riguarda le abilità verbali, sei mesi in avanti in quelle matematiche e due mesi avanti nell'alfabetizzazione. Non solo, anche 17 mesi avanti nelle capacità di ricordare e 20 mesi avanti nella comprensione delle direzioni.

Decalogo per la sicurezza del bambino al mare e in piscina

Ecco il decalogo per la sicurezza del bambino al mare e in piscina dell'organizzazione delle 'Bandiere verdi dei pediatri':

1) NUOTO Il principale pericolo in spiagge e piscine è l'annegamento. La migliore prevenzione è sapere nuotare. Per questo motivo i bambini devono imparare a farlo già dall'età di tre anni, ma sotto la guida di insegnanti specializzati e preferibilmente nel mare, perché devono imparare a non avere paura di schizzi, acqua profonda, e devono saper nuotare sott'acqua con gli occhi aperti. I bambini che ancora non sanno nuotare devono entrare in acqua sempre con i braccioli.

2) MAI DA SOLI Tutti i bambini, di meno di 12 anni, compresi quelli che sanno già nuotare, devono essere sempre accompagnati in acqua da un adulto che sappia nuotare bene, possibilmente restando sempre vicino.

3) SALVATAGGIO Fondamentale la presenza del Servizio di salvataggio, che non deve essere mai interrotto, provvisto di torrette e garantito da bagnini professionisti, con uniformi per facilitare l'identificazione.

4) OCCHIO AI PERICOLI Fare il bagno seguendo le ordinanze di balneabilità dei sindaci. Evitare le zone ove si praticano sport acquatici, pesca, gare, Rispettare i percorsi, indicati da corde e boe, che delimitano le vie d'ingresso in acqua di natanti o surf. Guardare le bandiere del salvataggio: se è issata la gialla o la rossa non fare il bagno. Indossare sempre le ciabatte quando si usano docce, servizi igienici o si cammina in zone pavimentate.

5) IN ACQUA Entrare lentamente, per adattare il corpo alla temperatura del mare, specialmente dopo aver mangiato o quando l'acqua è fredda. Evitare a di tuffarsi in mare o in piscina senza conoscere la profondità dell'acqua, per non incappare in traumi e lesioni.

6) PELLE I Proteggere la pelle dal sole con creme e lozioni protettive (da preferire agli spray) contenenti filtri chimici e fisici, da applicare ogni due ore. Il cappellino è una protezione in più e, in caso di eritema solare (scottatura), indossare anche una maglietta in cotone bianco.

7) SOLE E CALDO SENZA PROBLEMI Attenzione all'esposizione tra le 12 e 17, specialmente quando il bambino ha meno di quattro anni. Per chi resta in spiaggia in questa fascia oraria, far bere frequentemente il bambino, meglio se ogni 20 minuti, e farlo stare all'ombra.

8) IN AUTO Quando si viaggia in auto con un bambino mai fermarsi al sole, nemmeno per soste brevi, ma cercare un parcheggio all'ombra.

9) PULIZIA E'ovunque una garanzia di sicurezza. L'acqua limpida è una forma di prevenzione degli incidenti perché permette di identificare gli ostacoli sommersi. La pulizia in spiaggia è dimostrata anche dalla presenza di cestini e bidoni per l'immondizia che non devono essere mai pieni, ma svuotati rapidamente, e dall'assenza nella sabbia di conchiglie rotte, vetri, residui di lattine, rifiuti abbandonati, catrame, alghe non raccolte nella battigia o nella sabbia. Non deve esserci degrado ambientale di nessun genere.

10) FORMAZIONE Utile far partecipare, durante il mese di aprile e maggio, gli alunni delle scuole elementari e medie (primaria e secondaria) a corsi gratuiti di educazione alla salute sui i rischi potenziali del mare e sui corretti comportamenti.

Corsi di nuoto per bambini

Anche scegliere la scuola di nuoto giusta è davvero importante. I corsi di nuoto, quelli dopo l'acquaticità neonatale, inizia dopo i 5 anni e prosegue fino all'età adulta. 

l nuoto per bambini è uno degli sport più completi che ci siano. Infatti, basta pensare che, anche solo per mantenersi a galla, lavorano tutti i principali muscoli del corpo. Dalle braccia alle gambe, passando anche per gli addominali, i muscoli lavorano all'unisono per mantenere la maggiore stabilità possibile.

  • migliora la capacità respiratoria
  • favorisce il rilassamento e ha effetti positivi sull'umore
  • aumenta la resistenza, la forza e la flessibilità muscolare
  • permette di bruciare molte calorie, a seconda dello stile praticato e del ritmo di allenamento
  • non stressa le articolazioni, per cui è adatto anche per le persone obese o in presenza di problemi muscolo-scheletrici.

Come allenarsi

  • L'ideale è allenarsi tre volte a settimana, ma anche due possono bastare. L'importante è essere costanti.
  • Per quanto riguarda il tempo da dedicare all'allenamento si può iniziare con mezz'ora e aumentare in modo graduale fino ad arrivare a un'ora.
  • In generale è utile darsi un obiettivo, per esempio nuotare per più tempo possibile senza pause. All'inizio si partirà con pochi minuti fino ad arrivare con il passare del tempo a 20-30 minuti di fila.
  • In ogni sessione è bene alternare i diversi stili ed eventualmente aggiungere alcuni esercizi con la tavoletta, molto utili per la circolazione (cellulite) e contro l'ipotonia dell'anziano.

I diversi stili

  • Stile libero: allunga la muscolatura di arti e dorso, rassoda i glutei, rinforza l'addome.
  • Rana: adatto per sviluppare tutto il corpo e per aumentare la resistenza. Aiuta a tonificare le gambe.
  • Dorso: rinforza spalle e gambe ed è perfetto per allungare i muscoli di schiena e spalle. È consigliato a chi soffre di mal di schiena.
  • Delfino: coinvolge l'intera muscolatura, ma richiede tecnica e forza da atleti.

Nuoto e bambini

  • Di solito si inizia intorno ai 4-6 anni (prima si parla di acquaticità).
  • Il nuoto può essere controindicato in caso di scoliosi grave e se il bambino soffre spesso di otite o altre patologie otorinolaringoiatriche.
  • Il cloro presente nell'acqua delle piscine può risultare irritante, soprattutto nei bambini allergici o asmatici. In questi casi è meglio limitare la pratica sportiva a una sola volta a settimana.

Prima di iniziare

Il nuoto è uno sport adatto quasi a tutti e che si può cominciare a qualunque età. Prima di iniziare è sempre utile fare un controllo medico-sportivo.

Fonti articolo: Estate al mare per 88% bimbi, uno su 4 fa nuoto tutto l'anno - Adnkronos, I benefici del nuoto sulla salute - Centro Medico Sant'Agostino, 

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