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Stare seduti a scuola: perché è così difficile per i bambini e come insegnarglielo

di Stefano Padoan - 25.05.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
All'inizio della primaria c'è una preoccupazione comune tra i genitori: i loro figli sapranno stare seduti a scuola? Ecco i consigli della pedagogista

Stare seduti a scuola

Quante volte capita, a genitori e insegnanti, di intimare ai bambini di sedersi bene? Bisogna dire che non è solo disobbedienza: la verità è che i bambini non sono fatti per stare seduti ma per muoversi. Ecco i consigli della pedagogista Laura Mazzarelli per educare i bambini a sedersi bene senza ignorare però il loro bisogno di movimento (che favorisce anche l'apprendimento).

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Stare seduti fa male?

Il tema è più delicato di quello che possa sembrare, perché spesso i genitori si lamentano con gli insegnanti sul tempo eccessivo in cui i loro figli sono costretti sulla sedia. «Dobbiamo dire - esordisce l'esperta - che se da un lato capita che la scuola a volte non utilizzi il corpo come strumento principale di apprendimento, d'altro canto per i bambini stare seduti bene, incanalando la loro energia in un compito, è una forma di autocontrollo che devono pian piano acquisire». Ai bambini dunque da un lato va riconosciuto il loro bisogno di movimento, dall'altro c'è la necessità di far loro capire che esiste un ordine e un setting adatto ad ogni attività: «In questo gli insegnanti, che non vogliono certo che gli alunni stiano fermi immobili, sono spesso soli perché i genitori a casa faticano a educarli alle regole dei diversi contesti. E tenerli fermi con l'utilizzo del tablet non è da considerare un successo».

Le difficoltà a stare seduti dei bambini: perché

Il movimento è un bisogno evolutivo fondamentale dell'essere umano, soprattutto nei suoi primi anni di vita. «Il corpo, come insegna la psicomotricità, è il canale privilegiato per giocare e conoscere il mondo: il bambino ha un'energia da scaricare e incanalare per apprendere e, se calcoliamo che alcuni vanno a scuola anche prima dei 6 anni, è comprensibile che per loro stare al banco sia faticoso». Oggigiorno poi i più piccoli hanno meno occasioni di una volta di saltare, correre, arrampicarsi: l'assenza di questi momenti di libertà impedisce loro di scaricare le energie, «creando un affaticamento e una frustrazione fisica e mentale che può degenerare in comportamenti disfunzionali in contesti come a casa e a scuola. Quindi attenzione a chiedere continuamente staticità, perché il loro cervello si attiva meglio con il movimento».

Come il movimento aiuta l’apprendimento

Il movimento dunque non ostacola, ma favorisce l'apprendimento e a questo il nostro sistema educativo dovrebbe in parte adattarsi: le neuroscienze infatti dicono che lo sviluppo motorio è propedeutico allo sviluppo cognitivo. «Il corpo è importante nella formazione del pensiero e i processi di apprendimento sono integrati ad attività percettivo-motorie: i gesti delle mani e la postura del corpo spesso sopperiscono al lessico e traducono il pensiero o cercano di esprimere quel che ancora è in fase di elaborazione a livello mentale. Ad esempio, per definire cosa sia un triangolo molti bambini lo disegnano nell'aria o uniscono le punte delle dita; alcuni insegnanti usano il ricamo con ago e filo come esercizio propedeutico per imparare a scrivere in corsivo».

Far stare seduti a scuola i bambini: perché è importante

Se dunque i bambini si stortano sulla sedia e stanno seduti nelle posizioni più strane è perché il loro corpo è fatto per essere dinamico e scalpitare e lo spazio angusto del banco va loro stretto. È però fondamentale che il bambino impari a stare seduto bene non solo per ragioni di postura, ma anche per sviluppare la coordinazione occhio-mano e per comprendere che certe attività richiedono più calma e attenzione: «Da una parte a scuola e a casa bisogna aiutarli a riconoscere il loro bisogno di muoversi, dall'altro a capire quando è necessaria una posizione più statica. Se ad esempio sta seduto composto e guarda il foglio dritto, ciò lo aiuta a scrivere meglio. Ci sono poi strumenti che prevedono delle regole di utilizzo: non si corre ma si sta seduti quando si usano forbici o coltelli, o quando è necessario un lavoro manuale fino-motorio».

Sedersi a scuola: 5 consigli su come stare seduti bene

Qualche consiglio per insegnare ai bambini a sedersi bene.

  1. Proponete loro attività statiche coinvolgenti. Sfruttate un grande alleato: il loro innato desiderio di fare bene, di apprendere e di mettere energia e attenzione in ciò che li coinvolge. «La soglia di attenzione dei bambini in prima elementare è difficilmente superiore a 30-40 minuti: se riescono a stare fermi per tutto questo tempo, è perché sono impegnati in un'attività manuale che li sta assorbendo molto o sono incantati ad ascoltare. Genitori e insegnanti osservano come spesso i bambini si siedano sui talloni o con una gamba giù: anche se non è la posizione più composta, possiamo osservare che si stanno concentrando nell'attività che stanno svolgendo e invitarli a raddrizzarsi con dolcezza. Dopo poco torneranno a sedersi scomposti perché ciò avviene naturalmente e con pazienza glielo faremo notare».

  2. Prevedete pause e momenti per scaricare le energie. «Prima di proporgli attività che richiedono concentrazione, date modo ai più piccoli di sfogarsi un po' e, se durante l'attività vi rendete conto che non vi seguono più, cogliete la loro difficoltà e fate una sosta facendoli muovere». Anche ai più grandi aprire le finestre e far ossigenare il cervello aiuta a ritrovare la concentrazione.

  3. Fate richieste adatte all'età. A 3 anni i bambini dipingono in piedi al banco o seduti per terra perché non hanno la motricità fine: «Siate flessibili e non pretendete da loro che stiano seduti al banco, così come è necessario che, per rapirli con una storia, non usiate solo parole ma anche il movimento con l'uso ad esempio di burattini o animando i personaggi col corpo e la voce». A 5-6 anni invece si può richiedere che stiano in uno spazio più strutturato.

  4. Date loro consapevolezza nell'uso dei vari strumenti. Non si può essere precisi con una matita o con le forbici se non si è fermi: «Fate loro vedere il prodotto finito: se sono storti e in posizioni scomode il lavoro sarà impreciso, viceversa se sono seduti bene e lavorano con calma le cose vengono meglio».

  5. Spiegate l'uso corretto della sedia. In un'età in cui sono curiosi di sapere tutto, per educarli a stare composti spiegate loro le conseguenze di una posizione errata: «Se si dondolano, spiegate loro che rischiano di cadere; ma anche che il sedile e lo schienale della sedia hanno funzioni ben precise per consentire una postura corretta».

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