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Stop alle punizioni corporali sui bambini! La richiesta dei pediatri inglesi

di Luisa Perego - 22.05.2024 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
No alle punizioni corporali sui bimbi in Inghilterra e Irlanda del Nord. La richiesta dei pediatri inglesi della RCPCH

In questo articolo

Uno schiaffo a un bambino fa sempre male

Sembra surreale essere nel 2024 e dover parlare di leggi contro le punizioni corporali ai minori. Eppure... pensiamo allo "schiaffo educativo" a "quella sana ciabattata dei miei tempi" o "qualche schiaffone in più e sarebbe venuto su meglio". Sono tutti modi di dire che in molti usano ancora. Non solo verbalmente purtroppo. Per fortuna ora ai britannici non va più bene.

I pediatri di Inghilterra e Irlanda del Nord chiedono una protezione uguale per i bambini e i giovani contro le aggressioni fisiche come schiaffi, botte e sberle. Il Royal College of Paediatrics and Child Health (RCPCH) ha pubblicato un rapporto che segnala  chiaramente i motivi sanitari, educativi e legali per un cambiamento legislativo che elimini la difesa della "punizione ragionevole" e vieti tutte le punizioni fisiche sui bambini. Perché non vengano mai giustificate.

Che cosa è una punizione fisica? 

Esiste una definizione? Secondo l'Associazione Culturale dei pediatri, "per punizione fisica si intende l'uso della forza fisica nel causare un'esperienza al bambino di dolore di variabile intensità o di disagio con l'obiettivo di modificare il comportamento del bambino".

Secondo invece l'associazione Save The Children, una delle principali in prima linea per la difesa dei diritti dei bambini insieme ad Unicef, ecco quali diverse forme possono assumere le posizioni corporali:

  • schiaffi,
  • calci,
  • bruciature,
  • la costrizione a stare in posizioni scomode,
  • trattamenti umilianti non fisici, che sminuiscono il bambino.

I diritti dei bambini in primo piano

Secondo l'art.19 della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, tutte le punizioni corporali violano il diritto dei bambini e delle bambine. Leggiamo nel dettaglio che cosa dice:

Art. 19

  1. Gli Stati parti adottano ogni misura legislativa, amministrativa, sociale ed educativa per tutelare il fanciullo contro ogni forma di violenza, di oltraggio o di brutalità fisiche o mentali, di abbandono o di negligenza, di maltrattamenti o di sfruttamento, compresa la violenza sessuale, per tutto il tempo in cui è affidato all'uno o all'altro, o a entrambi, i genitori, al suo tutore legale (o tutori legali), oppure a ogni altra persona che abbia il suo affidamento.
  2. Le suddette misure di protezione comporteranno, in caso di necessità, procedure efficaci per la creazione di programmi sociali finalizzati a fornire l'appoggio necessario al fanciullo e a coloro ai quali egli è affidato, nonché per altre forme di prevenzione, e ai fini dell'individuazione, del rapporto, dell'arbitrato, dell'inchiesta, della trattazione e dei seguiti da dare ai casi di maltrattamento del fanciullo di cui sopra; esse dovranno altresì includere, se necessario, procedure di intervento giudiziario. 

Anche il Consiglio d'Europa concentra i suoi sforzi per abolire le punizioni corporali nei confronti dei bambini in tutti gli Stati membri. Come riportato in questo documento del 2010, "la violenza è una delle violazioni più gravi dei diritti umani e se picchiare un adulto è un atto reprensibile, lo è ancora di più picchiare un bambino".

Le punizioni fisiche sui bimbi fanno male (non solo fisicamente)

Le conseguenze negative delle punizioni fisiche durante l'infanzia sono ben documentate. I bambini che subiscono punizioni fisiche hanno quasi tre volte (2,6x) più probabilità di sviluppare problemi di salute mentale e oltre il doppio (2,3x) di subire aggressioni fisiche gravi e abusi. Inoltre, le punizioni fisiche aumentano la probabilità di problemi comportamentali nell'infanzia, rapporti peggiori con genitori e famiglia e episodi di aggressività in età adulta.

Attualmente, in Inghilterra e Irlanda del Nord, un genitore può usare in sua difesa come motivazione alle percosse il "castigo ragionevole": serve appunto per giustificare la punizione fisica di un bambino in determinate circostanze. Insomma, a livello legislativo ci sono alcune lacune. Mentre uno schiaffo a un bambino non andrebbe mai giustificato. E se gli adulti sono giustamente protetti dalla legge contro tutte le forme di aggressione fisica, a volte, i bambini non godono della stessa sicurezza.

Bess Herbert, specialista in advocacy presso End Corporal Punishment, ha specificato:

"La scienza sulle punizioni fisiche dei bambini è ormai consolidata. Centinaia di studi hanno scoperto che sono associate a una vasta gamma di esiti negativi, tra cui danni fisici, peggioramento della salute mentale e fisica, funzione cerebrale atipica, sviluppo cognitivo ed educativo inferiore, abbandono scolastico, aumento dell'aggressività e scarsa interiorizzazione morale, e perpetrazione della violenza e comportamento antisociale in età adulta."

Scozia e Galles hanno già preso provvedimenti

Scozia e Galles sono tra i circa 66 paesi che hanno adottato misure per dare ai bambini la stessa protezione contro le aggressioni di cui godono gli adulti, garantendo ai bambini di essere protetti dalla violenza. A livello internazionale, circa 66 stati hanno una piena proibizione delle punizioni fisiche sui bambini, mentre altri 27 si sono impegnati a riformare le loro leggi per ottenere un divieto legale completo. Il primo paese a vietare la punizione fisica dei bambini per legge è stato la Svezia nel 1979.

Oggi solo il 15% dei minori nel mondo, circa 320 milioni di bambini, è pienamente protetto dalla legge [dati Save the Children 2024]. 

Il Professor Andrew Rowland, RCPCH Officer per la protezione dei bambini e pediatra consulente, ha dichiarato:

"Le leggi sulle punizioni fisiche così come sono attualmente sono ingiuste e pericolosamente vaghe. Creano un'area grigia in cui alcune forme di punizione fisica possono essere legali e altre no. Come pediatra che lavora nei servizi di protezione dei bambini, mi trovo regolarmente ad affrontare situazioni in cui si presume che sia stata utilizzata una punizione fisica contro un bambino. La natura vaga delle leggi rende estremamente difficile parlare con le famiglie su quali siano le regole riguardo la punizione fisica dei bambini, rendendo più difficile parlare del miglior interesse dei loro figli. Questa mancanza di chiarezza legislativa può persino aggiungere un ulteriore livello di complessità quando si cerca di identificare casi di abuso sui minori."

Le raccomandazioni RCPCH

Il rapporto del RCPCH, intitolato "Protezione uguale dalle aggressioni in Inghilterra e Irlanda del Nord: il caso sanitario, educativo e legale per un cambiamento legislativo per rimuovere la difesa della 'punizione ragionevole' e vietare tutte le punizioni fisiche sui bambini", mette in luce la gamma di danni ai bambini e le complicazioni di tutela che la legislazione attuale sulle punizioni fisiche crea, oltre a fornire raccomandazioni chiave per i governi di Westminster e Stormont.

Le raccomandazioni del RCPCH includono:

  • Il Segretario di Stato per l'Istruzione in Inghilterra avvii il processo legislativo necessario per cambiare la legge e rimuovere la difesa della punizione ragionevole.
  • I Ministri dell'Istruzione e della Sanità dell'Irlanda del Nord guidino l'Assemblea dell'Irlanda del Nord nella modifica dell'Ordine di Riforma della Legge (Disposizioni Varie) (Irlanda del Nord) del 2006 per rimuovere la difesa della punizione ragionevole dalla legge nordirlandese.
  • Tutti i partiti politici includano la rimozione della difesa della punizione ragionevole nei loro manifesti elettorali generali e, se eletti al governo del Regno Unito, segnalino che il cambiamento legislativo sarà attuato nella prima ondata di nuova legislazione dopo la formazione del nuovo Parlamento, con un impegno specifico delineato nel discorso del Re.

La situazione (in evoluzione) italiana

In Italia, la posizione sulle punizioni corporali è ancora in evoluzione.

Sono proibite a livello legislativo in ambito scolastico ed anche dall'ordinamento penitenziario mentre non sono espressamene vietate  in ambito familiare.

La posizione della scuola e delle carceri

In Italia le punizioni corporali sono vietate espressamente in ambito scolastico (regolamento generale sui servizi dell'istruzione elementare, di cui al regio decreto 26 aprile 1928, n. 1297, e l'ordinanza della Corte di cassazione, sezione civile, n. 2876 del 29 marzo 1971) e nell'ordinamento penitenziario (legge 26 luglio 1975, n. 354, la quale vieta l'impiego della forza fisica nei confronti dei detenuti ed il ricorso ad alcun mezzo di coercizione fisica che non sia espressamente previsto dal regolamento, escludendone in ogni caso l'utilizzo a fini disciplinari.)

Secondo l'Associazione Culturale Pediatri (ACP), l'uso delle punizioni fisiche per disciplinare i bambini è considerato non solo inefficace, ma anche dannoso. L'ACP promuove un approccio educativo basato sul rispetto e sul dialogo, e incoraggia i genitori a utilizzare metodi di disciplina positivi che non includano la violenza fisica. Nonostante l'assenza di un divieto legislativo chiaro come in altri paesi europei, l'Italia sta facendo progressi verso la sensibilizzazione e l'educazione delle famiglie sull'importanza di evitare le punizioni corporali.

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